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La numero 3 al mondo ha iniziato lo US Open battendo Ruse in due set: "È stato speciale aprire il programma sull'Arthur Ashe Stadium", ha detto la beniamina di casa. E dell'appoggio del pubblico avrà bisogno per sognare la vittoria Slam, che potrebbe anche incoronarla come prossima numero 1 al mondo
di Samuele Diodato | 30 agosto 2026
“Prendete i popcorn”, ha scritto il profilo ufficiale della WTA su Instagram, pubblicando il post con tutti gli scenari per la lotta al numero 1 del ranking durante lo US Open. Considerando anche Aryna Sabalenka, che il trono deve difenderlo, sono quattro le tenniste a poter chiudere davanti a tutte.
La prima a scendere in campo è stata la numero 3 Jessica Pegula, esordendo con un buon 63 62 ai danni della rumena Elena Gabriela Ruse (n.63). “È stato bellissimo aprire il programma sull’Arthur Ashe Stadium, ed è stato ancor più speciale farlo da numero 1 statunitense”, ha detto la tennista di Buffalo a fine match. “Ero abbastanza nervosa ad inizio partita, perché l’esordio in uno Slam non è mai facile, ma sono contenta di essermi lasciata tutto alle spalle, e ora avrò due giorni per riposare”.
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Per sognare di far suo lo scettro, la strada è lunga, e deve fare ciò che non ha fatto mai, vincere uno Slam (oltre a sperare che Elena Rybakina, ora n.2, perda prima delle semifinali).
Ininterrottamente in Top 10 dal giugno del 2022, Pegula è stata per la prima volta al numero 3 nell’ottobre dello stesso anno, ma non è mai stata così vicina come adesso alla possibilità di spingersi oltre. Pur essendo sempre stata costante, le si rimproverava qualche caduta prematura di troppo, negli Slam.
Ma quest’anno, per ora, le cose stanno andando per il meglio. In Australia ha siglato il suo miglior risultato raggiungendo la semifinale, e a Wimbledon ha “pareggiato” i quarti di finale che aveva già raggiunto nel 2023. Pesa, certo, l’eliminazione al primo turno del Roland Garros, ma nel 2026 nessuno ha comunque vinto più match di Pegula.
Le vittorie sono 46, con quella di oggi, impreziosite da due titoli (nel “1000” di Dubai e nel “500” di Charleston) ed un totale di cinque finali, di cui l’ultima è stata quella di Cincinnati, anch’esso un “1000”. In Ohio, aveva già giocato la finale nel 2024. E poche settimane fu in grado di ripetersi proprio a New York, cedendo solo a Sabalenka all’ultimo atto.
Dovrà arrivare di nuovo all’ultima domenica, Jessica, e questa volta vincere. Attenzione, però, alla tensione, che potrebbe crescere incontro dopo incontro. Da un lato, i riflettori saranno puntati soprattutto su Sabalenka e Rybakina (a cui basta appunto raggiungere le semifinali per chiudere i conti), ma dall’altro nessuna è al momento in forma come Pegula, che in estate si è vista in finale anche in quel di Washington.
Era anche avanti di un set, quella volta, prima di subire il rientro di Alex Eala. E chissà che quei punti non conquistati pesino, in ottica classifica. Ma a 32 anni, Pegula ha dimostrato di essere pienamente matura per l’occasione che si profila all’orizzonte. Non tutto dipenderà da lei, considerando il grandissimo valore delle avversarie, ma fronteggiare le difficoltà, risolverle, è diventato il suo marchio di fabbrica.