Chiudi
Una sconfitta dura da mandare giù per Cobolli quella rimediata in tre set dalla wild card britannica Fery nei quarti di Wimbledon
di Francesca Paoletti, da Wimbledon | 08 luglio 2026
Essere il grande favorito in una sfida - per classifica, palmares o altro - puo rivelarsi un boomerang pericolosissimo. Se n'è accorto Flavio Cobolli, sconfitto in tre set con tanto di "bagel" da parte del britannico Arthur Fery nei quarti a Wimbledon. "Non so cosa dire adesso. Sono molto triste e deluso per la partita che ho appena giocato - ha detto il 24enne romano commentando la sua prestazione -. Credo di non aver giocato bene fin dal primo punto e sentivo che il gioco di Arthur si adattava molto bene al mio. Forse ero un po’ nervoso, forse ho sentito una pressione che di solito non avverto; giocare un quarto di finale contro un ragazzo che ha già disputato una maratona, con una classifica più bassa della mia, mi ha fatto percepire la giornata come una grande occasione. Anche in Australia avevo avuto la sensazione che il suo livello non fosse quello di un giocatore fuori dalla top 100. Ora salirà al numero 36… se lo merita. Ha sempre giocato un gran tennis fin da quando era giovane e oggi di sicuro ha giocato alla grande. Dall’altra parte, sentivo che non era la mia giornata e può succedere ma resta il fatto che è un quarto di finale in uno Slam, quindi sono comunque contento.
"Nel secondo set pensavo di averla riaperta - ha aggiunto -, ma quel game sul 2 1 l’ho giocato male e questo mi ha tolto un po’ di convinzione. Quando non senti di avere chance e non riesci a brekkare, o a fare qualcosa che cambi l’inerzia, la partita non gira. Non sono riuscito a farlo e quindi è difficile cambiare le cose quando senti che non puoi fare molto".
E' il momento dei bilanci e dei programmi: "Forse stanotte non dormirò benissimo, anche perché ho il volo molto presto: l’ho già prenotato e voglio tornare a casa il più rapidamente possibile - ha sottolineato -. Da domani però resetterò la mente, mi prenderò due giorni di pausa con la mia ragazza, così sarà più facile dimenticare questa sconfitta. Resta il fatto che sono un quarterfinalist in uno Slam e devo essere fiero di me stesso. Probabilmente tra cinque minuti sarò là dentro a ridere con tutti gli amici che sono venuti a vedermi giocare ma al momento mi dispiace moltissimo perché sentivo di avere una chance per fare qualcosa di ancora più speciale di quello che mi sento di avere già fatto. Devo essere più contento che dispiaciuto: ovviamente sono molto deluso, ma allo stesso tempo sono fiero di come sono arrivato fin qui".
"Parlando con il mio team prima del torneo, ero davvero dubbioso di poter scendere in campo e avere un livello da grande Slam - ha aggiunto -: pensavo di non aver fatto le cose giuste per arrivare qui, e invece è stato esattamente il contrario. Probabilmente oggi è arrivata anche un po’ di stanchezza, e questo ha pesato sulla partita. Probabilmente gestisco ancora in modo sbagliato le partite in cui mi vedo favorito, o in cui tutti vedono favorito me. Oggi era una partita molto importante, un quarto di finale di Slam, da favorito: non avrei mai immaginato, a inizio anno, di giocare un quarto di finale così tanto da favorito. Quindi probabilmente è stato anche quello. Bisogna imparare a gestire queste situazioni, è importante cambiare questo modo di vedere le cose".
Durante il match c'è stato qualche scambio di battute, a volte anche un po' acceso con il suo box: "È un aspetto che devo migliorare - ha ammesso Cobolli -. Non perché mi tolga energia, ma sicuramente perché carica di più l’avversario e ammutolisce un po’ il mio box. Mi sentivo in difficoltà, mi sentivo un po’ solo su un campo del genere e sentivo il bisogno di un po’ di aiuto. La prima persona a cui mi rivolgo, per come sono abituato, è mio padre: alla fine gli dico un po’ troppo, più di quanto merita, ma quando sono impotente in campo mi sento male".