Chiudi
Giovane, alternativa, potente, la nuova regina dei Championships è un personaggio particolare che può essere importantissimo per il circuito donne povero di spunti
di Vincenzo Martucci | 12 luglio 2026
Ivan Ljubicic, cervello fino da giocatore, quand’è salito al numero 3 del mondo, poi da allenatore quand’ha dato l’ultima sterzata alla carriera di Roger Federer e oggi da talent tv e direttore tecnico della Federtennis francese, mentre la commentava si è convinto due volte nella stessa partita sul futuro Slam e quindi ha pronosticato ulteriori urrà Majors di Linda Noskova.
Lo ha sottolineato nel primo set e fino al 6-2 5-2, finquando la 21enne ha dominato la connazionale, amica e compagna di doppio, Karolina Muchova, per poi pagare l’inesperienza della prima finale Major, e lo ha rimarcato nel terzo set, quando la ragazza ha reagito ai 5 match point falliti, è tornata a dominare lo scambio e poi ha finalmente chiuso la contesa.
Meritandosi il primo successo nei massimi tornei e realizzando le scommesse che tanti avevano fatto su di lei da tempo, vedendole però sfumare per fattori che sono sembrati più fisici e mentali che tecnici. Perché il connubio tennis puramente detto-potenza è sempre stato ben evidente e importante ad avversarie ed addetti ai lavori. Così come ha sicuramente lasciato un segno indelebile, frenandola, due anni fa, la scomparsa della madre dopo lunga malattia.
“Il tennis non è stato un colpo di fulmine”, ha ripetuto spesso Linda parlando dei tanti sport che ha praticato, da bambina iperattiva, finché i genitori l’hanno iscritta a un corso di tennis. “La mia superficie preferita non è la terra”, commentava nel 2021 dopo aver vinto il Roland Garros juniores 2021. Sembrava cambiare decisamente marcia l’anno dopo diventando la più giovane top 100 ad agosto e poi top 50 a febbraio 2023, per poi battere la numero 1 del mondo Swiatek agli Australian Open 2024.
E poi è andata sempre in crescita nella scalata in classifica, top 20, top 10 quest’anno sulla scia del successo su Coco Gauff a Madrid e dell’affermazione su Pegula sotto il traguardo di Berlino e quindi col primo trionfo Slam alla prima finale da più giovane regina del torneo dopo la sua eroina, la connazionale Petra Kvitova, che le ha dato davvero la spinta quando l’ha vista alla tv conquistare i Championships 2011 e ha sostituito l’idolo Serena Williams. Con autopromozione al numero 7, terza ceca ad imporsi nel Tempio negli ultimi 4 anni, dopo Voundrousova 2023 e Krejcikova 2024. In modo meritatissimo, premiando coach Krupa (già guida di Berdych) che avuto il grandissimo merito di prenderla nel modo giusto sin dai 15 anni: “Una cosa che mi ha sempre ripetuto è che si fida del mio gioco. Non ha mai voluto dirmi dove giocare la palla, ma insegnarmi come giocarla, e questo mi ha aiutato a rimanere concentrata e lucida in partita, così da poter prendere buone decisioni. E stata la chiave principale: mi ha dato questo tipo di libertà in campo”.

Noskova campionessa ad alto tasso emotivo
Libera di portare i suoi piercing in faccia. Libera di sbandierare la passione per il wrestling e per i Maneskin. Libera di prendersi qualche libertà a tavola. Libera di rivelare la sensibilità ambientale: “Sono cresciuta in un piccolo villaggio in una foresta, quindi sono una grande amante della natura. Sono sempre stata attiva durante qualsiasi crisi, ma a fine carriera voglio fare qualcosa legato all’ambiente”.
A novembre scorso, ha visitato Zanzibar e ha fatto volontariato in una scuola del posto, insegnando inglese e geografia. Quando l’ha comunicato al suo team, pensavano che stesse scherzando. Ha pubblicato un post sul viaggio in un account Instagram “My Life as Linda”, che è separato dal suo account Instagram principale di tennis. Un personaggio diverso, giovane, di cui il tennis donne aveva bisogno.