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La numero uno delle Filippine (e 18 del ranking mondiale) non figura nell’entry-list del torneo cinese, obbligatorio per le top 30 WTA come tutti i “1000”
Tiziana Tricarico | 16 settembre 2026
Il prezzo della popolarità. Un entusiasmo incondizionato che l’accompagna in qualunque parte del mondo giochi. L’ascesa di Alexandra Eala e la sua irruzione nel tennis che conta - con il primo trofeo WTA conquistato ad inizio agosto a Washington (mettendo in fila Zheng Qinwen, Fernandez, Svtolina, Osaka e Pegula) - l’hanno resa l’atleta donna più importante delle Filippine. Attuale numero 18 del ranking WTA dopo aver raggiunto per la prima volta il terzo turno allo Us Open, la 21enne di Quezon City continua a marciare spedita nella sua carriera e la sua popolarità non fa che crescere, al punto che si è creato un problema tra la WTA e il suo Paese in merito alla partecipazione della tennista ai Giochi Asiatici, in programma dal 27 settembre al 3 ottobre all’Higashiyama Park Tennis Center di Nagoya, in Giappone.
L’evento, che si disputa ogni quattro anni, mette in palio un pass per le seguenti Olimpiadi (in questo caso Los Angeles 2028), ha visto spesso la partecipazione delle migliori tenniste del continente: nell’albo d’oro figurano nomi come quelli di Qinwen Zheng, Kimiko Date, Shuai Peng, Jie Zheng e Yayuk Basuki.
Il problema deriva dalla coincidenza dei Giochi con il “China Open” di Pechino (30 settembre - 11 ottobre): secondo il regolamento del tour femminile, infatti, le giocatrici classificate tra le prime 30 devono partecipare a tutti i tornei WTA 1000. Le tenniste che saltano eventi obbligatori senza un motivo valido, come un infortunio, rischiano di ottenere zero punti - che devono necessariamente essere presi in considerazione tra i 10 risultati che determinano la classifica in un periodo di 12 mesi - oltre ad una multa fino a 10.000 dollari.
Per evitare tutto questo serve una deroga da parte della WTA, che però l’ha già negata all’indonesiana Janice Tjen, costretta a malincuore a rinunciare all’appuntamento secondo quanto reso noto sul suo profilo Instagram. Per quanto riguarda Eala, la faccenda è un po’ diversa visto che il suo nome non compare affatto nell’entry-list del “1000” cinese. Alexandra pare aver deciso, a prescindere dalle conseguenze, di dare priorità ai Giochi Asiatici dove nel 2022 ad Hangzhou, in Cina, era stata fermata in semifinale da Qinwen Zheng ed era tornata a casa con la medaglia di bronzo. Stavolta l’obiettivo è l’oro, un risultato che porterebbe alle stelle la sua popolarità nelle Filippine.
La Federazione filippina di tennis e il Comitato Olimpico danno per scontata la partecipazione di Eala ai Giochi Asiatici: “Alex parteciperà senza dubbio ai Giochi Asiatici, indipendentemente dalla decisione della WTA”, ha dichiarato Tonette Mendoza, direttrice esecutiva della PHILTA, in un comunicato stampa. E sulla stessa linea si è espresso il presidente del Comitato Olimpico Filippino, Abraham Tolentino: “Possiamo sempre dire che Alex Eala sta restituendo qualcosa al suo Paese, sostenendo i filippini sia in patria che ovunque gareggi; hanno dato vita in modo straordinario a quella ‘Eala Mania’ globale. La WTA ha le sue regole e violarle comporta delle sanzioni. Ma Alex sarà a Nagoya per la sua bandiera e per il suo Paese”.
Resta solo da capire se la WTA applicherà effettivamente le sanzioni previste, perché per Eala il suo Paese viene prima di tutto.