Filippo Volandri e Paolo Lorenzi commentano le difficoltà di Jannik Sinner al quinto set. Guarda i video con i loro interventi a Tennis Talk su SuperTennis
03 febbraio 2026
Al quinto set Sinner "non riesce ancora così bene da poter dire che so cosa fare perché conosco bene il mio corpo" ha detto il capitano di Coppa Davis, Filippo Volandri, ospite insieme a Paolo Lorenzi a Tennis Talk su SuperTennis, commentando a freddo la sconfitta in semifinale all'Australian Open contro Novak Djokovic.
Ma è solo questione di tempo. "Ancora non ha un numero abbastanza alto di partite da poter dire: 'Adesso arrivo lì e gestisco questa situazione perché so che ho margine'. Sa quando andare in una sorta di risparmio, e lo ha dimostrato negli ultimi tornei indoor della scorsa stagione, dove fisicamente aveva un livello energetico bassissimo. Ma secondo me ancora non si conosce così bene quando arriva al quarto o al quinto set, quindi non sa bene ancora come gestirsi" ha spiegato ancora Volandri a SuperTennis.

Quando si arriva a giocare il quinto set, soprattutto in una semifinale o in una finale Slam, "molto di quello che hai preparato va via, perché la partita diventa molto più una battaglia e perdi un po' la bussola. Alla fine vai molto di più a sensazioni e magari Jannik si trattiene. Secondo me sta lavorando tanto sulla gestione delle energie, ma ancora durante la partita non riesce a riconoscere perfettamente il momento in cui rallentare e quello in cui accorciare gli scambi. Poi un conto è farlo nei tornei indoor perché vuoi arrivare in finale meno stanco, un conto è negli Slam. Anche perché le partite le devi vincere" aggiunge Paolo Lorenzi.
Il direttore degli Internazionali BNL d'Italia resta estremamente ottimista, per quanto riguarda le prospettive future del numero 1 d'Italia. Nella gestione di se stesso, dice, "credo che Jannik sia di un altro livello, rispetto ad Alcaraz e a tantissimi altri tantissimi altri tennisti e penso che questo faccia la differenza nel lungo periodo. La carriera può diventare lunghissima, e l'ha dimostrato Djokovic, arrivando in una finale Slam a 39 anni per quello che ha fatto negli ultimi 10 o 15 anni. Poi, come ha fatto vedere dopo la finale del Roland Garros, Jannik riesce a fare sempre un salto di qualità dopo grandi sconfitte o delusioni. Jannik abbia una qualità nel migliorare sui dettagli che, a parte Nole, non avevo mai visto".
