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Serena e il singolare, un sogno possibile?

Anche qualora Wimbledon arrivasse troppo presto, il discorso sul singolare potrebbe non esaurirsi qui. La stagione americana offrirebbe più settimane di preparazione e potrebbe condurla verso lo Us Open, il torneo nel quale ha vinto sei volte e da cui ha salutato il circuito nel 2022.

18 giugno 2026

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Una wild card ancora libera, una domanda apparentemente innocente e una risposta accompagnata da un sorriso. Sono bastati pochi secondi per trasformare il ritorno in doppio di Serena Williams in qualcosa di potenzialmente molto più grande: l’ipotesi di rivederla presto anche in singolare. La statunitense, 44 anni e 23 titoli del Grande Slam, non ha annunciato alcun programma ufficiale. Non ha presentato pubblicamente una richiesta all’All England Club e non ha detto di essere pronta ad affrontare un torneo individuale. Ma, interrogata a Berlino sull’ultimo invito ancora disponibile nel tabellone femminile di Wimbledon, ha evitato accuratamente di chiudere la porta.

"Oh mio Dio, ce n’è ancora uno? Davvero? Sarei certamente interessata. Voi che cosa ne pensate?", ha risposto inizialmente. Quando le è stato chiesto se si sentisse pronta, ha rilanciato la domanda a chi l'aveva fatta: "Pensi che io sia pronta per il singolare?".

Poi, fra esitazioni e sorrisi, ha aggiunto la frase destinata ad alimentare ulteriormente le indiscrezioni: "Questa è la domanda del momento, giusto? Non lo so. Devo mettermi al lavoro".

Non è un sì, ma nemmeno il no che Serena aveva opposto in altre occasioni. Ed è soprattutto una risposta molto diversa da quella offerta pochi giorni prima al Queen’s, quando aveva spiegato che il singolare non rappresentava, in quel momento, il suo percorso ideale. La situazione sembra ancora fluida e potrebbe dipendere dalle sensazioni raccolte durante gli allenamenti e le prime partite del suo ritorno.

Serena ha ripreso a competere a Londra, quasi quattro anni dopo l’ultima apparizione nel circuito. In coppia con la canadese Victoria Mboko ha sconfitto Nicole Melichar-Martinez ed Erin Routliffe per 7-6 6-2, mostrando una condizione sorprendente soprattutto al servizio e nelle accelerazioni da fondo. La loro partecipazione si è poi interrotta prima del turno successivo a causa di un problema al ginocchio accusato dalla compagna in singolare.

Serena e il singolare, un sogno possibile?

Serena si è quindi trasferita a Berlino, dove ha giocato con Karolina Muchova. Le due sono state sconfitte al debutto per 6-4 6-4 da Giuliana Olmos ed Erin Routliffe, ma l’americana ha tratto altre indicazioni incoraggianti dalla propria prestazione. "Mi sono sentita più agile, più stabile e più veloce rispetto alla prima partita", ha spiegato. Un dettaglio importante, perché proprio la rapidità negli spostamenti rappresenta uno degli interrogativi principali intorno a un eventuale ritorno individuale. 

Il tennis espresso nelle prime uscite ha comunque confermato che alcune qualità non sono scomparse. Il servizio rimane un colpo capace di produrre punti diretti, mentre la potenza delle accelerazioni continua a permetterle di accorciare gli scambi. Sull’erba, dove il primo colpo può avere un peso decisivo, queste caratteristiche aumenterebbero le sue possibilità di essere competitiva. È anche per questo che Andy Roddick aveva indicato Wimbledon come il luogo più favorevole per un eventuale rientro in singolare della connazionale. Secondo l’ex numero uno del mondo, Serena conserva abbastanza potenza ed esperienza per vincere ancora delle partite, soprattutto su una superficie che premia il servizio e consente di ridurre la durata degli scambi.

Serena e il singolare, un sogno possibile?

Nessuno può sapere, però, quale sarebbe la sua tenuta sulla distanza delle due settimane o anche soltanto in una partita molto combattuta. Serena non disputa un incontro di singolare dal 2 settembre 2022, quando fu sconfitta da Ajla Tomljanovic al terzo turno dello US Open, dopo oltre tre ore di gioco. In quell’occasione aveva già battuto Danka Kovinic e soprattutto Anett Kontaveit, allora tra le migliori, ricordando ancora una volta quanto fosse pericoloso sottovalutarla. Poco prima del torneo aveva descritto la propria scelta non come un ritiro, ma come un’evoluzione lontano dal tennis. Una formuletta che, alla luce degli avvenimenti più recenti, sembra aver lasciato aperto uno spazio per il ritorno.

Per il momento la certezza è la partecipazione al doppio di Wimbledon insieme a Venus. L’All England Club ha assegnato una wild card alle sorelle Williams, che torneranno a giocare insieme ai Championships dieci anni dopo il titolo conquistato nel 2016 e per la prima volta da quello US Open 2022 che sembrava aver concluso la storia agonistica di Serena.

L’idea è nata da Olympia, la figlia maggiore della campionessa. "Mi ha detto: 'Mamma, dovresti giocare con Venus', ha raccontato Serena. "Era molto seria. È davvero intelligente e ho pensato che fosse una buona idea. Le ho risposto: 'Vediamo se riusciamo a farlo accadere' ed eccoci qui". Serena e Venus hanno vinto insieme 14 titoli Slam di doppio, senza mai perdere una finale Major, sei volte proprio a Wimbledon. Per questo il loro ritorno rappresenta già uno degli eventi principali della prossima edizione. Ma la presenza di un ultimo posto libero nel tabellone individuale ha inevitabilmente spostato l’attenzione su ciò che potrebbe accadere prima del sorteggio.

Serena e il singolare, un sogno possibile?

Serena ha conquistato sette volte il singolare a Wimbledon, la prima nel 2002 e l’ultima nel 2016. Ha inoltre raggiunto la finale nel 2018 e nel 2019. Nessun invito avrebbe dunque una giustificazione storica più evidente. Resta da comprendere se esista anche una convinzione sportiva sufficiente. Accettare la wild card significherebbe presentarsi al via dopo appena due incontri ufficiali di doppio e senza una partita individuale da quasi quattro anni. Una decisione enorme persino per un’atleta abituata a superare limiti che sembravano invalicabili.

Anche qualora Wimbledon arrivasse troppo presto, il discorso sul singolare potrebbe non esaurirsi qui. La stagione americana offrirebbe più settimane di preparazione e potrebbe condurla verso lo Us Open, il torneo nel quale ha vinto sei volte e da cui ha salutato il circuito nel 2022. Un ritorno a New York avrebbe un richiamo emotivo potentissimo, ma Serena non ha ancora indicato appuntamenti successivi ai Championships.

Il suo rientro sembra procedere una tappa alla volta. Prima il ritorno agli allenamenti, poi il doppio al Queen’s, Berlino e infine la reunion con Venus a Wimbledon. Ogni passaggio ha però allargato un po’ di più l’orizzonte. Fino a poche settimane fa l’idea di rivedere Serena Williams in una partita individuale apparteneva soprattutto alla nostalgia. Oggi non è ancora un progetto, ma non è più nemmeno soltanto una fantasia.

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