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Il giapponese a Wimbledon ha trionfato da junior nel 2019 e l'anno scorso ha vinto la sua prima partita Slam. Giocherà contro Sinner il suo primo ottavo di finale Slam. "Proverò a variare e scendere a rete il più possibile. Non credo che sia abituato ad affrontare giocatori con questo tipo di caratteristiche" ha detto
di Alessandro Mastroluca | 04 luglio 2026
Prima di Wimbledon, nel 2026 il 23enne giapponese Shintaro Mochizuki non aveva vinto nemmeno una partita nel circuito maggiore. Eppure sull'erba dei Championships è scattato qualcosa. Ha superato le qualificazioni, poi in main draw ha eliminato il beniamino di casa Max Basing al primo turno, Ethan Quinn al secondo e lo spagnolo Rafa Jodar al terzo. "Prima di arrivare qui non stavo vincendo molto e non so nemmeno come abbia fatto a vincere così tante partite qui. Sono entusiasta, voglio semplicemente continuare a godermi questa esperienza" ha detto in conferenza stampa.
Alla settima partecipazione, ha festeggiato il primo ottavo di finale in uno Slam in singolare maschile, traguardo raggiunto prima di lui solo da tre giapponesi: Kei Nishikori (22 volte), Yoshihito Nishioka (2) e Shuzo Matsuoka (1). Wimbledon rimane un torneo diverso da ogni altro per il 23enne di Kawasaki che qui ha trionfato da junior nel 2019 ed è diventato il primo giapponese con un titolo Slam Under 18 all'attivo in singolare maschile. Poi nel 2025 ha ottenuto contro Giulio Zeppieri la sua prima vittoria in uno Slam da professionista. Oggi numero 151 del mondo, ma salito fino alla posizione numero 92 lo scorso novembre, Mochizuki è il prossimo avversario di Jannik Sinner.
"E' una sensazione strana affrontare Jannik proprio a Wimbledon, soprattutto quest'anno. Come giocatore, direi che ho uno stile particolare. Non gioco come tutti gli altri. Colpisco la palla in modo più piatto e vengo a rete più spesso rispetto agli altri ragazzi della mia generazione. Oggi tutti tirano fortissimo, servono fortissimo. È così che vincono. Per me, però, non è questa la strada. Ho provato a giocare così, ma non ha mai funzionato. Così ho continuato a cercare la mia strada. Ed è questo il mio modo di giocare" ha raccontato.
"Sono sicuro che giocherà a un ritmo altissimo e che cercherà di distruggermi. Limitandomi a scambiare da fondo campo non credo di avere alcuna possibilità di batterlo. Voglio fare qualcosa di diverso per metterlo in difficoltà, come giocare palle basse, venire spesso a rete. Non credo che sia abituato ad affrontare giocatori con questo tipo di caratteristiche" ha aggiunto.
Il suo particolare stile di gioco in passato hanno attirato l'attenzione dell'ex numero 1 del mondo di doppio Max Mirny, che l'ha accostato al francese Fabrice Santoro, soprannominato "Il Mago" per le sue capacità di tocco e l'inventiva in campo. "Fabrice era un giocatore che sfruttava in maniera eccezionale la velocità della palla in arrivo ed era incredibilmente abile con le mani. Shintaro appartiene a quella categoria. Vede il campo in una dimensione completamente diversa. Usa gli angoli in modo eccellente, sa aprirsi il campo, ama scendere a rete, prende la palla molto presto e possiede una sensibilità di mano davvero notevole" ha detto Mirnyi, come riporta l'ATP in un articolo del 2023.
Shintaro Mochizuki a Wimbledon (Getty Images)
Poco prima di compiere 13 anni, Mochizuki ha iniziato ad allenarsi alla IMG Academy in Florida, la stessa accademia nella quale da anni si allena anche un altro giapponese di successo, Kei Nishikori. Proprio durante i primi anni negli Stati Uniti ha sviluppato il suo gioco ricco di variazioni e palle corte. "E' merito soprattutto del mio allenatore quando avevo 14, 15, 16 anni, quindi da junior. Mi limitavo ad ascoltarlo e a continuare a giocare. Credo sia stato lui a indirizzarmi verso questo modo di interpretare il tennis. All'epoca non ero nemmeno consapevole di quello che stavo facendo. Mi divertivo semplicemente a giocare. Pensavo di essere un giocatore normale. Probabilmente, però, non lo ero" ha raccontato in conferenza stampa a Wimbledon dopo la vittoria su Jodar.
"Poi, a 18 anni, quando sono diventato professionista, ho lasciato quel coach. Naturalmente tutti gli altri allenatori hanno cercato di farmi colpire la palla con più peso e più potenza. Ma non ha funzionato. È stato allora che ho capito di non essere come gli altri. Ci sono voluti due o tre anni per ritrovare, diciamo, il mio tennis. Adesso però penso di averlo ritrovato" ha ammesso.
Oltre al tennis, Mochizuki ha una forte passione per il baseball, praticato in Giappone dalla fine dell'Ottocento, introdotto da Horace Wilson, professore del Maine che insegnava inglese alla Keisei Academy, e oggi di fatto sport nazionale insieme al calcio. Il suo riferimento nel baseball non può che essere la stella giapponese del campionato USA, la Major League Baseball, Shohei Ohtani.
Ohtani, ha scritto Jeff Fletcher per Cristophorus, il magazine ufficiale di Porsche, "è l’unico Two-Way Player, vale a dire un giocatore che ricopre contemporaneamente due ruoli. Da un lato, gioca nel ruolo di hitter, ovvero di battitore, dove cerca di colpire la pallina con la mazza da baseball per scaraventarla il più lontano possibile e ottenere punti per la propria squadra. Dall’altro, fa il pitcher, il lanciatore, il cui obiettivo è quello di impedire ai battitori avversari di colpire la pallina con lanci particolarmente forti o a effetto. (…) È un po’ come se il miglior calciatore di una squadra giocasse il primo tempo da attaccante e il secondo da portiere. A livelli mondiali".
Dai giocatori di baseball, ha detto Mochizuki all'ATP nel 2023, "imparo tantissimo. Hanno sempre uno scopo preciso quando si allenano, quando vanno in palestra, quando dormono. Anche il recupero è un aspetto fondamentale".
Ha imparato tanto anche da Roger Federer, che l'ha invitato come sparring partner alle Nitto ATP Finals 2019. "È stato un sogno. In campo gioca con una facilità incredibile, è sempre rilassato. Molti giocatori si affidano soprattutto alla potenza e all'intensità emotiva, mentre lui colpisce la palla con una naturalezza impressionante. Mi ha insegnato che, ogni volta che hai l'occasione di partecipare a tornei più importanti, devi semplicemente coglierla" ha detto all'ATP nel 2023.
Shintaro, Mochizuki festeggia il trionfo da junior a Wimbledon nel 2019 (Getty Images)
Vincitore di due Challenger in singolare (Barletta 2023 e Noumea 2025) e di uno in doppio (Tenerife-2 2023), Mochizuki ha sviluppato una bella amicizia con Naomi Osaka, che ha fatto il tifo per lui sul Campo 18 contro Jodar. Tutto è cominciato a inizio anno, in United Cup. "È sempre stata molto gentile con me. Mi scrive ogni volta che vinco una partita e anch'io seguo i suoi incontri. Sono davvero felice che siamo entrambi qui. È una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto" ha detto.
Da parte sua, Osaka ha spiegato che è "davvero bello" vedere un altro giocatore giapponese protagonista a Wimbledon, perché "ci incoraggia e motiva anche me a continuare". Con Mochizuki, ha detto la ex numero 1 del mondo e quattro volte campionessa Slam, "si è creato da tempo un rapporto da fratello minore e sorella maggiore. Alla United Cup era davvero divertentissimo. Era l'unica persona che veniva a parlarmi. Credo che forse tutti gli altri mi trovassero un po' intimidatoria. Lui invece era questo ragazzino che continuava ad avvicinarsi per fare due chiacchiere. Lo trovavo davvero adorabile".