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Il finalista del Roland Garros ha battuto l’australiano Duckworth in quattro set e nel prossimo turno affronterà Khachanov
di Francesca Paoletti, da Wimbledon | 02 luglio 2026
Il Theatre, la sala conferenze principale dell’All England Club parla solo italiano nel tardo pomeriggio di questo Day 4 di Wimbledon. Prima Matteo Berrettini, poi Flavio Cobolli; due volti felici e soddisfatti che raccontano due vittorie affatto scontate, contro avversari molto temibili su questa superficie: “Penso di essere stato molto bravo – il numero 10 del mondo analizza così il match con Duckworth - perché non erano due partite scontate, soprattutto quella di oggi. Credo che sia stata una prova veramente dura. Anche il team mi ha detto che oggi alla fine sono stato anche abbastanza fortunato, me la sono cavata per un pelo. La partita poteva mettersi molto male. Poi però sono stato bravo perché ogni giorno lotto contro me stesso, con le aspettative e le pressioni. Per me sono benzina per il mio tennis. Nella vita reale non amo stare al centro dell'attenzione ma in un campo da tennis mi piace. Sono contento che ci sia il mio nome sulla bocca degli altri giocatori".
Sia Matteo sia Flavio sono maturati come tennisti anche grazie al processo di accettazione delle difficoltà che ogni giorno questo sport ti presenta: “Devi accettare quello che hai quel giorno – dice Cobolli - , lotta con quello e divertiti. Uno vorrebbe essere sempre al meglio, ma con la nostra vita è molto difficile, in 365 giorni forse solo in 8 di questi mi sono sentito al 100%. Ogni giorno lotti con dolori e con fastidi. Ormai siamo abituati. E se stai al 100% è perché magari delle volte significa che non hai dato tutto te stesso. Io preferisco sempre avere dei fastidi, paradossalmente vuol dire che sto bene”.
La crescita di Cobolli passa anche per la capacità di vincere spesso i tie-break, e più in generale i punti cruciali di un match: “Su questa superficie è difficile vincere 6-1 6-1 6-1 – dice - . E' più importante come arrivi al tie-break,; poi lì mi piace tirare fuori l'istinto, trovare la giocata nel punto importante. Io non mi freno. Tanti giocatori magari hanno questo problema mentre a me piace. Credo di esprimere meglio il mio tennis nei momenti cruciali. I tie-break lo sono. Hai poco tempo per dimostrare e devi farlo. Se li vinci è perché sei stato bravo e oggi sono stato bravo. Si gioca sempre su pochi punti e devi tirare fuori il meglio lì. Sono delle cose che non si allenano più di tanto, un po' innate: io i punti importanti riesco a giocarli sempre bene. E' una mia caratteristica, sento di potermi vantare di questo”.
Nel prossimo turno affronterà il russo Karen Khachanov: “E' un giocatore importante – conclude - . Alto, serve bene, tira forte. Su questa superficie è molto pericoloso. Però io sto giocando bene e fisicamente sono pronto. Poco fa ci siamo visti nell'ice-bath e abbiamo parlato un po'. Ci siamo anche già mandati a…. , si scherza eh”, dice ridendo, mentre esce dalla sala conferenze principale e per questa sera saluta l'All England Club.