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Jovic ed Eala, passerella del tennis che verrà. Sfida tra amiche destinate alla top10

Allo Us Open un terzo turno che promette spettacolo tra i due profili emergenti più interessanti. Entrambe oggi sono al best ranking e puntano all'Olimpo del tennis

| 05 settembre 2026

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Non si saluteranno con il mignolino, come fanno Bublik e Paul alla fine dei loro match, ma l’abbraccio e il sorriso tra Iva Jovic e Alexandra Eala sarà sincero al cento per cento.

A New York oggi (naturalmente in diretta su SuperTennis) è in programma un match intrigante, che sprizza energia giovanile e porta in scena nuove generazioni. Femminili, in questo caso: Iva Jovic, anni 18, e Alexandra Eala, anni 21. È il nuovo della Wta che avanza, la nuova America e l’Asia che chiede prepotentemente spazio nel mondo sempre più globale della racchetta.

Due figure che già spiccano nel panorama WTA, è una questione di personalità umana e tennistica. In campo sanno esaltare il pubblico, per facilità di gioco e capacità di vivere con emotività la partita; fuori non fanno mai mancare sorrisi e disponibilità. Un mix perfetto per sognare da top10, loro che oggi sono entrambe al best ranking: Jovic n. 14 ed Eala n.18. Ma la classifica è soltanto un numero di passaggio e non un condizione necessaria sufficiente per fare breccia nel cuore della gente. Loro hanno dimostrato di avere qualcosa in più. E infatti sono state scelte per regalare spettacolo allo Stars of The Open, l'esibizione di stelle che ha arricchito la Fan Week dell'Us Open e che di fatto è stato un preludio di questo terzo turno di grande appeal.

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Un match suggestivo, che incuriosisce. Anche per un altro motivo, per cui si accennava al mignolino di Bublik&Paul in apertura: le due ragazze si conoscono dai tempi juniores e sono buone amiche. In nome della cosiddetta ‘sisterhood’, la sorellanza. Ecco, sembra proprio che le nuove tenniste, le nuove generazioni, vogliano avere un approccio diverso nello strano mondo del backstage, dove non si sa mai veramente bene quali siano i rapporti: invidia, concorrenza, antipatia. Ma anche amicizia. “Il semplice fatto di avere amiche nel circuito mi aiuta tantissimo, sia dentro che fuori dal campo - ha detto, in totale trasparenza, la filippina rivelazione mondiale -. Ammiro molto le amiche/colleghe per quello che hanno passato, e per quello che continuano a passare”.

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Un concetto condiviso a 360° dalla rivale di oggi, Jovic: “Semplicemente? Stando insieme nel circuito, ed essendo lei molto amichevole, abbiamo iniziato a parlare”. Da cosa nasce cosa: “Abbiamo giocato in doppio insieme all'inizio dell'anno, e anche questo ha contribuito a consolidare la nostra amicizia. Ora credo che siamo molto amiche. Siamo entrambe aperte all’amicizia e ci capiamo molto bene”.

Iva Jovic (Getty)

Iva Jovic (Getty)

Semplice, no? La vita, in fondo, non va resa complicata essendolo già di suo. Inutile rinchiudersi nel bunker del proprio team, qualche volta potrebbe mancare l’aria per respirare a pieni polmoni. Le ragazze di oggi voglio imparare, sono curiose e dunque si cercano, si ‘annusano’ e, se il feeling è reciproco, nasce qualcosa di interessante a livello umano.

Attenzione, però: “Ovviamente è molto difficile essere amiche e contemporaneamente in competizione, ma ci sono un po’ di giocatrici giovani che sono molto aperte a questa possibilità, che vogliono anche divertirsi e stringere amicizie”. Jovic dixit, ragazza saggia che introduce anche il finale: “Poi, in campo, è una partita leale, chi vince prende tutto e ci diamo dentro”.

Così si fa. Oggi è un match di terzo turno, agli US Open 2026, però - per certi versi – la sfida ricorda la finale 2021, quando si incrociarono (all’epoca) la britannica Emma Raducanu e la canadese Leyla Fernandez, all’epoca teenager. Certo, la similitudine riguarda soltanto la parte anagrafica, le due non erano amiche e mai più si è ripetuto quell’evento, le loro carriere stanno avendo destini diversi. Però rappresentavano il nuovo che avanza. Per questo Jovic ed Eala si augurano, a prescindere dall’esito odierno, di continuare a essere la meglio gioventù del tennis e nello stesso conservare intatta un’amicizia che, chissà, potrebbe anche valere come uno Slam. Chi può dirlo?

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