Con Darderi e Sinner, per la prima volta un trio azzurro agli ottavi aussie: "Stiamo facendo vedere al mondo perché siamo tri-campioni di Davis..."
di Francesca Paoletti, da Melbourne | 24 gennaio 2026
Ci sono cuore, testa e un ‘fisico bestiale’ nella prestazione che, nel primo pomeriggio australiano, ha consegnato a Lorenzo Musetti il primo ottavo di finale della carriera agli Australian Open. E’ la giornata più calda a Melbourne, dopo quattro ore e mezza di lotta con un ottimo Tomas Machac, il carrarino mette il punto esclamativo e completa il trio azzurro nella seconda settimana dello Slam aussie: “Sono molto orgoglioso di far parte di questo trio – racconta Musetti in conferenza stampa - , per me si tratta della prima volta, e ne sono davvero molto felice”.
Il match che gli consegna la seconda settimana è combattuto, intenso... e il ceco ha un gioco che Lorenzo a tratti fatica a scardinare: “Sono molto orgoglioso di questa vittoria, è stata una battaglia contro un avversario che, secondo me, ha giocato a un livello incredibile dall’inizio alla fine. Ho dovuto far girare la partita con le mie capacità fisiche, viste le alte temperature e le condizioni difficili. È stato fondamentale migliorare, set dopo set, la percentuale di prime di servizio e il modo in cui giocavo. All’inizio non conducevo molto lo scambio, poi ho iniziato a giocare meglio, a muovermi meglio e a giocare più dritti, e probabilmente quella è stata la chiave del match”.
“Oggi è stata una prova di maturità - ha aggiunto - , è un tipo di avversario il cui gioco mi dà fastidio. Mi toglieva tantissimo il tempo, specialmente col rovescio, e all’inizio non riuscivo a essere padrone dello scambio, che è quello che cerco di fare contro chiunque, cercare di manovrare, costruire gioco, tessere un po’ la mia ragnatela. Il fatto di aver ottenuto una vittoria di carattere e di fisico sono due cose che mi fanno molto piacere. Sicuramente è stato un bel test superato a pieni voti”.
Quali sono gli accorgimenti che un giocatore adotta in una giornata a queste temperature? “Io non ho cambiato niente dal punto di vista tecnico, né su incordature né sulle tensioni – spiega Musetti - ; ovviamente la cosa più importante è cercare di essere sempre idratato, provando anche a rinfrescarsi un po’; la temperatura del corpo si alza parecchio, quindi bisogna cercare di abbassarla, soprattutto ai cambi campo. Inoltre, cerco di mangiare bene e dormire bene”.
La parte finale del match si è giocata con il tetto chiuso: “Faceva quasi freddo dopo che hanno chiuso il tetto – spiega - , c’era l’aria condizionata accesa, quindi è stato un grande cambio da un estremo all’altro. Anche la palla rimbalzava più bassa e credo che questo lo abbia aiutato a rimanere di più nel match, perché penso che all’inizio del quinto set lui stesse soffrendo più di me dal punto di vista fisico. Però sono riuscito a concentrarmi su me stesso, su quello che dovevo fare, restando attaccato al piano partita che avevamo preparato prima”.
Negli ottavi di finale degli Australian Open c’è tanta Italia: “Jannik ci ha abituato ad andare sempre avanti negli Slam negli ultimi anni, quindi togliamo lui un secondo – conclude il carrarino – ; c’è tanta Italia, ma non dimentichiamo anche i ragazzi che si sono fermati nei primi turni. Stiamo facendo vedere perché siamo tri-campioni di Davis! Anche il fatto di essere quasi tutti 2001-2002, quindi 23-24 anni, è molto significativo perché nei prossimi anni faremo vedere veramente la nostra maturazione completa. Mi fa piacere che Luciano abbia raggiunto gli ottavi, per lui è la prima volta a livello Slam; sono felice per lui, so quanto lavoro mette quotidianamente sul campo. Ora il derby…. bello: avremo sicuramente un italiano nei quarti e che vinca il migliore”.

Esulta con l'indice alla tempia, si porta le mani sulle orecchie. Sa che ha vinto di testa e vuole sentire tutto il calore dei tifosi, Lorenzo Musetti, che ha raggiunto per la prima volta gli ottavi di finale all'Australian Open grazie al successo 57 64 62 57 62 sul ceco Tomas Machac. "Sono felice che questa partita sia finita. Ero preparato a lottare fino alla fine, sapevamo che ci aspettava una giornata molto calda. All'inizio non trovavo ritmo nello scambio, ero lontano dal campo. Ma ho mantenuto un'ottima mentalità e grazie a una grande condizione fisica sono riuscito a girare la partita" ha detto nell'intervista a caldo dopo il match
"Nel primo set a un certo punto servivo come mia madre (ti voglio bene, mamma...) ma sono riuscito a ritrovare il mio movimento, a non andare di fretta, anche grazie a un lancio di palla più alto" ha aggiunto Musetti, terzo italiano nell'era Open con almeno un'ottavo all'attivo in tutti gli Slam dopo Jannik Sinner e Matteo Berrettini. E il decimo italiano con almeno sei presenze negli ottavi Slam dopo Sinner (18 prima della sfida con Spizzirri), Nicola Pietrangeli (16), Berrettini (10), Giuseppe Merlo (9), Fabio Fognini e Adriano Panatta (entrambi 8), Giorgio De Stefani (7); Giovanni Cucelli e Andreas Seppi (entrambi 6).
L'ultima parte del quinto set si è giocata con il tetto chiuso, quando il caldo ha raggiunto livelli di guardia secondo i parametri individuati dagli organizzatori. "Con il tetto alla fine è stato molto meglio, ma giocavamo già da quattro ore. Entrambi siamo riusciti a tenere un livello di atletismo molto alto, Tomas si muove benissimo, ho trovato un modo per batterlo ed è la cosa più importante" ha concluso Musetti.