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Wimbledon, Djokovic: "Il piano era arrivare qui al top della condizione"

Il sette volte vincitore dei Championships fa il punto in vista del suo esordio riflettendo sulla sua condizione - "Fiero di quanto fatto a Parigi" -, il ritorno in campo di Serena - "Un'ispirazione per tutti" - e le condizioni meteo che lo attendono - "Il caldo inciderà, ma spero in un torneo dalle temperature più miti"

27 giugno 2026

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

Per il settimo anno consecutivo, Novak Djokovic si presenterà a Wimbledon senza aver disputato alcun torneo di preparazione sull'erba di rodaggio in vista di quello che a detta di tutti potrebbe essere il contesto ideale dove poter andare a caccia del 25° Slam a lungo inseguito in carriera. Presunzione, esperienza, gestione, voglia di confondere le acque. E' stato il serbo a voler chiarire i dubbi della viglia nel corso del suo media day all'AELTC.  

"Credo di arrivare a Wimbledon più preparato di quanto non fossi al Roland Garros. Ovviamente sull'erba, rispetto alla terra battuta, non è necessario sostenere lo stesso sforzo fisico. E questo per me è un vantaggio - ha riflettuto l'ex numero uno del mondo di fronte ai microfoni - Ho sempre amato giocare sull'erba. Qui a Wimbledon ho uno storico di risultati molto positivo. Questo, naturalmente, mi dà una dose maggiore di fiducia in vista del torneo".

Seppur uscito di scena anzitempo a Parigi, Nole ha giudicato tutt'altro che negativa la esperienza al Bois de Boulogne, se non per le aspettative che egli riponevo in quel torneo per lo meno in termini di prospettiva su una condizione che traguardava al massimo in vista del suo impegno londinese.

"Il Roland Garros è stato molto impegnativo e logorante dal punto di vista fisico. Le tre partite che ho disputato sono durate tutte quasi quattro ore. Però sono orgoglioso dello sforzo che ho fatto. Ho perso al terzo turno contro un avversario di vent'anni più giovane, lottando fino alla fine in quasi cinque set, dopo oltre quattro ore di gioco. Certo, forse non era il risultato che cercavo, ma l'impegno c'è stato. In ogni caso avevo programmato di arrivare al massimo della forma per Wimbledon, dopo l'infortunio alla spalla che mi ha tenuto lontano dal circuito per diversi mesi".

Così come per gli altri, anche Djokovic non si è voluto esimere dal commentare il ritorno in campo di Serena Williams. Una notizia capace di generare ispirazione e degna di tutta l'ammirazione possibile, per una collega a cui il serbo non può che augurare il meglio per questa sua ennesima sfida.

"Prima di tutto, quello che sta facendo è fonte di ispirazione. È qualcosa di straordinario, epico. È proprio quello che le ho detto. Ho sempre ammirato la sua carriera, il suo percorso, la sua storia. E naturalmente anche quella di Venus - ha sottolineato Nole - Il fatto che sia tornata dopo anni di assenza dal circuito, dopo aver avuto due figli, e che stia dedicando così tanto impegno non solo per una sua soddisfazione personale o per rientrare nel tour, ma anche per regalare a tutti noi il piacere di rivederla in campo, sia in singolare sia in doppio, è davvero notevole".

"Le ho detto che, comunque vada, quello che sta facendo è davvero fonte di ispirazione per me personalmente e, sono sicuro, per milioni di persone nel mondo - ha ribadito ancora il serbo - La vedo in palestra più di quanto la vedessi quando era nel momento migliore della sua carriera. Questo mi fa capire quanto desideri che questo ritorno riesca nel miglior modo possibile. È davvero ammirevole lo sforzo che sta mettendo in tutto questo. Ovviamente tutti gli occhi sono puntati su di lei e sul suo ritorno. Io spero soltanto che riesca a godersi questa esperienza, perché se lo merita davvero. Ha scritto una pagina di storia, è diventata una leggenda del tennis. Si merita ogni applauso che riceverà".

Le ultime considerazioni sono per il fattore meteo che già a Parigi si era rivelato decisivo per le sorti del torneo e che qui a Londra potrebbe incidere altrettanto pesantemente sull'esito finale dei Championships. Condizioni che tuttavia Djokovic ha voluto derubricare dall'alto della sua esperienza come inevitabili, uguali per tutti, e con cui tutti dovranno fare i conti. Anche se l'arsura, a giudicare dalle previsioni, potrebbe dare una tregua proprio in coincidenza del via del torneo.

"Da quello che ho capito, la prossima settimana, quando inizierà il torneo, il tempo dovrebbe diventare un po' più mite. Ma sì, questa settimana è stata una delle più calde che abbia mai vissuto in oltre vent'anni di Wimbledon. Il caldo ha un effetto sul campo, perché l'erba è una superficie "viva", un materiale naturale. Qualsiasi variazione di temperatura o delle condizioni atmosferiche influisce sul modo in cui l'erba reagisce - ha ricordato ancora il detentore di 24 Slam in carriera - Ovviamente, quando fa molto caldo, l'erba e il terreno si ammorbidiscono. Questo influisce sul rimbalzo, che tende a essere più basso. La superficie può anche diventare più veloce. Però le palline reagiscono in modo diverso: quando fa molto caldo e c'è umidità, diventano più grandi e più "pelose", e questo rallenta il gioco. Per quanto riguarda quanto il campo sia scivoloso, beh, l'erba è sempre scivolosa. Fortunatamente, finora, tra una partita di esibizione e alcuni allenamenti disputati questa settimana, non sono mai scivolato né sono caduto. Non so se sia un buon segno oppure se significhi che succederà la prossima settimana. Staremo a vedere".

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