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Scopri le curiosità sui trofei di Wimbledon, e in particolare la versione più accreditata che spiega la presenza di un ananas sulla coppa che spetta al campione di singolare maschile
di Alessandro Mastroluca | 03 luglio 2026
Quella posta in cima al trofeo assegnato al campione di singolare maschile a Wimbledon può definirsi, con ogni probabilità, l'ananas più famoso del mondo.
L'All England Club, che ospita e possiede il torneo più prestigioso al mondo, ha assegnato un trofeo per il campione di singolare maschile per la prima volta nel 1877. Si chiamava Field Cup, ed è stata poi definitivamente consegnata a William Renshaw dopo il terzo successo (1883). Anche il successivo trofeo, la Challenge Cup, è andata a Renshaw dopo il terzo titolo (1884-86).
Dal 1887 l'All England Club ha cambiato politica. Ha speso 100 ghinee per acquistare un nuovo trofeo, e ha stabilito che non sarebbe mai diventato proprietà del vincitore.
La coppa, realizzata in argento dorato, è alta 18 pollici (46 cm) e ha un diametro di 7,5 pollici (19 cm). L'iscrizione recita: "The All England Lawn Tennis Club Single Handed Championship of the World" ("Campionato mondiale di singolare dell'All England Lawn Tennis Club"). Ai vincitori spetta una copia leggermente più piccola (alta 13,5 pollici, circa 34 cm), sulla quale sono riportati i nomi di tutti i vincitori del passato.
La particolarità del trofeo sta nell'ananas presente in cima. Le ragioni di questa scelta restano, ancora oggi, un mistero. Secondo una delle versioni più accreditate, a cui si fa riferimento anche sul sito ufficiale del torneo, "quando i Championships iniziarono, nella seconda metà del XIX secolo, gli ananas erano considerati un alimento raro ed esclusivo. (...) Rimanevano costosi da importare o coltivare nell'Europa occidentale e servirli costituiva quindi un chiaro simbolo di elevato status sociale".
L'immagine dell'ananas come di un frutto da re è molto più antica. Nel 1698 Guglielmo III fece realizzare per Kensington Palace un tavolo in quercia rivestito d'argento, decorato con un ananas a grandezza naturale nel punto d'incrocio delle traverse.
"Per Guglielmo III l'ananas aveva un significato speciale perché il primo ananas coltivato con successo in Europa era maturato in Olanda, sua patria, ed era diventato parte della rivalità orticola tra francesi e olandesi. Era importante per lui, e rappresentava anche uno sberleffo a Luigi XIV, che alla fine della guerra tra Inghilterra e Francia era stato costretto a riconoscere Guglielmo come legittimo re d'Inghilterra" spiegava al Telegraph Vanessa Remington, curatrice di una mostra a Buckingham Palace del 2014 in cui il tavolo fu esposto.
Nel 1702 un monaco francescano, Antonio do Rosario, così descrive l'ananas nell'opera "Fruits do Brasil" pubblicata nel 1702: "Nasce con una corona come un re. Sotto la sua buccia, simile a un broccato di pigne, custodisce il suo opale regale, protetto dalle spine come da soldati, portando le insegne della sua regalità, create dalla natura con una maestosità unica". La citazione è contenuta nel libro "The Pineapple: King of Fruits ("L'ananas: re dei frutti") di Francesca Beauman.
Una leggenda racconta che il re di Francia Luigi XIV fosse così impaziente di assaggiare il suo primo ananas da morderlo senza sbucciarlo, ferendosi il labbro. Il suo farmacista di corte, Pierre Pomet, scriss: "Fu giustamente chiamato il Re dei Frutti, perché è il più bello e il migliore tra tutti quelli esistenti sulla faccia della Terra. Per questo il Re dei Re gli ha posto una corona sul capo, segno essenziale della sua regalità".
In Inghilterra l'ananas era diventato anche uno strumento di rivendicazione politica in una disputa contro la Francia, nel 1668, riguardo l'isola caraibica di Saint Kitts.
Questi episodi, benché affascinanti, ci raccontano un mondo molto più antico dell'Inghilterra di fine Ottocento in cui viene progettato il trofeo di Wimbledon. Ma l'immagine regale dell'ananas rimaneva anche allora. Solo all'inizio del Novecento le Hawaii iniziarono una produzione commerciale su larga scala, rendendo possibile l'esportazione del frutto e la sua coltivazione nell'Europa occidentale.
E ancora nel 1947 il governo australiano regalò alla futura regina Elisabetta, come dono di nozze, ben 500 casse di ananas in scatola.
Peraltro, come ulteriore elemento a sostegno dell'ananas scelto come elemento decorativo del trofeo del torneo in quanto percepito come simbolo di prestigio, c'è da sottolineare che Wimbledon non è un caso unico nello sport. Anche la Webb Ellis Cup, assegnata ai vincitori della Coppa del Mondo maschile di rugby, è sormontata da un ananas.
Alla campionessa di singolare femminile viene assegnato, fin dal 1886, un grande piatto in argento sterling leggermente dorato, comunemente chiamato Rosewater Dish o Venus Rosewater Dish, con un diametro di 18,75 pollici (circa 47,6 cm).
La decorazione è ispirata alla mitologia classica. Al centro è raffigurata la personificazione della Temperanza, seduta su un baule, con una lampada nella mano destra e una brocca nella sinistra. La figura è circondata da elementi dal valore simbolico come una falce, un forcone e il caduceo. Intorno al medaglione centrale compaiono quattro riserve, ciascuna delle quali raffigura una divinità classica. Lungo il bordo è rappresentata Minerva che presiede alle sette arti liberali: astrologia, geometria, aritmetica, musica, retorica, dialettica e grammatica. Come per i vincitori del torneo di singolare maschile, le campionesse ricevono una copia leggermente più piccola, in scala tre quarti, dell'originale.
Il trofeo del doppio maschile è una coppa d'argento, donata dall'Oxford University Lawn Tennis Club nel 1884, quando il torneo di doppio fu trasferito a Wimbledon.
Anche le vincitrici del doppio femminile ricevono una coppa d'argento, questa con coperchio, nota come Duchess of Kent Challenge Cup, donata nel 1949 dall'allora presidentessa dell'All England Club, la Principessa Marina.
E' invece la famiglia di S.H.Smith, campione in doppio nel 1902 e nel 1906, ad aver donato la coppa d'argento con coperchio che spetta alla coppia che trionfa in doppio misto.