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Cobolli, vittoria in due tempi: “Non mi era mai accaduto, ho gestito bene la situazione”

Dopo l’interruzione di ieri sera per oscurità, l’azzurro ha battuto Navone al quarto set. Nel prossimo turno se la vedrà con l’australiano Duckworth

di | 01 luglio 2026

L'esultanza di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

L'esultanza di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

“Non è facile tornare in campo e giocare il giorno dopo: era la prima volta che mi succedeva…”. Flavio Cobolli è estremamente soddisfatto del modo in cui ha gestito la vittoria in due tempi sull’argentino Navone nel primo turno di Wimbledon 2026.

Dopo la sospensione per oscurità di ieri sera, oggi il tennista romano ha giocato un set superando con personalità più di qualche difficoltà (sotto forma di ben sei set point a disposizione dell’avversario). “Oggi il livello è stato un po’ più alto rispetto a ieri – la sua analisi del match - , ho salvato molti set point e penso che questo tipo di situazioni possano aiutarmi per il prossimo turno, per il mio tennis, per il feeling con la palla e con il campo. Non ho giocato molto sull’erba, quindi ho bisogno di tempo, e questo primo turno mi ha dato un’altra chance di giocare in questo torneo fantastico. Sono davvero felice di avere un’altra opportunità qui a Wimbledon”.

Un match in due tempi, per Cobolli si trattava della prima volta: “Ho dormito bene – ha spiegato - , non ero nervoso, non ero teso, ero solo ansioso di giocare. È come se perdessi un po’ l’opportunità di riposarti, ma questo è ciò che ti spinge a voler finire il prima possibile, ovviamente sperando di chiudere con una vittoria.  Le partite sono lunghe e faticose, anche se gli scambi sono leggermente più brevi rispetto alla terra, devi stare molto basso, il corpo ne risente, e riposare un giorno intero è importantissimo. Ho avuto la fortuna di vincere e credo di aver recuperato al meglio oggi, quindi sono sicuramente pronto per domani”.

Un recupero di diritto in allungo di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

Un recupero di diritto in allungo di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

I sei set point annullati al suo avversario hanno esaltato le qualità di agonista di Flavio: “Credo sia una qualità abbastanza innata – spiega - ; l’adrenalina che mi dà la competizione non si allena: molti la allenano, ma io non ne ho bisogno, perché sono già molto competitivo di mio. Cerco sempre di trovare il modo di vincere o almeno di mettere in difficoltà l’avversario. Oggi si trattava più di ‘sopravvivere’, come ho detto anche al team: cerchiamo di sopravvivere a queste partite, poi il campo si ‘allenta’ e io posso avere più benefici con il mio gioco. Anche domani l’obiettivo sarà di lottare fino all’ultimo punto, per avere altre opportunità di giocare”.

“Abbiamo visto molte teste di serie uscite al primo turno e tante che hanno vinto solo al quinto set – aggiunge - . Molti giocatori hanno fatto fatica, ed è normale: sull’erba giochiamo pochissimo, il calendario è stretto. C’è poco tempo per capirla, allenarsi e gestire una superficie che non è uguale alle altre. Ci sono giocatori adatti all’erba, che sembrano non aver bisogno di allenamento, e altri che hanno bisogno di più tempo: io forse sono uno di quelli. Quest’anno l’erba è piuttosto lenta, quindi tutti possono giocare bene”.

Un anno fa a Church Road il tennista azzurro aveva centrato, per la prima volta in carriera, i quarti di finale in uno Slam. 365 giorni che hanno cambiato fortemente il corso della sua carriera: “Rispetto allo scorso anno penso di essere salito di livello un po’ su tutti gli aspetti del mio gioco. Credo che il mio rovescio in slice sia diventato un’arma in più che posso usare: oggi l’ho usato e abbiamo lavorato molto su volée e slice. È una zona del gioco che prima non sfruttavo, ora mi sento piuttosto a mio agio”.

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Cobolli è tornato indietro di qualche settimana, alle emozioni di Parigi e al post finale: “Io mi sento sempre lo stesso – dice deciso - , la ‘fortuna’ di aver fatto finale in uno Slam, che è il sogno di tutti, la percepisco negli altri giocatori: è come se mi guardassero con una faccia che dice ‘anch’io vorrei fare una finale Slam’. È esattamente quello che pensavo anch’io quando guardavo i finalisti di uno Slam. Ora devo solo capire come gestire meglio questa cosa: non ho avuto tantissimo tempo per metabolizzare quello che è successo e sono in una fase in cui ho bisogno di capire meglio dove sono arrivato e cosa sto facendo, ma questo mi dà tantissima carica per scendere in campo. Credo che adesso tutti mi guardino con un occhio diverso, ed è importante per me e per le partite”.

“Quella sera – racconta l’aneddoto della sera della finale, già raccontato nei giorni scorsi da Zverev - ho fatto la classica cena con i miei amici e tutto il team, poi ci siamo un po’ separati: gli adulti sono andati a letto e noi siamo andati a festeggiare. È stata una bella settimana, un risultato molto importante, e ci siamo ritrovati in un locale dove abbiamo fatto festa. Ci siamo sentiti con Sasha, ma credo che il telefono scarico fosse il suo… - dice sorridendo - . Ci siamo risentiti il giorno dopo per farci di nuovo i complimenti e poi ci siamo rivisti a Halle. Penso sia stata una bella serata anche la sua”.

Nel secondo turno Cobolli affronterà l’australiano James Duckworth: “Lo conosco bene – conclude - : l’ultima volta ci ho perso e sono sicuro che mi metterà in difficoltà, è molto forte. È uno di quei giocatori che, secondo me, non ha bisogno di allenarsi molto per giocare bene qui. Io fisicamente sto bene e cercherò di portare la partita in quella zona dove posso far valere il mio gioco”.

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