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Successi che dicono molto, quelli di Lisa, perché fanno fare alla tennista lombarda un salto di qualità clamoroso (le prime 100 distano ormai una manciata di punti) ma anche perché sono arrivati su due superfici diverse: non solo quella terra battuta su cui Lisa è cresciuta ma pure sul cemento
08 ottobre 2026
Il primato di tornei Wta vinti da un'italiana in una sola stagione appartiene a Sara Errani, a segno per quattro volte nel 2012 (Palermo, Budapest, Barcellona e Acapulco). Se parliamo di circuito minore, invece, il record appartiene a Romina Oprandi, italo-svizzera che giocava ancora sotto bandiera tricolore nel 2005, quando incamerò due prove da 25 mila dollari e cinque da 10 mila.
Ma se prendiamo in considerazione chi ha vinto almeno un titolo Wta e un titolo Itf (o meglio, World Tennis Tour, da quest'anno) nella stessa annata, il primato è recente e appartiene a Lisa Pigato. Vincendo domenica scorsa a Quinta do Lago (W75), la 23enne bergamasca si è messa in tasca il quinto trofeo della sua stagione, il terzo nel circuito minore, in aggiunta alle due perle dei 125 di Madrid e Caldas Da Rainha.
Successi che dicono molto, perché fanno fare alla tennista lombarda un salto di qualità clamoroso (le prime 100 distano ormai una manciata di punti) ma anche perché sono arrivati su due superfici diverse: non solo quella terra battuta su cui Lisa è cresciuta ma pure su quel cemento che adesso sembra diventata la sua riserva di caccia preferita. Grazie a un tennis che passo dopo passo si è fatto sempre più aggressivo, sempre più coraggioso, sempre più votato alla ricerca del punto diretto, partendo da servizio e risposta. E pensare che di mezzo c'è stata pure una frattura da stress alla parte bassa della schiena, con edema (rientrato) e una condizione ancora non al top. Agli Us Open, Lisa aveva preso parte per la terza volta quest'anno a una prova dello Slam (dalle qualificazioni), ma non era riuscita a giocarsi le sue carte fino in fondo. Poi, dal Portogallo, sono giunti 200 punti in grado di farla sognare.
Sara Errani (foto Getty Images)
In vetta alla classifica delle italiane che hanno vinto di più nel circuito di entrata della Wta, quello dei 125, resta Elisabetta Cocciaretto (4 trionfi tra 2022 e 2025), ma Lisa corre e si sta facendo notare un po' ovunque. Oggi Elisabetta è ferma ai box ma rimane la numero 2 delle azzurre (71 al mondo), mentre la bergamasca è 114 ma è già 109 nella graduatoria live, che sarà aggiornata nei prossimi giorni. La distanza tra la numero 2 e la numero 3 dunque si assottiglia, ma entrambe sono lontane dal loro apice. Elisabetta che è stata in grado di arrivare nelle top 30 e che ha solamente 25 anni, dunque tutta una vita (anche agonistica) davanti, Lisa che è nel pieno della sua rincorsa verso quelle top 100 che rappresentavano un sogno fino a poco tempo fa, che sono un obiettivo vicinissimo oggi.
Sono quattro, fin qui, le italiane in grado di andare in doppia cifra se parliamo di circuito maggiore. Colei che ha vinto più di tutte è Sandra Cecchini, che tra gli anni 80 e i 90 del secolo scorso vinse 12 titoli del Tour. Alle sue spalle (comprendendo anche i titoli Wta 125, che sono un'entrata relativamente recente nel calendario), troviamo Sara Errani e Flavia Pennetta a pari merito a quota 11. Poi Roberta Vinci a 10. Chiaro che non basta dare i numeri, bisogna anche dare il giusto peso alle vittorie. Dunque, negli 8 trofei di Francesca Schiavone c'è quel Roland Garros del 2010 che è entrato direttamente nella storia del tennis italiano. E nei 5 di Jasmine Paolini ci sono due Wta 1000 a fare bella mostra: Dubai e soprattutto Roma.
Elisabetta Cocciaretto (foto Getty Images)
Per Lisa Pigato, dunque, il conto dei trofei è soprattutto una misura della crescita. Cinque vittorie - che la pongono tra le più vincenti a livello internazionale nel 2026 - non valgono ancora un posto tra le grandi, ma raccontano una continuità nuova, costruita anche passando attraverso gli ostacoli fisici. Il prossimo passo sarà portare questa fiducia nei tornei maggiori, dove cambiano avversarie e pressioni. Le top 100 sono ormai a portata di racchetta, 42 punti per la precisione: entrarci sarebbe un traguardo importante, restarci la sfida con cui cominciare il capitolo successivo.