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Accanto alla più nota Eala si mettono in mostra una indonesiana e due thailandesi che scrivo una pagina nuova per il tennis globale e per le donne con la racchetta di un’intera regione
di Vincenzo Martucci | 01 luglio 2026
L’indonesiana Janice Tjen, la filippina Alexandra Eala e le thailandesi Mananchaya Sawangkaew e Lanlana Tararudee: quattro giocatrici provenienti da nazioni del Sud-est asiatico hanno superato il primo turno a Wimbledon, segnando un momento storico per il tennis della regione e globale. Hanno rotto barriere fisiche e culturali, dimostrando che i campioni possono arrivare da ogni parte del mondo e hanno dato ragione ai formidabili pionieri.
Il primo fu Khoo Sin Kie, cinese, che nella prima metà del 900, giocò ottimi tornei prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dopo di lui, Gem Ho A Hing, una cinese di origini britanniche, alta solo 1,46 metri, fece innamorare il Re Gustavo di Svezia negli anni 50. Molto tempo dopo, due leggende hanno Ispirato un intero continente: Michael Chang, statunitense di genitori emigrati da Taiwan che nel 1989, a soli 17 anni, conquistò il Roland Garros, diventando l’idolo di tantissimi giovani atleti in tutto l’Oriente; Li Na, vera star cinese, si aggiudicò il Roland Garros nel 2011 e gli Australian Open nel 2014, diventando la prima giocatrice asiatica a vincere uno Slam, aprendo le porte a una nuova generazione di professionisti; Kei Nishikori è stato Il primo giapponese e asiatico a raggiungere una finale del Grande Slam (US Open 2014) entrando nella top 5 mondiale da sud est asiatico.
Torniamo agli eroi moderni che, da Wimbledon, possono rilanciare ulteriormente il tennis di quel mondo immenso che, finora, non ha prodotto tantissimo. La Thailandia celebra l’ascesa di Sawangkaew e Tararudee, che per la prima volta, era Open, hanno raggiunto il secondo turno dello stesso Slam, un risultato impreziosito dal successo dell’indonesiana Tjen, cui s’aggiunge la più nota filippina Eala, già accreditata dalla testa di serie numero 29 e semifinalista a Berlino.
Che oggi fa da megafono a tutta la regione: "E’ davvero bello vedere che ci sono ben quattro donne nel tabellone principale: io, Janice, Ma e Lanlana. E’ un momento fantastico per lo sport femminile per tutto il nostro tennis e per il tennis femminile in particolare: sono davvero felice di farne parte”.
Lanlana Tararudee (Getty Images)
Agli Australian Open di gennaio, Tjen (24 anni, numero 42 del mondo) era stata l’unica del quartetto a passare il primo turno, battendo Leylah Fernandez. Cresciuta nel sistema universitario statunitense, ha ripetuto l’impresa a Wimbledon ottenendo un altro successo in due set contro Fernandez, interrompendo una serie di quattro sconfitte consecutive sull’erba e regalando alla ventiquattrenne una vittoria scaccia-crisi, dopo aver perso 13 delle 16 precedenti partite. Anche se ora trova la strada sbarrata dalla naturalizzata australiana Daria Kasatkina. Tuttavia, sono state le vittorie di Sawangkaew (23 anni, 164 del mondo) e Tararudee (21 il 7 luglio, numero 99) a destare forse maggiore interesse nel nome di Tamarine Tanasugarn (quarti nel tabellone maggiore 2008, e poi al quarto turno in altre sei occasioni) e Noppawan Lertcheewakarn (campionessa juniores 2009), le pioniere del tennis thai.
“Mi hanno mandato dei messaggi di congratulazioni. Tamarine, in particolare, mi ha scritto qualcosa tipo: “Congratulazioni e goditi l’erba. Sono rimasta sorpresa che mi abbia scritto, è davvero gentile con me”, ha rivelato Sawangkaew, per tutti “Mai”, anche lei transitata per le università Usa che, dopo sei mesi di forzato stop l’anno scorso per problemi alla schiena e dopo essere passata alla storia come seconda thailandese a vincere un match at Wimbledon da Luksika Kumkhum nel 2018 (battendo peraltro il talento Lilli Tagger), è attesa ora al delicato confronto con Alycia Parks. Anche se il potenziale maggiore e più ampi margini di progresso ce l’ha Tararudee, che è entrata tra le top 100 giocatrici dopo aver iniziato il 2026 da 131, giocando principalmente nel circuito WTA 125 e nei tornei ITF W 100, a marzo ha conquistato il titolo più importante nel 125 di Austin, battendo in finale Bianca Andreescu, campionessa degli US Open 2019 ed ex numero 4 del mondo e poi superando le qualificazioni agli Australian Open e ad Indian Wells. Anche se la ribalta di Wimbledon la mette ancor più sotto i riflettori anche se incrocia Ekaterina Alexandrova.