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"Ho dovuto affrontare condizioni molto difficili. Non soltanto per il clima e gli allenamenti, ma anche dal punto di vista mentale" ha detto Qinwen Zheng dopo la vittoria su Svitolina nei quarti a Pechino, "ma gli sforzi stanno pagando
Maddalena Lai | 09 ottobre 2026
Qinwen Zheng gioca una delle sue migliori partite della stagione, estromettendo la numero 7 del mondo, Elina Sviolina, con il punteggio di 6-3, 7-6 (8), e si regala, nel giorno del suo 24esimo compleanno, la semifinale nel torneo del 1000 di Pechino. La beniamina di casa conferma, dunque, l’eccellente stato di forma dimostrato di recente, che le ha permesso di raggiungere, per la terza volta in carriera, i quarti di finale degli US Open.
Risultati che, però, come spiega la stessa tennista cinese in conferenza stampa, sono stati possibili grazie alla decisione di saltare, durante l’estate, il torneo di Cincinnati: “Ho dovuto affrontare condizioni molto difficili. Non soltanto per il clima e gli allenamenti, ma anche dal punto di vista mentale. Non potevo giocare quei tornei e dovevo accettarlo. Avevo bisogno di quel periodo di preparazione. Dovevo accettare anche il fatto che, in campo, il mio allenatore fosse molto duro con me. Ricordo che Pere [Riba] mi disse: «In questo momento sei soltanto al numero 140 del ranking. Prima eri arrivata fino al numero 65. Quindi adesso devi ascoltarmi di più in campo, perché non sei più la giocatrice che era tra le prime dieci». Dentro di me ero davvero arrabbiata. Ma dovevo calmarmi e dire di sì, perché quella era la realtà. A quanto pare, gli sforzi stanno dando i loro frutti”.
La ex numero 4 del mondo sta infatti risalendo la china del ranking – attualmente occupa la 54esima posizione – e dimostrando di aver tratto, dalle difficoltà vissute, una grande forza mentale: “La lezione più importante che ho imparato è che i momenti difficili non sono necessariamente negativi. Essere positivi ogni giorno è davvero difficile. Quando attraversi un periodo negativo, però, puoi trovare l'energia per fare un passo avanti e superare i tuoi limiti. Ho visto le mie mancanze e riconosciuto i punti deboli del mio carattere. In realtà, i momenti difficili mi hanno aiutata a migliorare […]. Un tempo pensavo che vincere una partita fosse normale come bere un bicchiere d'acqua. Adesso, invece, sono più grata per ogni vittoria, perché ho capito quanto impegno ci sia dietro ciascuna di esse. Ho imparato ad apprezzare sia le vittorie sia il lavoro che faccio in campo”.