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Wta

Andreescu, Rovereto come rinascita (?)

Bianca vinse gli Us Open nel 2019, ma da allora è scesa, ha avuto a che fare con tanti problemi (fisici e non solo) e non aveva mai più vinto un titolo Wta. Dall'Italia, è pronta a ripartire?

28 ottobre 2026

Bianca Andreescu con il trofeo del Rovereto Open 2026 (foto Ufficio stampa Rovereto Open)

Bianca Andreescu con il trofeo del Rovereto Open 2026 (foto Ufficio stampa Rovereto Open)

Che ci crediate o meno, Bianca Andreescu ha vinto a Rovereto il suo primo torneo Wta da sette anni a questa parte. Ossia dal suo trionfo agli Us Open del 2019. Una ex numero 4 del mondo può starci serenamente, in un WTA 125 attuale, ma qui parliamo di una giocatrice che (sempre nel 2019) aveva vinto Indian Wells, Toronto e soprattutto il Major di New York: dover ripartire da lì racconta meglio di qualsiasi classifica tutto ciò che è successo nel frattempo.

A Rovereto la canadese ha battuto Dominika Salkova 7-6 6-2 e ha conquistato il titolo più importante dal trionfo di sette anni fa. Non un ritorno simbolico soltanto per il trofeo, ma per ciò che ha significato dopo stagioni segnate da interruzioni, ripartenze e continue ricostruzioni. "Questo titolo significa tantissimo per me. Ho affrontato tante difficoltà e tanti infortuni. Ci sono stati momenti in cui volevo mollare", ha raccontato dopo la finale. Poi, quasi liberata: "Sinceramente non ho parole. Sono semplicemente felicissima".

Per capire perché quelle parole pesino così tanto bisogna tornare al 2019. Bianca Andreescu aveva 18 anni quando iniziò quella stagione da numero 178 del mondo. Nel giro di pochi mesi arrivò in finale ad Auckland, vinse Indian Wells da wild card, conquistò Toronto e poi lo US Open, battendo Serena Williams in finale.

Fu la prima canadese nell’Era Open a vincere un titolo Slam in singolare e salì fino al numero 4 del mondo. In quella stagione mise insieme una combinazione di aggressività, variazioni, timing e personalità che la rese immediatamente diversa dalle altre. Non era soltanto potente: sapeva rompere il ritmo, cambiare altezza, usare le variazioni, anticipare, difendersi e contrattaccare. Sapeva fare tutto.

Bianca Andreescu (Getty Images)

Bianca Andreescu (Getty Images)

Il punto, però, è che già allora il fisico le presentava il conto. Nel 2019 un problema alla spalla le fece saltare tutta la stagione sull’erba; alle WTA Finals di Shenzhen si fermò per un infortunio al ginocchio. Il 2020 - segnato dalla pandemia - passò praticamente senza giocare e il rientro del 2021 fu seguito da altri stop. Quella che avrebbe dovuto essere la fase della conferma diventò invece una sequenza di tentativi di ritorno.

Da lì in avanti Bianca non è più riuscita a mettere insieme abbastanza mesi consecutivi per ricostruire una vera continuità da top player. Nel 2021 arrivò comunque in finale a Miami (e dovette ritirarsi contro la Barty), nel 2022 a Bad Homburg, nel 2024 a ’s-Hertogenbosch. Sono fiammate che dimostrano come il livello non sia mai scomparso del tutto. Ma tra un picco e l’altro sono arrivati nuovi problemi fisici: una frattura da stress alla schiena la tenne fuori per nove mesi fra il 2023 e il 2024, mentre più recentemente ha dovuto affrontare anche un’appendicectomia. Nel 2026 è ripartita addirittura dal circuito ITF, vincendo due titoli in Florida prima di risalire gradualmente.

E non c’è stato soltanto il corpo, a darle problemi. Andreescu ha parlato più volte in modo molto diretto anche del peso mentale di ciò che accadde dopo il 2019. Il successo era arrivato troppo in fretta, quasi prima che lei stessa potesse capire come gestirlo. Nel 2021 decise di prendersi una pausa e spiegò di non sentirsi più se stessa, di non riuscire a separare il tennis da tutto ciò che accadeva fuori dal campo. In seguito ha raccontato di aver legato eccessivamente il proprio valore personale ai risultati: "Sentivo che basavo troppo la mia autostima sulle vittorie e sulle sconfitte". In quel periodo arrivò persino a pensare di lasciare il tennis.

Tutta la grinta di Bianca Andreescu (foto Getty Images)

Tutta la grinta di Bianca Andreescu (foto Getty Images)

È anche per questo che la domanda “come ha vinto un solo Slam?” ha una risposta più complessa di quanto sembri. Non perché quel titolo fosse un’anomalia. Il livello espresso nel 2019 era reale, e lo dimostrano Indian Wells, Toronto e New York nello stesso anno. Il problema è che Bianca non ha quasi mai avuto la possibilità di costruire qualcosa, sopra quel livello. Le grandi carriere nascono dalla capacità di trasformare un picco in routine. Nel suo caso, ogni volta che sembrava pronta a ripartire, qualcosa interrompeva il processo.

Nel frattempo il circuito è cambiato. Sono arrivate nuove generazioni, le giocatrici più forti sono diventate più complete fisicamente e Andreescu ha dovuto inseguire anche dal punto di vista della classifica. Oggi è numero 129 del mondo, dopo essere risalita grazie al titolo di Rovereto. Il 2026 racconta comunque una stagione positiva: 34 vittorie, tre titoli fra World Tour (ex ITF) e WTA 125 e una sensazione di maggiore continuità rispetto agli anni precedenti. A luglio, prima del Canada, lo aveva detto chiaramente: "Adesso che sono riuscita a essere continua, credo che questo mi dia ancora più fiducia per finire bene la stagione. Mi sembra quasi un miracolo. Sono semplicemente molto grata e pronta a continuare".

Il futuro, allora, non è chiuso. Andreescu ha 26 anni, non 40. Dal punto di vista anagrafico è ancora in una fase nella quale una seconda carriera ad alto livello è possibile. Il problema non è stabilire se abbia ancora il tennis per tornare fra le prime 50 o anche più su: quello, a tratti, lo ha già dimostrato. La vera domanda è se il corpo le consentirà finalmente di mettere insieme una stagione intera senza interruzioni significative. Rovereto, da questo punto di vista, vale più del semplice titolo.

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