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Dopo aver superato le qualificazioni, la tennista toscana ha piegato in tre set la Yastremska. Ora sfida la Paolini: “Ci conosciamo da sempre”
di F.P. da New York | 31 agosto 2026
Un gran sorriso, e l’inchino rivolto al pubblico che l’ha incitata a gran voce per tutto il match (e non parliamo solamente dei molti fan italiani presenti sugli spalti). Lucrezia Stefanini ha lasciato così il campo numero 7 di Flushing Meadows; per la prima volta in carriera accede al secondo turno degli US Open, e la gioia è ancor più marcata dalle modalità con cui ha piegato una avversaria ostica e potente come Dayana Yastremska.
Il fioretto, rigorosamente a due mani della 28enne toscana, contro la spada pesante della 26enne di Odessa: “Sono partita molto bene – spiega nella conferenza stampa post match - . Il secondo set mi è scivolato un pochino dalle mani: sono andata meno decisa e, contro una giocatrice come lei, che non ti dà tempo, non puoi permettertelo. Mi è salita sopra e mi sono scivolati via alcuni game. Poi sono andata in bagno, ho resettato e ho ritrovato l’energia e la spinta che avevo usato nel primo set, sono andata a prendermi i punti e così ho conquistato il set decisivo. Questa è stata la chiave della vittoria oggi”.
Lucrezia ha superato brillantemente le qualificazioni di questo Slam, e lo ha fatto senza perdere set: “È stata una settimana impegnativa, come dico sempre, le qualificazioni sono una guerra – dice - ; vince chi lotta di più, chi mette più testa, chi non molla mai. Devo dire che le ho gestite bene: ho lottato punto dopo punto e partita dopo partita, mantenendo sempre un livello molto alto. Nelle qualificazioni è sempre difficile, tutte fanno del loro meglio per superarle, per questo sono contenta di esserne uscita in quel modo”.
E così, tre anni dopo l’Australia, torna nel secondo turno di uno Slam: “Sicuramente in questi anni sono cresciuta mentalmente e ho fatto più esperienze – spiega - . È sempre una bellissima emozione, è sempre bello giocare gli Slam e riuscire ad andare avanti. Penso di avere un po’ più di consapevolezza dei miei mezzi e del mio gioco; il tennis è imprevedibile, però penso di poter continuare a fare bene”.
Ora un derby, la sfida più suggestiva contro la numero 1 d’Italia Jasmine Paolini: “Proverò ad approcciarla come tutte le altre partite – dice - . Siamo entrambe italiane, veniamo dalla stessa regione e siamo anche un po’ cresciute insieme: ho delle foto di noi due insieme quando eravamo piccole. È bello vedere il percorso fatto, però cercherò di pensare solo a giocare e a fare il massimo. Sarà sicuramente una bella partita”.
I precedenti sono datati, ma le due in questa stagione hanno condiviso l’esperienza di Billie Jean King Cup a Velletri: “Ci siamo affrontate molti anni fa a Courmayeur ma qualche mese fa ci siamo allenate insieme a Velletri – ricorda - ; siamo due ragazze bassine che prendono il tempo. Lei taglia bene il campo, ha fondamentali potenti e si muove molto bene. Sarà una partita tra chi riuscirà a prendere prima il tempo”.
Nel corso di questo US Open si è parlato spesso del rovescio ad una mano, sempre più raro nel circuito; Lucrezia è ancora più un ‘panda’ in questo senso, solo lei, infatti, gioca sia dritto sia rovescio a due mani: “Ho iniziato quando ero più piccola – racconta - ; mio fratello giocava e io usavo la sua racchetta, che per me era pesante. Mio padre mi disse: ‘prendila con due mani, poi la staccherai più avanti’. Quando ho iniziato a giocare i tornei junior e ho iniziato a vincere qualche partita, non ho più cambiato. Negli anni il mio gioco si è evoluto molto e l’ho perfezionato: spesso, in allungo, stacco una mano per cercare più lunghezza. E’ iniziata così, anche se poi c’è stato un percorso molto lungo dietro”.
La sua giornata magica a Flushing Meadows è terminata, l’azzurra a breve tornerà in città; il tragitto che dal Queen’s la riporterà al suo hotel a Manhattan toglie il fiato: “New York è magica – conclude - . È molto caotica, e a volte stancante, però mi piace. Ovunque ti giri è pieno di gente e non è facile conservare le energie e restare concentrati sul torneo, però New York è magica e quando vedi lo skyline di sera è bellissimo”.