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WTA Wuhan: Chwalinska batte Swiatek, è in finale con Kartal

Swiatek accusa un problema alla coscia sinistra e cede di schianto contro la n.22 al mondo, che giocherà una finale inedita a livello "1000" contro Kartal, vittoriosa su Ostapenko

| 17 ottobre 2026

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Dopo la serie interminabile di sorprese, non poteva che esserci una finale del tutto inedita al “Dongfeng-Voyah Wuhan Open”, ultimo WTA 1000 della stagione (montepremi 4.088.211 dollari - cemento) che si sta disputando a Wuhan, in Cina, trasmesso in diretta su SuperTennis e SuperTennis Plus, la piattaforma digitale della Federazione Italiana Tennis e Padel. L’ultimo “upset” è stato quello di Maja Chwalinska (n.22 e n.16 del seeding) che nel derby polacco contro Iga Swiatek (n.9 al mondo e n.8 del tabellone) ha avuto la meglio col punteggio di 75 61, complici anche evidenti problemi fisici della ex n.1 al mondo a partire dalla fase finale del primo parziale.

"Mi dispiace per come è finita - ha commentato la polacca - perché è stato un primo set molto duro ed Iga non era evidentemente al meglio. Non è mai facile giocare contro una connazionale, a maggior ragione quando si tratta di una leggenda come lei. Sono onorata di averla sfidata, e non riesco ancora a credere di avercela fatta".

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Prima del Roland Garros, non aveva neanche una finale nel circuito maggiore, ma dopo la prima in uno Slam (persa da Mirra Andreeva) Chwalinska giocherà ora anche la sua prima in un WTA 1000, sfidando Sonay Kartal (n.170). "È una giocatrice fantastica, ho visto alcuni suoi match in questi giorni. Sono sicura che entrambe daremo il meglio", ha concluso.

Sin dall'inizio, si capisce come la varietà di gioco - ed in particolar modo di altezze - di Chwalinska sia in grado di mandare spesso fuori tempo Swiatek. È lei infatti la prima a perdere il servizio nel quinto gioco. La pesantezza di palla, in ogni caso, le permette di rimanere in partita, e di pareggiare i conti sul 3-3, in un lunghissimo game di 12 punti. L'inerzia in effetti si ribalta, e Swiatek riesce ad allontanare ripetutamente dalla riga di fondo la connazionale, costretta a cedere la battuta nuovamente nell'ottavo gioco (5-3).

Da più di un anno, tuttavia, Swiatek non ha più la continuità dei giorni migliori, e soprattutto non ha la solidità psicologica per far fronte a tali alti e bassi. Sul 5-3, apparentemente in controllo, arriva a guadagnarsi due set point. Non concretizzarli, però, le fa malissimo, ancor di più perché dall’altra parte della rete vede una Chwalinska che non trema.

Piange a dirotto, per di più, la n.8 del seeding dopo il contro-break che in sostanza pone fine al match. Non è chiaro se già in quel momento Iga abbia avvertito il dolore alla coscia sinistra, ma quel che è certo è il parziale di 10 giochi ad 1 dal 5-3 in poi. Nel secondo parziale, arriva anche un medical time-out per Swiatek, ancora in lacrime. Gli appoggi si fanno via via meno decisi mentre Chwalinska la fa da padrona. Non esulta, ovviamente, alla conclusione del match contro un’amica, ma la tensione si stempera a rete, quando anche Swiatek riesce a sorridere e ad abbracciare Maja, che festeggia la sua prima vittoria in carriera contro una Top 10 in uno scenario che doveva essere da sogno per il tennis polacco, ma con un pizzico di amarezza per quanto accaduto.

Kartal non si ferma: Ostapenko battuta dopo due tie-break

Di sogni, intanto, se ne intende a Wuhan anche Sonay Kartal, che contunua la sua settimana a suon di "upset". La n.170 al mondo ha superato Jelena Ostapenko (n.34) col punteggio di 76(9) 76(5) dopo due ore e 12 minuti di gioco. Un traguardo da record per la londinese, che da marzo era rimasta ferma ai box per sei mesi a causa di una frattura da stress. Alla prima partecipazione a Wuhan, ha raggiunto la sua prima finale in WTA 1000, ed è la giocatrice con la classifica più bassa a riuscirci, battendo il record precedentemente siglato da Svetlana Kuznetsova (n.153 a Cincinnati nel 2019). L'unica finale nel circuito maggiore, Kartal l'aveva giocata e vinta nel 2024 a Monastir.

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È brillante tanto quanto la conclusione delle sue ultime giornate, l’avvio di Ostapenko, subito avanti di un break dopo il primo game. Con due vincenti poderosi da fondo campo, la lettone lascia ferma l’avversaria anche nel quinto gioco, procurandosi la chance per un secondo break.

Basta la prima, per siglare il 4-1 “pesante”, con una risposta profonda, quasi nei piedi di Kartal, costretta a riorganizzarsi velocemente in uscita dal servizio, ma senza trovare la giusta misura in lunghezza. Non demorde, però, la britannica. A maggior ragione contro una Ostapenko sì più potente, ma anche, come quasi sempre in carriera, soggetta ad alti e bassi.

Col primo passaggio a vuoto, il divario si accorcia sul 4-2, e poi anche sul 4-3 in circostanze particolari. Ostapenko è infatti brava ad arrivare ancora a palla break, ma questa volta senza concretizzarla, con un’accelerazione verso il rovescio di Kartal che termina largo. Sembra comunque gestibile la situazione, per la campionessa del Roland Garros del 2017, che al servizio sul 5-4 apre col sesto ace del suo incontro e un altro vincente.

Ad un passo dal traguardo, le sue accelerazioni mortifere si fanno esagerate ed imprecise, tanto da rimettere perfettamente in parità il parziale. Non una, ma ben due volte. D’altronde, la n.34 trova l’ennesimo break per portarsi sul 6-5 (esultando anche in maniera esuberante), ma concedendo ancora il rientro immediato alla 24enne di Sidcup.

Al tie-break, dove l’aria è rarefatta ed il braccio trema, si arriva sul 5-5 dopo sei mini-break. Dopo un set point per parte, Ostapenko va al servizio sul 9-8, ma di nuovo senza lucidità: i propri turni li perde entrambi, e così anche il set dopo che Kartal, al contrario, sfrutta la propria occasione in battuta sul 10-9.

Alla ripartenza, Ostapenko ritrova brio e si issa sino al 2-0 ancora con un break di vantaggio. Alle volte abbagliante col suo tennis, ma sempre intermittente, la nativa di Riga inizia male il settimo game (quando era avanti 4-2) e perde la calma col doppio fallo dello 0-30. Kartal non si fa pregare, e sullo 0-40 piazza un rovescio chirurgico in risposta per riprendersi l’ennesimo break.

Carpe diem, una regola nello sport ancor prima che nella vita. Un presupposto fondamentale per avere successo che oggi segna una netta differenza tra le due, in una serie di corsi e ricorsi che porta a un epilogo quasi naturale. Non a caso, Ostapenko manca poco dopo altre tre grandi chance. Un set point sul 5-4, e due ancora sul 6-5 con l’ultimo sanguinoso, un rovescio in campo aperto fuori misura.

Il nervosismo cresce, e il punteggio non aiuta. Sull’1-1 al tie-break, la lettone domina lo scambio, ma nei pressi della rete sbaglia una volée e con lo sguardo attonito si rivolge al suo box. Sul 4-4, poi, anche il rovescio va a corrente alternata: un errore la porta sotto di un mini-break (4-5), un vincente l’aiuta ad annullare il primo match point (5-6), ma sull’ultimo punto il movimento è fuori tempo e la palla vola fuori.

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