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"Ho deciso di intraprendere la carriera professionistica a 17 anni, ed è stato quello il momento in cui ho iniziato a credere di poter fare bene. Ovviamente non sapevo fin dove sarei potuta arrivare" ha detto dopo la vittoria su Qinwen Zheng ai quarti dello US Open
09 settembre 2026
Elena Rybakina ha temuto di non poter giocare lo US Open per un infortunio alla caviglia sinistra. Non solo è potuta scendere in campo, ma è arrivata in semifinale e questo le garantisce di essere da lunedì la nuova numero 1 del mondo, la trentesima da quando esiste il ranking computerizzato nel circuito WTA, introdotto nel 1975.
"Significa molto per me. E' un grande traguardo, ma penso che lo potrò apprezzare di più a fine carriera" ha ammesso in conferenza stampa dopo il successo nei quarti di finale contro la cinese Qinwen Zheng.
Da bambina, ha raccontato la kazaka, che al termine dello US Open scavalcherà Aryna Sabalenka al vertice del ranking WTA, "non avevo mai pensato che sarei diventata una professionista o che avrei giocato addirittura tornei di questo livello, sui palcoscenici più importanti. Ho deciso di intraprendere la carriera professionistica a 17 anni, ed è stato quello il momento in cui ho iniziato a credere di poter fare bene. Ovviamente non sapevo fin dove sarei potuta arrivare. Quando ero piccola mi divertivo semplicemente a giocare a tennis dopo la scuola".
Con questo risultato ha scritto un prestigioso capitolo di storia per sé e per il Kazakistan, che mai aveva espresso una numero 1 del mondo. "Sono molto orgogliosa di rappresentare il Kazakistan. Ogni volta che torno ci torno, indipendentemente dalla città in cui vado, ci sono sempre tantissimi bambini. Ora giocano a tennis e sempre più persone frequentano i centri e le strutture dedicate al tennis. È semplicemente incredibile vedere quanti giovani ti prendano come punto di riferimento e questo dimostra che tutto è possibile se ci credi e lavori duramente" ha detto Rybakina.
Nelle ultime 52 settimane, ha alimetato questo sogno, e la lunga rincorsa su Aryna Sabalenka, con una costanza di rendimento con pochi eguali nel circuito WTA. Dallo scorso US Open, ha vinto 62 partite, più di chiunque altra: al secondo posto in questa classifica c'è Jessica Pegula (61), avversaria in semifinale di Aryna Sabalenka. Inoltre ha raggiunto sei finali, primato condiviso con la stessa Pegula, e vinto più titoli di tutte, quattro, a Ningbo e alle WTA Finals nel 2025, all'Australian Open e a Stoccarda nel 2026.
Nelle ultime 52 settimane ha sconfitto 16 giocatrici in Top 10, sei in più di qualsiasi altra tennista. E in carriera ha battuto nove volte una numero 1 del mondo in carica. Solo Gabriela Sabatini, con 10 vittorie, ha fatto meglio di lei prima di raggiungere per la prima volta la vetta della classifica.
Questo traguardo, comunque, non può farle dimenticare che è ancora in corsa per vincere il terzo titolo Slam in carriera. "Alla fine pensi soprattutto ai titoli, e sono contenta di averne già due negli Slam. Cercherò di fare del mio meglio per vincere qui. Se non ci riuscirò, ovviamente avrò altre occasioni".
Un'esultanza di Elena Rybakina (foto Getty Images)
In semifinale incontrerà Coco Gauff, che ha sconfitto in rimonta, dopo essere stata in più di un'occasione sull'orlo del pianto, Mirra Andreeva. "Mi aspetto che molte persone facciano il tifo per lei. È normale. Ci siamo allenate insieme molte volte. Abbiamo giocato anche recentemente, quindi ci conosciamo - ha detto - Devo semplicemente rimanere aggressiva e cercare di non permettere alle mie emozioni di condizionare il mio gioco".