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Zverev, Shelton e Draper: "Pronti e fiduciosi"

"Vincere uno Slam non ti cambia la vita" ha detto il tedesco, campione al Roland Garros: "Sono felice di giocare a Wimbledon, un torneo straordinario" ha sottolineato lo statunitense. "Non vedo l'ora di risalire la classifica" ha dichiarato il britannico

28 giugno 2026

Ben Shelton in azione sull'erba (foto Getty Images)

Ben Shelton in azione sull'erba (foto Getty Images)

Lui sa come si fa. Vincitore a Stoccarda del suo primo titolo sull'erba la scorsa settimana e reduce da un quarto di finale a Wimbledon perso contro il futuro campione del torneo, Jannik Sinner, Ben Shelton arriva a Londra col ranking più alto mai avuto alla vigilia del torneo e una fiducia che lo autorizza a pensare in grande. 

"Mi sento pronto, fiducioso. Ovviamente sono felice di essere qui a giocare a Wimbledon. È un torneo straordinario. Un torneo che per me significa molto - ha esordito l'americano in conferenza stampa -  Penso che, a questo punto della stagione, essere qui rappresenti una grande opportunità. Cercherò semplicemente di affrontare una partita alla volta".

Da americano impossibile non rivolgergli una domanda sul tanto atteso ritorno in campo di Serena Williams, una campionessa da lui ammirata in tenera età e con cui oggi avrà il piacere di condividere la ribalta dello Slam più prestigioso del circuito.

"Per me è davvero fantastico. Io stavo praticamente iniziando a giocare nel circuito quando lei stava vivendo quella che, immagino, sia stata la sua ultima stagione nel 2022. Vederla di nuovo qui, così concentrata e determinata, a 44 anni – ha 44 anni, giusto? – è qualcosa di incredibilmente impressionante. È una delle più grandi icone della storia dello sport, non solo del tennis - ha tagliato corto il n.5 del mondo - Credo che nel circuito si parli tantissimo del suo ritorno, ed è giusto così. Ogni volta che Serena fa parte di questo sport è qualcosa di enorme per il tennis".

Tra lui, Taylor Fritz, Tommy Paul e l'astro nascente Learner Tien, non è sfuggita a molti l'alta concentrazione di giocatori a stelle strisce capaci di far bene sull'erba. Un risultato che ben si accorda al gioco dei suoi connazionali e in virtù del quale si spera possa rompersi un digiuno che a SW19 dura dal 2000, quando fu Pete Sampras ad aggiudicarsi il trofeo.

"Credo che gli americani giochino bene sulle superfici veloci. Penso che siamo generalmente bravi a giocare a rete e ad avere un tennis completo, adatto a tutte le situazioni. Sicuramente abbiamo anche tantissimi ottimi battitori. Se guardiamo semplicemente alle qualità tecniche dei ragazzi che sono ai vertici del ranking, sono tra i migliori. E non parlo nemmeno delle ragazze, perché anche nel circuito femminile abbiamo grandi specialiste dell'erba".

"Da alcuni anni sembra che gli americani ottengano ottimi risultati anche sull'erba. I nostri stili di gioco sono tutti molto diversi tra loro, quindi non saprei spiegare con precisione quale sia il motivo - ha sottolineato ancora Shelton - Personalmente preferisco la stagione estiva americana, dove la palla rimbalza molto alta, ben al di sopra della zona d'impatto ideale. Si gioca su campi molto veloci e con temperature elevate. Detto questo, ormai da alcuni anni sembra che gli americani ottengano ottimi risultati anche sull'erba. I nostri stili di gioco sono tutti molto diversi tra loro, quindi non saprei indicare con precisione quale sia la ragione."

Zverev: "Vincere uno Slam non ti cambia la vita"

Alexander Zverev (Getty Images)

Alexander Zverev (Getty Images)

Anche Alexander Zverev si presenta fiducioso a Wimbledon, dopo la conquista del suo primo titolo Slam al Roland Garros. Anche se, ci tiene a sottolineare, ha capito che conquistare un major "non ti cambia la vita, nonostante quello che possa pensare la gente. Per me, ci sono alcune cose che mi piace fare fuori dal campo e continuerò a farle: giocare a golf con i miei amici oppure andare in un kids club con mia figlia. Queste cose non cambiano davvero più di tanto. Naturalmente dentro di me c'è una certa soddisfazione, perché era qualcosa per cui ho lottato per tutta la mia carriera. Al di fuori di questo, però, la vita non cambia molto" ha detto.

A Londra si suol dire che aspetti un autobus per ore e poi ne arrivano due insieme. Una metafora che potrebbe applicarsi a Zverev, numero 3 del mondo e in assenza di Carlos Alcaraz uno dei principali candidati a sfidare Jannik Sinner per il titolo. "Spero che questo detto valga anche per me. Però Wimbledon è sempre stato lo Slam in cui ho avuto più difficoltà - ha detto - Personalmente quest'anno mi sento diverso. Sento di aver svolto una buona preparazione e di stare giocando un ottimo tennis. Farò tutto il possibile per dimostrarlo in campo, durante le partite".

Anche il tedesco ha risposto a domande sul ritorno di Serena Williams, che debutterà contro Maya Joint. Può comprendere le sensazioni dell'australiana, avendo affrontato tante volte i Big 3. "La prima volta che ho affrontato uno di loro è stata contro Roger a Roma, o forse contro Rafa a Indian Wells, ormai non ne sono più sicuro. Ero estremamente nervoso. Non sono riuscito a gestire le emozioni e non ho giocato una buona partita. Poi però ci fai l'abitudine, no? La prima volta sei nervoso. La seconda va un po' meglio. Alla terza e alla quarta inizi a considerarli semplicemente degli avversari. Soprattutto quando sei giovane, stai migliorando e sali in classifica, cerchi solo di capire come batterli".

Può certamente comprendere anche il clamore di un match così speciale, per certi versi affine a quello che ha giocato contro Rafa Nadal al primo turno del Roland Garros nel 2024, l'ultima del maiorchino nel torneo dove ha fatto la storia più di ogni altro. "Credo che sia un po' diverso, perché Serena è rimasta ferma molto più a lungo. E' stata fuori quasi quattro anni, giusto? Rafa invece era stato fermo solo qualche mese ed era ancora a un livello molto alto, anche se non era testa di serie.Entrambi siamo scesi in campo con la mentalità di vincere quella partita e poi provare a vincere il torneo. Personalmente non volevo affrontare Rafa al primo turno. Credo che nessuno voglia trovarsi Rafa al primo turno, su questo non ci sono dubbi. Volevo affrontarlo un'ultima volta al Roland Garros per quello che era successo nel 2022, così da lasciarmi alle spalle quel ricordo e crearne uno nuovo, indipendentemente dal risultato. Dopo la partita ero davvero felice di averla giocata".

Draper: "Per battere Fritz devo giocare un tennis incredibile"

Jack Draper in allenamento a Wimbledon (foto Getty Images)

Jack Draper in allenamento a Wimbledon (foto Getty Images)

Jack Draper si presenta a Wimbledon con coach Andy Murray, che questo torneo lo ha vinto nel 2013 e nel 2016. La collaborazione con lo scozzese è iniziata con la stagione sull'erba: il debutto del nuovo team a Eastbourne è coinciso con una semifinale. Ma l'obiettivo è recuperare fiducia nel corpo, gestire le aspettative e riportare Jack al livello che gli aveva permesso di salire fino al n.4 ATP appena un anno fa."Mi sono sempre fatto guidare dalle persone che mi stanno vicino, questo è certo. Penso che la natura dei miei infortuni, specialmente quello che ho subito dopo Wimbledon l’anno scorso, sia estremamente complicata. È uno di quei casi in cui è difficile capire quando puoi spingere e quando invece non devi farlo. In fin dei conti, pratico uno sport molto aggressivo, in cui a volte bisogna giocare nonostante il dolore"

Negli ultimi 12 mesi sono cambiate tante cose per il 24enne di Sutton: "Immagino che, ancora una volta, bisogna accettare la situazione così com’è. Bisogna sempre guardare il lato positivo delle cose. Devo ricostruirmi e ricominciare quasi da zero. Penso che il mio tennis non sia peggiorato perché mi sono davvero impegnato ogni giorno per fare tutto il possibile in modo da tornare in campo, come adesso, in buona forma. Continuo a credere, anche dopo tutto questo tempo, di competere ancora a un livello incredibilmente alto. Non vedo l’ora di risalire la classifica. Direi che la mia forma fisica, in termini di capacità di competere, è davvero ottima - ha sottolineato Draper -. Mi muovo benissimo. Continuo però a dire che sono lontano dalla perfezione. Ci sto arrivando. È stato un percorso incredibilmente lungo. Tornare in campo più e più volte mi ha messo a dura prova mentalmente. Allo stesso tempo, però, mi sento ora in una posizione in cui posso competere a livelli davvero alti e misurarmi con i migliori giocatori"

Il britannico ha poi parlato degli infortuni come un problema che sta incidendo pesantemente sul tour: "Penso che la situazione del tennis maschile sia piuttosto preoccupante, specialmente in questo momento. Il numero di infortuni, soprattutto tra i giovani giocatori come Musetti, Fils, Alcaraz, è alto. Quando guardo i tabelloni delle settimane in cui sono stato fuori, è tutto un susseguirsi di spalle, braccia, polsi. Che sia per la qualità delle palline... non credo che il problema sia che si gioca di più".

La presenza di Andy Murray è molto importante: "Averlo qui mi aiuta molto. E' sempre stato una delle mie più grandi fonti di ispirazione. Credo che, quando si ha a che fare con la pressione di un torneo in casa, ci sono molti consigli che lui può darmi. Penso che il solo fatto che sia qui, che mi stia vicino, non solo adesso ma nelle ultime settimane, abbia davvero rafforzato la mia fiducia. Non è stato affatto un periodo facile. Il fatto che lui sia stato al mio fianco per aiutarmi ad affrontare questo periodo, a tornare in campo e a riprendere a competere, è stato davvero molto, molto speciale. Penso che sia solo l’inizio. Andy ha ovviamente affrontato tantissime sfide nel corso della sua carriera. Provo un’enorme ammirazione per ciò che ha fatto. Penso che la nostra collaborazione sarà fantastica".

L'esordio - martedì - contro Taylor Fritz rappresenta già un test estremamente complicato: "Sarà incredibilmente difficile. Lo sapevo già prima di arrivare a questo torneo: non essendo tra le teste di serie, può capitare di affrontare chiunque. Penso che Taylor sia un avversario straordinario. Abbiamo giocato, credo, cinque o sei volte. Ogni volta è stata una vera battaglia. Si è trattato di vedere chi riusciva a giocare meglio nei momenti chiave. Direi anche che, quando ci siamo affrontati, abbiamo tirato fuori il meglio l’uno dall’altro. È una cosa positiva. Ovviamente non ci sono molti tabelloni più difficili di questo. Penso che sia importante concentrarmi sulla mia preparazione. Credo di poter vincere la partita, ma devo giocare un tennis incredibile, lottare con tutte le mie forze ed essere pronto per questa sfida"

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