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Dopo l’esplosione, l’operazione al gomito e l’uscita dalla top 100, Qinwen rivela la migliore espressione di sé e continua nella prodigiosa risalita cominciata agli US Open, tornando fra le top 30 grazie alle importanti affermazioni davanti alla sua gente
Vincenzo Martucci | 11 ottobre 2026
Pechino poteva solo sognare di festeggiare i 20 anni di torneo con il successo della beniamina di casa, Qinwen Zheng, regina di nome e di fatto. Come l’hanno soprannominata i tifosi cinesi per assonanza del nome, come suggeriscono postura e andatura della bella ragazza di Shiyan dai grandi mezzi fisici, che sfiora il metro e 80, che è dovuta cadere e ha dovuto imparare a soffrire per fare il vero salto di qualità.
DRASTICO SU E GIU’
Per noi italiani Zheng, che compie 24 anni l’8 ottobre, ma sembra una veterana, era una regina già nel 2021, quando esordì sul WTA Tour a Palermo superando le qualificazioni e poi battendo Samsonova. L’anno dopo, ha raggiunto la prima finale sul Tour, gli ottavi di finale al Roland Garros e le top 30. Nel 2023 ha firmato i primi due titoli sul circuito (a Palermo ha sconfitto in finale Jasmine Paolini) e l’oro agli Asian Games. E nel 2024 è salita ancora: grazie alla prime semifinali Slam, a Melbourne, è entrata fra le top 10 e, arrivando alla prima finale Major, 13 anni dopo la pioniera del tennis cinese Li Na, pur perdendola contro Sabalenka, ha avvalorato la sua credibilità, conquistando poi l’oro olimpico a Pechino. Il secondo metallo più prezioso ai Giochi, vent’anni dopo il doppio Ting-Tiantian, chiudendo poi la stagione al numero 5.
CADUTA E RISALITA
Proprio l’anno scorso, però, proprio quando è arrivata in rampa di lancio per il massimo salto fra le primissime come tutto il tennis la riteneva ormai capace, dopo aver abbattuto il totem Sabalenka ed aver raggiunto i quarti a Parigi, s’è dovuta operare al gomito. Col senno di poi, forse, quel forzato stop e le difficoltà della ripresa sono state la chiave per una crescita ancor più decisiva e concreta della ragazza. Che, sul campo, appare un po’ altezzosa, non ha una gran bella nomea negli spogliatoi e tatticamente insisteva troppo nella potenza, senza lavorare sulle alternative suggerite anche dalle sue notevoli qualità atletiche. L’uscita dalle top 100 dopo il ko al primo turno del Queen’s, la discesa addirittura al numero 160, aggiunta all’estromissione poi dal tabellone degli US Open col necessario transito per le qualificazioni - la legittima wild card ha favorito piuttosto Venus Williams, che non è competitiva - hanno regalato a Zheng la forza e la voglia che forse non aveva mai avuto. Tanto da realizzare due prodigiose rimonte da 0-5, e contro due ex campionesse Slam come Keys e Swiatek, raggiunto i primi quarti Majors da Parigi di 12 mesi prima.
NUOVI BAGLIORI
Così, ha rivisto la luce anche nella classifica. Che s’è proprio illuminata ora, col salto di 31 posizioni e il 23° posto WTA, insieme alla ritrovata, rinnovata, e moltiplicata, fiducia in se stessa per il successo di Pechino. Il primo dopo due anni. Battendo strada facendo Kalinskaya, Svitolina, Mertens ed Andreeva, alla quale ha salvato tre set point, mettendo poi la freccia e sprintando verso una vittoria storica: il primo 1000 e il sesto urrà sul Tour. Prossima fermata, Wuhan, contro Ann Li, nata negli Stati Uniti da genitori cinesi emigrati. Ma con uno spirito che due anni fa non aveva, quello dei sopravvissuti, motivati a non ritrovarsi mai più all’inferno.