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Mancina, rovescio a due mani, superfici preferite terra e cemento, ha costruito la propria carriera senza passare attraverso una grande ribalta junior internazionale. A Lubiana, ha vinto il primo Wta 125 entrando fra le top 200. E adesso 'vede' gli Australian Open
18 ottobre 2026
Fino a pochi mesi fa il nome di Samira De Stefano apparteneva soprattutto a chi segue con attenzione il circuito ITF (oggi World Tour). Ma adesso la situazione è diversa. A 22 anni, la mancina azzurra ha appena raggiunto il numero 185 del mondo, nuovo best ranking, e soprattutto ha messo in bacheca a Lubiana il primo titolo WTA 125 della carriera. Una crescita rapidissima, ma arrivata dopo anni trascorsi a costruire il proprio tennis lontano dai grandi palcoscenici, torneo dopo torneo.
Nata il 6 maggio 2004, De Stefano è cresciuta tennisticamente al Tennis Club Varese, dove ha mosso i primi passi importanti nel settore agonistico. Mancina, rovescio a due mani, superfici preferite terra e cemento, ha costruito la propria carriera senza passare attraverso una grande ribalta junior internazionale. Il suo percorso è stato molto più graduale: tornei nazionali, circuito ITF, trasferte continue e una classifica da scalare un gradino alla volta.
Basta guardare i numeri per capire la velocità impressa negli ultimi due anni. Nel 2024 aveva chiuso la stagione al numero 616 WTA, nel 2025 al 367. Il 2026 l'ha vista partire intorno alla posizione 330 e arrivare, a metà ottobre, fino alla numero 185. Il bilancio stagionale certificato dalla WTA dice 40 vittorie e 14 sconfitte.
La svolta è cominciata presto. A gennaio ha vinto il 15 mila di Monastir, quindi in aprile il W35 di Santa Margherita di Pula. Qualche giorno più tardi, a Chiasso, ha raggiunto la semifinale del W75 battendo nei quarti Tereza Martincova, ex numero 40 del mondo. Fu proprio lì che Samira spiegò con grande semplicità quale fosse il suo obiettivo: "Poter giocare le qualificazioni di uno Slam sarebbe molto importante, ma è un traguardo che va raggiunto passo dopo passo".
Parole che oggi suonano quasi profetiche, visto che ai prossimi Australian Open Samira con buone probabilità sarà della partita. A Chiasso era ancora fuori dalle prime 300, mentre pochi mesi dopo la situazione è completamente cambiata. Ad agosto è arrivato un altro titolo ITF, al W50 di Kursumlijska Banja, ma soprattutto settembre ha regalato il risultato capace di modificare la dimensione della sua stagione.
Samira De Stefano (Foto Alex & Diego Runggaldier)
Samira non aveva mai superato il primo turno di un WTA 125, quando è giunta a Lubiana. Ha cominciato battendo in rimonta Arantxa Rus, ex top 50, poi Barbora Palicova. Nei quarti ha salvato un match-point contro Alice Tubello, in semifinale ha superato la giovane Laura Samson e nell'ultimo atto si è trovata davanti Mona Barthel, ex numero 23 del mondo e vincitrice di quattro titoli nel circuito maggiore. Perso il primo set, Samira ha reagito dominando il secondo e nel terzo ha recuperato anche da 2-4, imponendosi infine 3-6 6-1 7-5. Cinque partite, cinque vittorie e 125 punti che l'hanno portata direttamente fra le prime 200.
Nemmeno lei, alla vigilia, immaginava un epilogo del genere. "Era la prima volta che superavo il primo turno di main draw in un WTA 125, di certo non potevo aspettarmi una corsa di questo tipo", ha raccontato dopo il successo, ammettendo che non si immaginava di poter arrivare fino al titolo.
È forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti del personaggio. La De Stefano non è arrivata attraverso una carriera junior da predestinata (1185 il suo primato tra le Under 18) e non ha avuto un'esplosione improvvisa a 17 o 18 anni. Il suo è stato un percorso costruito soprattutto attraverso il volume di partite, con una progressione che negli ultimi tre anni è diventata quasi matematica: ogni volta un dimezzamento (o quasi). Numero 1053 a fine 2023, 616 nel 2024, 367 nel 2025 e ora 185.
Anche il tennis sembra riflettere questa storia. Mancina, gioca con grande rapidità di braccio e cerca di comandare da fondo. A Chiasso proprio la velocità delle sue accelerazioni aveva messo in difficoltà una giocatrice esperta come Martincova. Nel frattempo è cresciuta anche la capacità di rimanere dentro le partite: il torneo di Lubiana, con tre successi di fila arrivati al set decisivo e situazioni complicate ribaltate, ne è probabilmente la dimostrazione migliore.
Samira De Stefano
Oggi si allena ad Anzio con Alessandro Piccari e fa parte della squadra della Virtus Tennis Bologna, in gara in Serie A2 femminile. Il salto di classifica le sta consentendo di cambiare progressivamente calendario: meno appuntamenti del circuito minore, più WTA 125 e la possibilità concreta di giocare le qualificazioni Slam, l'obiettivo dichiarato già in primavera. "Ha una dote incredibile - spiegava alla Prealpina il maestro varesino Alessandro Ligato - di velocità di esecuzione dei colpi e di anticipo sulla palla, togliendo tempo e punti di riferimento alle avversarie. Inoltre, quando gioca, è imperscrutabile, non fa trasparire alcuna emozione. È un aspetto molto importante per gestire i momenti chiave dell’incontro".
C'è poi un altro dettaglio che aiuta a collocarla nel nuovo panorama italiano. Lucia Bronzetti, parlando recentemente delle giovani azzurre emergenti, ha citato proprio Samira fra quelle che l'hanno maggiormente impressionata e ha raccontato che la varesina si allena già, spesso, con il gruppo delle giocatrici italiane. Un riconoscimento piccolo soltanto in apparenza.
Il prossimo obiettivo è quello che aveva indicato lei stessa: uno Slam, almeno partendo dalle qualificazioni. Non è ancora mai comparsa in un main draw di un Major e, a 22 anni, ha davanti il passaggio più difficile, quello che separa una giocatrice competitiva nel circuito Itf da una professionista capace di frequentare stabilmente il livello WTA. Ma il 2026 ha già dato una risposta importante. In pochi mesi Samira è passata dal chiedersi quando sarebbe arrivata vicino alle prime 200 a trovarsi al numero 185. E quella frase pronunciata in aprile, 'un traguardo che va raggiunto passo dopo passo', racconta probabilmente meglio di qualsiasi classifica il percorso che l'ha portata fin qui.