Kartal non si ferma: Ostapenko battuta dopo due tie-break
Di sogni, intanto, se ne intende a Wuhan anche Sonay Kartal, che contunua la sua settimana a suon di "upset". La n.170 al mondo ha superato Jelena Ostapenko (n.34) col punteggio di 76(9) 76(5) dopo due ore e 12 minuti di gioco. Un traguardo da record per la londinese, che da marzo era rimasta ferma ai box per sei mesi a causa di una frattura da stress. Alla prima partecipazione a Wuhan, ha raggiunto la sua prima finale in WTA 1000, ed è la giocatrice con la classifica più bassa a riuscirci, battendo il record precedentemente siglato da Svetlana Kuznetsova (n.153 a Cincinnati nel 2019). L'unica finale nel circuito maggiore, Kartal l'aveva giocata e vinta nel 2024 a Monastir.
È brillante tanto quanto la conclusione delle sue ultime giornate, l’avvio di Ostapenko, subito avanti di un break dopo il primo game. Con due vincenti poderosi da fondo campo, la lettone lascia ferma l’avversaria anche nel quinto gioco, procurandosi la chance per un secondo break.
Basta la prima, per siglare il 4-1 “pesante”, con una risposta profonda, quasi nei piedi di Kartal, costretta a riorganizzarsi velocemente in uscita dal servizio, ma senza trovare la giusta misura in lunghezza. Non demorde, però, la britannica. A maggior ragione contro una Ostapenko sì più potente, ma anche, come quasi sempre in carriera, soggetta ad alti e bassi.
Col primo passaggio a vuoto, il divario si accorcia sul 4-2, e poi anche sul 4-3 in circostanze particolari. Ostapenko è infatti brava ad arrivare ancora a palla break, ma questa volta senza concretizzarla, con un’accelerazione verso il rovescio di Kartal che termina largo. Sembra comunque gestibile la situazione, per la campionessa del Roland Garros del 2017, che al servizio sul 5-4 apre col sesto ace del suo incontro e un altro vincente.
Ad un passo dal traguardo, le sue accelerazioni mortifere si fanno esagerate ed imprecise, tanto da rimettere perfettamente in parità il parziale. Non una, ma ben due volte. D’altronde, la n.34 trova l’ennesimo break per portarsi sul 6-5 (esultando anche in maniera esuberante), ma concedendo ancora il rientro immediato alla 24enne di Sidcup.
Al tie-break, dove l’aria è rarefatta ed il braccio trema, si arriva sul 5-5 dopo sei mini-break. Dopo un set point per parte, Ostapenko va al servizio sul 9-8, ma di nuovo senza lucidità: i propri turni li perde entrambi, e così anche il set dopo che Kartal, al contrario, sfrutta la propria occasione in battuta sul 10-9.
Alla ripartenza, Ostapenko ritrova brio e si issa sino al 2-0 ancora con un break di vantaggio. Alle volte abbagliante col suo tennis, ma sempre intermittente, la nativa di Riga inizia male il settimo game (quando era avanti 4-2) e perde la calma col doppio fallo dello 0-30. Kartal non si fa pregare, e sullo 0-40 piazza un rovescio chirurgico in risposta per riprendersi l’ennesimo break.
Carpe diem, una regola nello sport ancor prima che nella vita. Un presupposto fondamentale per avere successo che oggi segna una netta differenza tra le due, in una serie di corsi e ricorsi che porta a un epilogo quasi naturale. Non a caso, Ostapenko manca poco dopo altre tre grandi chance. Un set point sul 5-4, e due ancora sul 6-5 con l’ultimo sanguinoso, un rovescio in campo aperto fuori misura.
Il nervosismo cresce, e il punteggio non aiuta. Sull’1-1 al tie-break, la lettone domina lo scambio, ma nei pressi della rete sbaglia una volée e con lo sguardo attonito si rivolge al suo box. Sul 4-4, poi, anche il rovescio va a corrente alternata: un errore la porta sotto di un mini-break (4-5), un vincente l’aiuta ad annullare il primo match point (5-6), ma sull’ultimo punto il movimento è fuori tempo e la palla vola fuori.