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Le storie

Rune un anno dopo: sorrisi di rinascita e una semifinale da conquistare

A Basilea sfida Vacherot per centrare la prima semifinale ATP da Stoccolma 2025, il match in cui si è rotto il tendine d'Achille

| 30 ottobre 2026

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Holger Rune torna a giocare, a Basilea, i quarti di un torneo ATP. Lo fa dopo una maratona contro il polacco Hurkacz, durante la quale ha salvato anche un match point e dato prova di un tennis brillante oltre che di una notevole tenuta mentale.

Una performance, quella del danese, tutt’altro che scontata dopo lo stop forzato di undici mesi dovuto a un infortunio al tendine d’Achille rimediato lo scorso ottobre nel corso della semifinale del torneo di Stoccolma. Affronterà un altro polacco, il ventisettenne Valentin Vacherot - autore della clamorosa sconfitta di Rafael Jodar – per un posto in semifinale.

L’ex numero 4 del mondo, tornato in campo a settembre - collezionando due vittorie in Davis contro la Bulgaria di Grigor Dimitrov e due sconfitte all’esordio rispettivamente a Tokyo e a Shangai – ha infatti raccontato di aver passato mesi tutt’altro che facili, che l’hanno costretto a ripensare interamente il suo gioco, ma anche a maturare. A poche settimane dall’infortunio aveva infatti dichiarato: “Forse questo è lo schiaffo che mi serviva per prendere sul serio il mio talento e dimostrare a me stesso ciò che sono realmente in grado di fare. Onestamente non vedo l'ora di portare me stesso a un altro livello”.

Anche durante la lunga e delicata riabilitazione a cui si è sottoposto, Rune è sembrato alla ricerca di un equilibrio, mostrandosi sempre positivo: “Subito dopo l'infortunio, avevo davvero bisogno di riposo. Ero a fine stagione e pronto per una vacanza, ma non in questo modo. Le prime due settimane con il gesso sono volate. Mi rilassavo, andavo un po' in palestra ed è stato bello avere un po' di tempo libero. Dopo, però, la situazione si è fatta più intensa. Non ho mai pensato che sarebbe durato per sempre”.

La pausa forzata, inoltre, gli ha dato modo di passare del tempo con le persone a lui care e di avere una vita più simile a quella dei ragazzi della sua età. Fattori, questi, che hanno certamente contribuito alla salute mentale del fuoriclasse danese: “È bello poter passare più tempo con la famiglia e gli amici più cari. Normalmente non abbiamo questa possibilità. Ho guardato molti film, soprattutto all'inizio, dopo l'intervento. Stavo sul divano con la gamba sollevata a guardare Netflix e anche qualche film di James Bond. Ho guardato altri sport e ho cercato di tenere la mente occupata con cose diverse dal tennis”.

La gioia di Holger Rune (Getty Images)

La gioia di Holger Rune (Getty Images)

Tuttavia, come ha recentemente ammesso in una recente intervista alla testata danese BT, non è sempre stato tutto facile: “Proprio all'inizio è stato molto difficile per me, e ci sono stati periodi in cui sono stato davvero triste. Soprattutto quando ho iniziato a saltare i tornei del Grande Slam e quando ho dovuto mettere in pausa il mio ritorno. Sarebbe sbagliato se dicessi che è andata solo in un certo senso lungo il percorso. Ho dedicato tutta la mia vita al tennis, e improvvisamente mi è stato portato via. Ci sono stati giorni in cui sono stato profondamente colpito da tutta la situazione”.

"Ho cercato di concentrarmi su ciò che potevo fare. Il danno era fatto, quindi dovevo approfondire altre cose” ha spiegato il danese. “E avevo sempre la motivazione in testa perché mi ero prefissato dei piccoli obiettivi. Per me si trattava di essere molto costante nel mio lavoro. Giorno dopo giorno. Tutto ruotava intorno alla mia riabilitazione”.

Il peggio, però, sembra essere ormai alle sue spalle e Holger Rune (scivolato fuori dai prime mille tennisti al mondo) proverà oggi a iniziare a riprendersi il posto che gli spetta: in campo e nel ranking.

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