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Jasmine produce una prestazione straordinaria con la Sakkari e torna negli ottavi in uno Slam dopo oltre un anno. Lunedì affronterà la filippina Eala
di Francesca Paoletti, da Wimbledon | 04 luglio 2026
“Ho la sensazione che quando sto così, mentalmente e fisicamente, le cose buone possono arrivare”. Jasmine Paolini è legittimamente soddisfatta; la sua prestazione contro Maria Sakkari, sul campo numero 3 dell’All England Club, è di certo la migliore degli ultimi mesi. La greca è stata sopraffatta dal tennis preciso e vivace dell’azzurra, incapace di trovare risposte o anche solo di imbastire una reazione: “Credo di aver giocato davvero bene – Jasmine analizza così il match con la Sakkari -. Ho commesso pochi errori, è stata una partita molto buona da parte mia. Alla vigilia di questo torneo non ci pensavo molto alla seconda settimana, agli ottavi: ero molto concentrata sul primo turno, che già mi sembrava difficile. Vengo da mesi complicati e la settimana scorsa a Eastbourne non ho giocato una buona partita. Quindi ero molto focalizzata sulla prima, che secondo me poteva essere una sfida ostica. Siamo arrivati a tre partite: sono contenta, sono state tre belle vittorie, diverse tra loro”.
La tennista toscana ripercorre le settimane difficili vissute dopo Parigi: “Negli ultimi mesi ho avuto una piccola crisi di fiducia e questo non mi ha aiutato a esprimermi in campo. Dopo il Roland Garros ho dovuto fermarmi un po’ per recuperare da un infortunio – racconta - . Sono arrivata qui senza troppe aspettative e per questo sono felice di come ho giocato queste tre partite. Sono riuscita ad esprimermi al meglio nei punti importanti, ho fatto pochissimi errori, ero presente mentalmente e mi sono divertita. Quando sei una tennista e giochi in questo modo, è davvero una bellissima sensazione”.
Jasmine e il suo marchio di fabbrica, il sorriso finalmente tornato splendente: “E se non sorrido oggi… – dice ridendo - ; cerco di giocare con gioia e quando non lo faccio, il mio gioco fatica un po’. Credo che la chiave oggi, e anche nelle ultime due partite, sia stata restare positiva indipendentemente dal punteggio. Punto dopo punto, game dopo game, essere più fiduciosa nel mio gioco. Quella sensazione di essere sempre lì, sempre concentrata a prescindere dal punteggio, mi rende più rilassata in campo e anche più lucida su ciò che devo fare tatticamente e tecnicamente”.
“Ho la sensazione – prosegue - che quando sto così, mentalmente e fisicamente, le cose buone possono arrivare. Possono anche non arrivare, perché ci sono le avversarie e non tutti i giorni sono uguali, ma oggi è stato un giorno particolarmente positivo. Questo è il modo giusto di stare in campo e farò il possibile per mantenere questo atteggiamento. Se riesco a tenerlo, so che le opportunità potranno arrivare; se non mantengo questo livello, questo atteggiamento, diventa tutto più difficile. L’obiettivo sarà scendere in campo con questo mood, con questo focus, e poi il resto verrà di conseguenza”.
Negli ottavi di finale Jasmine affronterà Alex Eala, capace di eliminare la campionessa uscente Iga Swiatek: “Ho visto un po’ del suo ultimo game – dice - . Penso che il suo gioco si adatti molto bene all’erba: ha mostrato un grande livello anche a Berlino. Inoltre, è in fiducia, e questo la rende molto pericolosa”.
Jasmine e la filippina si sono affrontate una sola volta, a Dubai lo scorso febbraio e fu un successo in due set della Eala: “È positivo averla già affrontata una volta - ricorda Jas - , qui però è un’altra superficie e sono passati già cinque-sei mesi. Sta giocando alla grande e ha sempre un grande pubblico che la segue; poco fa sul ponte gridavano ‘Alex, Alex’. È molto bello per il nostro sport coinvolgere più persone in tutto il mondo. Credo che lei sia una giovane stella del nostro sport, e il pubblico la inciterà ad ogni punto. Ma questo è lo sport: mi piace giocare in questo tipo di situazioni e, sinceramente, spero che ci siano anche molti italiani sugli spalti…”.
Jasmine ha concludo la conferenza tornando sulle motivazioni che l’hanno portata a ritirarsi dal doppio: “Avevo bisogno di un giorno in più per recuperare. Negli ultimi mesi il piede è stato un problema e il mio corpo ha faticato un po’. Ieri ne abbiamo parlato con il mio team e con Sara: è stata la decisione migliore anche se è stata difficile, perché al doppio tengo molto, ma era la scelta giusta per oggi”.