Chiudi
Il campione in carica di New York confida le sue sensazioni al rientro in campo dopo il lungo stop: "Ho avvertito un po' di tutto, ma ora devo fidarmi del mio team e non c'è posto migliore di New York per tornare". Infine un pensiero per Sinner: "Non ci vedremo per sei mesi, è strano, ma gli auguro il meglio"
28 agosto 2026
Oltre quattro mesi d'attesa per rivederlo in campo in un torneo dove anche l'anno scorso tornò a competere dopo aver superato un infortunio. Ieri l'avambraccio, oggi il polso. Incertezza e cabala. A tenerle insieme sono le sensazioni, quelle che Carlos Alcaraz ha condiviso di fronte ai microfoni nel corso della sua conferenza stampa di vigilia.
"Le sensazioni sono simili - ha esordito il numero tre del mondo - sono venuto qui con una sensazione abbastanza simile: ho bisogno di competere. Ho bisogno di stare qui, allenarmi con questi ragazzi, sentire di nuovo la competizione, e questo è un test davvero importante. Però mi sento benissimo e penso che quell'infortunio mi abbia aiutato molto a capire che, in questo momento, è tutto nella mia testa. Devo fidarmi del mio team, devo fidarmi delle persone che mi dicono che andrà tutto bene. Quindi devo andare al 100% e, per il momento, penso che con gli allenamenti che ho fatto finora sia andato tutto bene. Sto cercando di non farmi condizionare dalla paura e sto giocando normalmente".
Parametri per verificarlo li avremo presto, quando sarà terminato il match d'esordio che lo attende contro Roman Safiullin (precedenti 1-1). Per ora la curiosità è rivolta ai quattro mesi da lui trascorsi lontano dai campi, quali i pensieri che hanno fatto lui compagnia, se l'impazienza o la cautela, la paura o la fretta. "In questi mesi ho avvertito un po' di tutto. Mi sono goduto il tempo trascorso con la famiglia e con gli amici stando a casa. Ma quando ho iniziato ad allenarmi un po', senza sapere quando avrei potuto ricominciare davvero, quei pensieri sono stati molto difficili da gestire, perché non sapevo se sarei stato pronto per Cincinnati, per gli US Open, o se avrei perso tutta la tournée americana - ha confidato il murciano - È stato davvero difficile convivere con questi pensieri. Ma finalmente eccoci qui. Il mio obiettivo era cercare di tornare in salute il prima possibile e provare a non perdere altre competizioni. Direi quindi che i pensieri intrusivi sono stati la cosa più difficile da gestire durante questo percorso".
? -6 al tabellone principale dello #USOpen ma non riusciamo a toglierci dalla testa lo scambio da brividi tra Darderi e Alcaraz di un anno fa.
— SuperTennis TV (@SuperTennisTv) August 24, 2026
???? Guarda lo US Open in diretta in chiaro su SuperTennis e in streaming su SuperTennis+ pic.twitter.com/f3gAvWckUv