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Piccari e la rinascita di Lucia Bronzetti: "La sua forza? Risolvere i problemi"

L’allenatore dell'azzurra fa il punto sul percorso intrapreso dalla giocatrice romagnola, di recente grande protagonista a livello Wta 125 e sempre più vicina al ritorno tra le prime cento del mondo

09 agosto 2026

Lucia Bronzetti e coach Francesco Piccari BJK Cup Alghero

Lucia Bronzetti e coach Francesco Piccari (foto Sposito)

Dopo mesi complicati, Lucia Bronzetti sembra aver ritrovato la strada giusta, fatta di sorrisi e risultati convincenti. La tennista riminese ha raccolto una finale e due semifinali negli ultimi tre Wta 125 disputati, mostrando segnali sempre più incoraggianti sul piano del gioco e della fiducia.

Vincitrice di un titolo del circuito maggiore a Rabat nel 2023 ed ex numero 46 del mondo, l’azzurra punta ora a riprendersi la Top-100 (è numero 115), in un percorso che la vedrà affrontare nelle prossime settimane le qualificazioni degli Us Open e, in seguito, la trasferta in Cina per le Billie Jean King Cup Finals con l’Italia. Accanto a lei, dal 2017, c’è la figura di Francesco Piccari, coach che in esclusiva ci ha raccontato ogni passaggio del percorso che sta riportando Lucia a competere ai livelli più alti del tennis mondiale.

Una finale e due semifinali negli ultimi tre tornei. Che periodo è stato per Lucia?

L’anno scorso ha avuto un momento di crisi e delle problematiche che si sono riflesse principalmente sul rovescio, andando oltre le questioni tecniche. Nelle ultime settimane ha lavorato molto bene, ritrovando continuità di risultati e il suo livello di gioco. Le difficoltà riscontrate dal lato del rovescio l’hanno costretta a migliorarsi sotto altri aspetti: con il diritto è più incisiva, legge meglio il gioco, usa a dovere la palla corta e stacca la mano sul rovescio in slice. Sta ritrovando fiducia anche sul lato sinistro del campo: in allenamento va tutto bene, mentre durante le partite capita ancora che vada un po’ in 'protezione'. Nel complesso, però, tra Roma e Targu Mures ha giocato a un livello più che accettabile, trovando buoni risultati”.

Un'esultanza di Lucia Bronzetti  (foto Ufficio stampa PLO)

Un'esultanza di Lucia Bronzetti (foto Ufficio stampa PLO)

La qualificazione al Roland Garros ha rappresentato il punto di svolta? Come avete affrontato i mesi precedenti?

A Parigi ha iniziato a raccogliere un po’ di risultati e a vincere partite, ma aveva ripreso a lavorare molto bene già a fine aprile nel Wta 125 di Oeiras. Non faceva ancora tutta la partita nel modo corretto, ma iniziava ad avere dei lampi e degli spezzoni in cui riusciva a trovare il coraggio di provare a mettere in pratica quello che ci eravamo prefissati. Anche quando si perde, è importante farlo nel modo corretto, restando coerenti con quelli che sono i propositi e gli obiettivi. Con questa stessa mentalità, ha giocato anche un’ottima partita a Wiesbaden contro Francesca Jones e un buonissimo set e mezzo agli Internazionali BNL d’Italia contro McCartney Kessler”.

I momenti complicati hanno cambiato il suo approccio con Lucia?

Arrivata al top della sua carriera, Lucia ha iniziato ad avere qualche dubbio di meritarsi la classifica che aveva raggiunto e ha iniziato a perdere qualche partita, togliendosi dal lavoro. Una volta che mi sono reso conto del suo loop negativo e l’ho accettato, ho capito che il percorso per ritornare in alto sarebbe stato più lungo di quanto sperato inizialmente. Ci hanno dato una grossa mano il mental coach Lorenzo Beltrame, mio fratello Alessandro e Daniele Silvestre. È stato fondamentale anche l’apporto del preparatore atletico Diego Compiani, sia negli schemi motori che nel processo per farle ritrovare la giusta condizione fisica: Lucia si muove veramente bene in campo, questo sta facendo la differenza”.

Il diritto di Lucia Bronzetti (foto Getty Images)

Il diritto di Lucia Bronzetti (foto Getty Images)

Come ha vissuto questa “nuova ripartenza”?

Daniele Silvestre e mio fratello Alessandro hanno apprezzato molto più di me ogni piccolo miglioramento di Lucia, mentre io ho faticato a trovare il giusto entusiasmo. I problemi non vanno nascosti, ma bisogna sempre affrontarli. Ci siamo rialzati grazie a un ottimo lavoro di squadra, in cui è la giocatrice ad avere più meriti di tutti quanti. In una situazione così complicata, sono convinto che tante altre tenniste avrebbero mollato. Forse ci ha pensato anche Lucia per qualche giorno, ma poi ha deciso di affrontare a testa alta ogni difficoltà e ora ne sta uscendo. C’è chi ha talento in esplosività o colpi spettacolari, mentre Lucia ha una capacità superiore alla media nell’affrontare i problemi, proprio come le vere campionesse”.

Vi è capitato di ritornare a giocare nel circuito Itf, senza televisioni né pubblico sugli spalti. Che effetto vi ha fatto?

Tornare negli Itf era una delle principali paure di Lucia: quando non si sta bene, non è nemmeno scontato vincere contro chi è numero 300 del mondo. Sono riuscito a portarla in campo indipendentemente dal montepremi di quei tornei e dall’assenza di spettatori, cercando di darle obiettivi chiari per tenerla concentrata e non farle pensare al contesto esterno. Non importa dove si gioca o chi si affronta, ma conta quello che si vuole fare quando si scende in campo”.

L'esultanza di Lucia Bronzetti (foto profilo X Cincinnati Open)

L'esultanza di Lucia Bronzetti (foto profilo X Cincinnati Open)

Il prossimo step saranno le qualificazioni degli Us Open. Come arriverete a New York?

A Wimbledon abbiamo sfiorato la qualificazione pur senza giocare alcun torneo di preparazione sull’erba, quindi speriamo di far bene anche agli Us Open. Non è detto che non aver giocato partite sul cemento le impedisca di qualificarsi. Andremo negli Stati Uniti con una settimana d’anticipo. Lucia ha ritrovato automatismi e certezze sulla terra battuta ed è per questo che ho spinto per farle giocare tanti tornei su quella superficie: quest’anno è importante perché le può ridare consapevolezza di quello che è in grado di dare. La nostra priorità è quella di allontanarci il più possibile dal momento negativo, ma senza fretta: non facciamo alcun calcolo di classifica e ci concentriamo esclusivamente sul lavoro”.

Dopo gli Us Open, l’Italia cercherà la terza vittoria di fila in Billie Jean King Cup. Come vede la nostra Nazionale?

Il gruppo azzurro è fantastico. Dicevamo che vincere nel 2024 è stato straordinario e che ripetersi l’anno successivo sarebbe stato impossibile, ma le nostre ragazze ce l’hanno fatta di nuovo. A prescindere da come andrà a settembre, sarà importante dare il massimo e ringraziare comunque tutte le figure coinvolte, a cominciare dalla capitana Tathiana Garbin”.

Sarete in Cina anche lei e la sua allieva Lucia Bronzetti. Cosa si prova a vivere questa esperienza dall’interno?

La convocazione di Lucia ci porterà a giocare di più sul cemento sia prima che dopo la trasferta di Shenzhen. In questo periodo ha vinto quasi tutti i derby che ha giocato: non è al top della condizione, ma si è meritata la chiamata in Nazionale. Essere lì e respirare quell’aria con un po’ di responsabilità in meno potrebbe farle molto bene: sia io che Lucia ci sentiamo fortunati a far parte della squadra. Se verrà chiamata in causa, sono certo che darà il massimo, come già accaduto nel 2024 contro Polonia e Slovacchia”.

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