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Auger-Aliassime "riabbraccia" Quebec City: "Tutti possono sognare come lui"

Il Canada tornerà a giocare a Quebec City, la città dove il n.5 del mondo ha colpito le prime palline da ragazzino. Il padre Sam: "Puntava all'eccellenza sin da ragazzino e deve ricambiare la nazione". E sindaco ha parlato nella scuola in cui lui è cresciuto: "Studiava e faceva i compiti come voi, ed è arrivato top nel tennis. Tutti possono sognare di farcela"

| 18 settembre 2026

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Sognare, sognare in grande senza mai dimenticare le proprie origini. È questo che contraddistingue Felix Auger-Aliassime, tennista prodigio sin da teenager e oggi numero 5 della classifica ATP. Un modo di vedere le cose in cui ha contribuito molto, ovviamente, la famiglia, ed in particolare – relativamente allo sviluppo della carriera – il padre Sam, che lo segue sin da ragazzino.

E rispetto a 20 anni fa, oggi i due sembrano aver chiuso un cerchio, con Felix che rappresenterà il Canada, in Coppa Davis, nella sua Quebec City, contro la Francia. Per l’occasione, il tennista classe 2000 è tornato ad allenarsi all’accademia Tenis Avantage, dove suo padre era maestro prima di comprare la struttura.

Sam Aliassime, padre di Felix (Getty Images)

Sam Aliassime, padre di Felix (Getty Images)

A L’Équipe, Sam Aliassime ha raccontato il momento più emozionante dei giorni precedenti alla “tie” di Coppa Davis. Dentro la scuola in cui Felix studiava (peraltro con ottimi risultati), il sindaco ha voluto lanciare un messaggio a tutti i presenti: “Félix sedeva nella vostra stessa classe, faceva gli stessi compiti ed è riuscito a raggiungere il vertice più alto della sua carriera. Quindi tutti possono sognare”.

“Ci siamo commossi – ha commentato Sam -. Quando sono arrivato dal Togo, ho lavorato per un paio di anni a Montreal, e poi a Quebec City, vicino al club. Félix poteva passare la giornata da solo al club. Poteva andare al parco, giocare con i suoi amici, andare in bicicletta: non c'era da preoccuparsi. Quando ha iniziato, giocava a tennis con grande piacere, puntando all'eccellenza. Ancora oggi, l'aspetto un po' insidioso è questo 'perfezionismo '. Credo che sia lì che risiede il suo punto debole”.

Oggi, Sam gestisce circa 300 ragazzi nell’accademia, cercando di crescerli senza lo spettro del figlio come paragone. “Ogni volta che prendo un ragazzo, devo trattarlo secondo i suoi tempi di sviluppo. Alcuni dei ragazzi che vengono all'Accademia non sanno nemmeno che sono il padre di Félix. Mi chiamano Sam, e va bene così”.

In tal senso, ha ricordato un precedente del tutto diverso. Tra il 2021 ed 2023, infatti, Auger-Aliassime integrò nel suo team la figura di Toni Nadal come consulente, anche se le cose non sono andate sempre benissimo: “Ogni volta che parlavamo di questo o quello, menzionava Nadal. Ma Nadal è Nadal e Félix è Félix. Ognuno è unico”, ha concluso.

Dalla prima convocazione col Canada, a 10 anni, lo status di Auger-Aliassime è totalmente cambiato. Ma non è cambiato ciò che il padre si aspetta da lui. “Già allora gli dissi che doveva ripagare la fiducia di chi aveva investito in lui, e lui disse a tutti che era un onore essere lì. Anche oggi ha lo stesso dovere di ricambiare la nazione”.

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