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Racchette e corde

Head Extreme 2026, il test: MP o Pro? Due modi diversi di attaccare

Il 16 luglio sarà disponibile la nuova versione della racchetta di cui Matteo Berrettini è il principale testimonial: si tratta della collezione più potente e più votata alle rotazioni del marchio austriaco. Abbiamo testato e messo a confronto i due modelli top di gamma

di | 14 luglio 2026

Matteo Berrettini a Wimbledon con la nuova versione della Head Extreme (Foto Getty Images)

Matteo Berrettini a Wimbledon con la nuova versione della Head Extreme (Foto Getty Images)

La nuova Head Extreme 2026 non cambia pelle fino in fondo, ma cambia feeling. I telai della collezione conservano forme e impostazione della versione 2024, dunque piatto da 100 o 98 pollici, profili generosi e vocazione per il tennis moderno. Però al primo impatto si capisce che qualcosa è successo: la racchetta parla di più, comunica di più la sua indole.

Il merito è dell’inserimento della nuova tecnologia Hy-Bor nella costruzione del fusto, una miscela di carbonio e boron collocata nel cuore del telaio. Tradotto per chi gioca: meno effetto ovattato, più risposta, più stabilità quando la palla arriva pesante. Non è una racchetta più selettiva, più difficile: è piuttosto più presente, più leggibile. Si sente meglio dove si colpisce e si capisce meglio che cosa si sta trasferendo alla palla.

La livrea verde lime lucida (con inserti neri), poi, è una di quelle che in foto divide e dal vivo convince. Ma l’estetica, come sempre, viene dopo. Qui interessa capire se la nuova Extreme mantiene la promessa storica della famiglia: spin facile, profondità immediata e tennis aggressivo senza dover giocare ogni palla al massimo. I modelli sono addirittura 7 (Pro, MP, MP L, MP XL, MP UL, Team, Elite), con varie declinazioni di peso e bilanciamento per andare incontro a tutto l’ampio spettro di giocatori e giocatrici che possono sceglie questa racchetta il cui più popolare testimonial è il nostro Matteo Berrettini. Noi ci siamo concentrati sui due modelli più tecnici: la classica Extreme MP (progettata dagli ingegneri austriaci come la racchetta Head che offre più spinta ma soprattutto più spin ai giocatori agonisti) e la versione Pro, dal piatto leggermente più piccolo (98 pollici quadrati anzichè 100) e dal profilo più sottile.

Head Extreme 2026, il test: MP o Pro?  Due modi diversi di attaccare

Il Lab: piccoli dettagli che fanno la differenza

Tra Extreme Pro ed Extreme MP ci sono 2 pollici quadrati di piatto corde (98 la Pro, 100 la MP), 5 grammi di peso (305 la Pro, 300 la MP), 5 mm di bilanciamento (315 dall’estremità del manico per la Pro, 320 per la MP) e 3 mm di spessore del profilo variabile (22/23/21 la Pro, 26/23/21 la MP). Differenze difficili da notare a una prima occhiata che però portano a prestazioni diverse che anche il nostro Diagnostic Center mette subito in evidenza. I due telai, incordati con il sintetico monofilamento Head Hawk Touch, calibro 1,25, a una tensione molto simile (21 kg la MP, 20 la Pro che ha il piatto più piccolo) hanno fatto esprimere diagnosi ben differenziate dal nostro Lab.

Extreme MP conferma l’indole della versione 2024, con la potenza (53 punti su 100) che prevale sul controllo (45 punti su 100) e una buona maneggevolezza (71 punti su 100). Extreme Pro è in perfetto equilibrio tra potenza (49 punti su 100) e controllo (49 punti su 100), con la maneggevolezza leggermente superiore a MP (73 punti su 100).

Head Extreme 2026, il test: MP o Pro?  Due modi diversi di attaccare

In campo

Extreme MP: la più facile in partita - La Extreme MP resta il centro della gamma. Piatto 100 pollici, 300 grammi non incordata, schema 16x19: numeri da racchetta agonistica moderna, ma senza quella severità che a volte allontana il giocatore di club.

In campo dà una sensazione rassicurante. Da fondo aiuta a far viaggiare la palla e, soprattutto, aiuta a farla atterrare profonda. Non bisogna strappare il colpo per trovare velocità: basta accompagnare bene con le gambe e con un gesto deciso. Lo spin arriva in modo naturale, senza obbligare a esasperare il movimento dal basso verso l’alto. È una rotazione utile, non un effetto speciale.

La cosa più riuscita è il compromesso tra uscita di palla e controllo. La traiettoria è una parabole non troppo accentuata: c’è margine sopra la rete e buona sicurezza nel controllo quando si accelera. Nei recuperi e nei colpi impattati non perfettamente al centro del piatto corde, la MP conserva una stabilità superiore a quella che ci si aspetterebbe da un telaio da 300 grammi. A rete, in particolare, la parte alta dell’ovale offre uno sweet spot (area di impatto ottimale) molto ampio e questo la rende interessante anche per chi gioca doppio.

È una racchetta che vediamo bene in mano al quarta categoria evoluto, al terza che vuole un attrezzo completo e al giovane agonista già formato fisicamente che cerca una compagna di crescita per un tennis aggressivo. Non fa tutto da sola, ma aiuta molto. E nel tennis vero, quello delle partite di circolo e dei tornei, aiutare è una qualità fondamentale.

Head Extreme 2026, il test: MP o Pro?  Due modi diversi di attaccare

Extreme Pro: più piccola, più precisa, più esigente

La Extreme Pro cambia registro. Il piatto scende a 98 pollici, il peso sale a 305 grammi non incordata e il bilanciamento più arretrato la fa sentire maneggevole in aria. Ma non bisogna farsi ingannare: la Pro non è una MP appena più compatta. È una racchetta diversa.

Il primo segnale arriva da fondo campo. La palla esce più tesa, più controllata, con una sensazione di controllo senza filtri, in presa diretta tra la mano e la palla. Quando si colpisce davanti al corpo e si entra bene con lo swing, la Pro restituisce precisione e peso di palla. Non regala tanto quanto la MP, ma quando il giocatore ci mette del suo offre traiettorie più chirurgiche.

Il rovescio a una mano è probabilmente il colpo che la racconta meglio: l’ovale compatto e il buon feeling invitano a cercare la palla, ad accompagnarla, a lavorarla anche in back. Sul diritto la Pro chiede invece una preparazione puntuale e una buona velocità di braccio. Chi arriva tardi o gioca troppo di rimessa troverà meno aiuto rispetto alla MP; chi ama prendere l’iniziativa, invece, può apprezzare una risposta più diretta e “sincera”. Quello che chiedi ti dà, nè più né meno.

Le rotazioni ci sono, ma non sono il suo punto di forza assoluto. Non è una macchina da top esasperato. È più vicina all’idea di una Radical MP resa più compatta, più incisiva e con un po’ di spinta in più. Una racchetta per giocatori di buon livello, agonisti di club e tennisti che cercano il telaio da 98 pollici perché pensano di avere nel proprio braccio tutta la spinta che serve e chiedono alla racchetta di dare una mano a gestirla.

Gli Spin Grommets, fori passacorde che lasciano più libertà alla corda di muoversi, agevolando lo spin

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Alla fine, quale scegliere?  Individua il telaio che serve davvero al tuo gioco

Tra MP e Pro, la differenza non è soltanto nei cinque grammi o nei due pollici quadrati. È nel tipo di tennis che si vuole giocare.

La MP è quella da scegliere se si cerca una racchetta capace di facilitare il gioco offensivo: offre profondità, tolleranza, spin controllabile e una stabilità che la rende efficace anche quando il punto si complica. Per molti tennisti sarà la scelta migliore, compresi quelli tecnicamente evoluti.

La Pro va scelta con un motivo preciso: voler sentire di più la palla, cercare maggiore precisione e avere la qualità fisica e tecnica per produrre da sé velocità. In cambio dà soddisfazione, soprattutto quando si comanda lo scambio e si colpisce con i tempi giusti.

Head ha aggiornato Extreme senza snaturarla. La MP resta la racchetta più completa e più facilmente consigliabile; la Pro è la versione per chi non vuole soltanto giocare forte, ma vuole decidere come e dove far viaggiare la palla.

Extreme Pro e MP: le schede tecniche a confronto

 

Head Extreme Pro

  • Piatto corde: 98 sq. in.
  • Profilo: 22/23/21 mm
  • Schema d’incordatura: 16x19
  • Peso senza corde: 305 g
  • Bilanciamento (senza corde): 31 cm
  • Prezzo di listino al pubblico: 280,00 euro

 

Il Lab

(I dati si riferiscono a un telaio incordato con Head Hawk Touch calibro 1,25 alla tensione di 20-19 kg)

  • Peso: g. 320
  • Deflessione corde: 44
  • Rigidità: 61 RA
  • Inerzia: 321
  • Bilanciamento cm 32,3
  • Potenza: 49 punti su 100
  • Controllo: 49 punti su 100
  • Maneggevolezza: 73 punti su 100
Head Extreme 2026, il test: MP o Pro?  Due modi diversi di attaccare

Head Extreme MP

  • Piatto corde: 100 sq. in.
  • Profilo: 23/26/21 mm
  • Schema d’incordatura: 16x19
  • Peso senza corde: 300 g
  • Bilanciamento (senza corde): 32 cm
  • Prezzo al pubblico: 260,00 euro

 

Il Lab

(I dati si riferiscono a un telaio incordato con Head Hawk Touch calibro 1,25 alla tensione di 21-20 kg)

  • Peso: g. 316
  • Deflessione corde: 44
  • Rigidità: 64 RA
  • Inerzia: 323
  • Bilanciamento cm 33
  • Potenza: 53 punti su 100
  • Controllo: 45 punti su 100
  • Maneggevolezza: 71 punti su 100
Head Extreme 2026, il test: MP o Pro?  Due modi diversi di attaccare

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