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Il maltempo cancella il programma di domenica. Nel WTA 1000 sul cemento della Florida Lucrezia debutta contro la francese Parry (n.18): per Martina c’è la messicana Zarazua (n.7). Live da martedì su SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTenniX
di Tiziana Tricarico | 15 marzo 2026
Sono due le giocatrici italiane in gara nelle qualificazioni del “Miami Open”, quarto WTA 1000 stagionale (combined con il secondo ATP Masters 1000 del 2026) dotato di un montepremi complesivo di 9.411.725 dollari che si disputa sui campi in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium (la “casa” dei Miami Dolphins di football NFL), in Florida. Il torneo è trasmesso in diretta su SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTenniX.
Lucrezia Stefanini, n.143 del ranking, debutta contro la francese Diane Parry, n.102 WTA e 18esima testa di serie delle “quali”: la 23enne i Nizza è in vantaggio per 2-1 nel bilancio degli scontri diretti con la 27enne di Carmignano dopo il successo al secondo turno nel WTA di Monastir (cemento) nel 2022, quando però la giocatrice toscana si era dovuta ritirare per un problema fisico all’inizio del secondo set.
Chi vince questo match si giocherà il pass per il tabellone principale o con la russa Marina Melnikova, senza ranking, in tabellone come “alternate”, o con la statunitense Elvina Kalieva, n.157 WTA.
Martina Trevisan, scesa al n.621 WTA dopo il lungo stop per il problema e la conseguente operazione al piede sinistro ed in gara grazie al ranking protetto, è stata invece sorteggiata al primo turno contro la messicana Renata Zarazua, n.90 WTA e settima testa di serie delle “quali”: la 32enne mancina di Firenze si è aggiudicata tutti e tre i confronti precedenti con la 28enne di Mexico City, il più recente disputato al secondo turno del WTA di Guadalajara (cemento) nel 2024.
La vincente di questa partita si giocherà la qualificazione con la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, n.116 WTA e 21esima testa di serie delle “quali”, che ha regolato per 64 64 la turca Ayla Aksu, n.269 del ranking, in gara grazie ad una wild card.