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Cobolli: "Vivere momenti simili aiuta a far meglio la prossima volta"

Le parole dell'italiano in conferenza stampa dopo aver battuto Svajda e aver raggiunto il suo primo quarto di finale a Parigi: "L'obiettivo è continuare a godersi questo sogno"

01 giugno 2026

Flavio Cobolli (Getty)

Flavio Cobolli (Getty)

"Prima di tutto sono molto felice di aver raggiunto il mio primo quarto di finale qui al Roland Garros. Significa tantissimo per me. Sì, oggi ero un po’ nervoso nel chiudere la partita. Come ho già detto, questo torneo significa molto per me". Smaltiti i brividi per quel finale di partita con cui ha rischiato di complicarsi oltremodo la vita dopo un match condotto con autorevolezza per i primi due set, Flavio Cobolli in conferenza stampa ha messo ordine nei suoi pensieri e nelle sue emozioni per un risultato da lui mai raggiunto a Parigi e che lo proietta ora verso un quarto di finale tutto da giocare.

"A volte non è facile chiudere un match, soprattutto quando sei avanti nel punteggio come lo ero oggi - ha ancora riflettuto il virtuale n.11 del mondo - Però penso che anche Zachary abbia giocato davvero una grande partita dopo il secondo set, e il tennis è fatto così. È uno sport speciale proprio per questo. Alla fine ero felice, e questa è la cosa più importante".

Svajda, certo. Ma non solo. Il campo, l'ambiente, la circostanza, le dinamiche del match, l'ebbrezza e con lei la paura della prima volta. Sono tante le cause che, a freddo, Cobolli ha individuato per spiegare la china in cui dopo aver perso il terzo set si era ritrovato coinvolto.

"Solo perché era un match degli ottavi di finale e stavo servendo per la vittoria, non è stato facile, soprattutto perché non avevo mai giocato un ottavo qui prima d’ora. È la mia prima volta e la mia esperienza a questo livello non è ancora grande. A volte bisogna attraversare questi momenti per avere più possibilità di fare meglio la volta successiva".

"Penso che quando la partita è quasi finita inizi a pensarci, e questo è il mio problema, credo legato al mio carattere, perché non mi piace pensare troppo. Voglio semplicemente giocare, esprimere il miglior tennis possibile - ha ancora ammesso l'azzurro - Ma quando inizio a pensare, soprattutto se sono nervoso, comincio a giocare un tennis diverso. E ovviamente il Chatrier non è un campo facile per nessuno. Quindi penso che anche il campo abbia reso le cose difficili". Ma, ha poi sottolineato ancora Flavio, "La preoccupazione di dover andare al quinto, a un certo punto, l’ho avuta, quindi dovrò analizzare quei game in cui potevo fare meglio. Però non ho mai avuto la paura che se vado al quinto, perdo".

Le soluzioni e le risposte per uscirne, Flavio è andate a cercarle dentro di sé e appoggiandosi al suo team.

"Ho cercato di restare positivo. Stavo iniziando a essere un po’ nervoso, anche insieme al mio team. Così ho provato a giocare il mio tennis, a colpire la palla nel modo più aggressivo possibile, e mi sono preso il mio tempo tra un punto e l’altro. Avevo anche un po’ meno energie rispetto ai primi tre set".

Nessun pensiero per un tabellone che continua ad assottigliarsi continuando a configurare un esito e una vittoria che tutti, arrivati a questo punto, sentono di poter inseguire. Ma per Cobolli lo sguardo è puntato solo sulla prossima partita e su un sogno che sente di poter continuare ad alimentare.

"Affronterò il prossimo match come sempre. Voglio soltanto godermi il torneo. Voglio godermi la partita. È un onore incredibile giocare sullo Chatrier. È un sogno che si avvera per me e voglio continuare a vivere questo sogno il più a lungo possibile".

Un sogno che vedrà in uno tra Felix Auger-Aliassime o il cileno Alejandro Tabilo il suo prossimo rivale. Giocatori che Cobolli conosce bene e che così ha descritto: "Sono entrambi giocatori molto forti: uno è mancino, uno è destro, ma a questo punto credo che tutti e due meritino di essere qui. Forse uno dei due ha giocato un po’ meno dell’altro e sarà più fresco, ma spero facciano una bella battaglia".

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