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Le storie

Merida, umiltà e fiducia portano al primo quarto Masters 1000

Battendo Tallon Griekspoor a Montreal nel suo primo ottavo di finale in un Masters 1000, Daniel Merida debutterà in Top 50. Ha già un titolo ATP a Umago e una finale a Bucarest all'attivo nel 2026

di | 09 agosto 2026

Un'esultanza di Daniel Merida a Montreal (Getty Images)

Un'esultanza di Daniel Merida a Montreal (Getty Images)

Dopo Rafa Jodar, anche Daniel Merida raggiunge i quarti di finale al National Bank Open presented by Rogers. Senza perdere l'umiltà, la consapevolezza e la fiducia in se stesso, a Montreal ha vinto d'autorità il suo primo ottavo di finale in un Masters 1000 battendo 63 61 Tallon Griekspoor. Grazie a questo risultato debutterà in Top 50 quando sarà pubblicata la prossima classifica. La Spagna torna così a esprimere due giocatori nei quarti nel torneo canadese per la sesta volta nell'era Open.

Ex numero 15 del mondo junior, Merida ha esordito nel circuito maggiore quest'anno a Indian Wells. A Bucarest ha vinto tre partite su quattro in rimonta, dopo aver perso il primo set, e raggiunto così la sua prima finale ATP, nel weekend in cui Jodar vinceva il primo torneo ATP a Marrakech.  Ha poi festeggiato a Madrid la prima vittoria nel main draw di un Masters 1000, e a Umago il primo titolo nel circuito maggiore, al settimo torneo ATP disputato, battendo Damir Dzumhur in finale. 

La grinta di Daniel Merida (Getty Images)

La grinta di Daniel Merida (Getty Images)

Curiosamente, Merida ha iniziato con il padel ma è stato presto indirizzato verso il tennis. "Me ne sono innamorato fin da bambino. Passavo la maggior parte del mio tempo sul campo da tennis. Amo questo sport, mi piace tantissimo giocare i tornei. È qualcosa di davvero, davvero importante per me" ha detto all'ATP dopo il successo a Umago.

In quei primi anni è stato fondamentale suo padre. "Ho tantissimi ricordi con lui. All'inizio giocavamo a padel e poi siamo passati al campo da tennis. Ho tante foto e tantissimi ricordi. È sempre stato con me durante gli allenamenti, nei viaggi e mi ha sempre aiutato" ha aggiunto.

Aggressivo in campo, Merida si descrive come un ragazzo tranquillo. Fuori dal campo, gli piace passare il tempo con la famiglia e gli amici, e giocare con i videogiochi. Se non fosse diventato tennista, ha detto, "avrei sicuramente fatto qualcosa legato ai videogame o allo streaming, perché passo tutto il giorno al computer a giocare".

Molti tifosi ne apprezzano l'umiltà. "Ho sempre dovuto lavorare duramente; ho dovuto guadagnarmi tutto da solo. Come dicevo prima, per un anno e mezzo o due anni ho viaggiato da solo, prenotando personalmente i voli e gli hotel, cercando le opzioni più economiche semplicemente per riuscire a superare le settimane - ha detto alla testata Clay - A volte veniva la mia fidanzata, Luana; altre volte, quando riusciva, veniva con me mio padre. Ma non potevo permettermi un allenatore e, alla fine, è davvero dura essere da soli, viaggiare da soli e perdere ogni settimana. Però, quando vinci questi titoli, ovviamente vedi tutto sotto una luce diversa; capisci che ne è valsa la pena".

Numero 163 del mondo a inizio anno, Merida non ha smesso di credere in se stesso. "Sapevo di avere il livello per fare molto di più. Ho lavorato durissimo durante la preparazione invernale per arrivare a giocare questi tornei e competere al livello più alto. Il salto che ho fatto da gennaio a oggi continua comunque a sorprendermi - ha aggiunto nella stessa intervista - Sto imparando a competere nelle partite al 100% per molti giorni consecutivi, ed è proprio questo che ti permette di vincere: riuscire a competere al tuo livello migliore giorno dopo giorno. È qualcosa che ho fatto molto bene per molte settimane quest’anno".

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