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Djokovic: "Sinner spaccava la palla già a 13 anni, contento di averlo ispirato"

Così Novak Djokovic raccontava il suo primo incontro con Jannik Sinner e le affinità nello stile di gioco

di | 09 luglio 2026

Novak Djokovic (Getty Images)

Novak Djokovic (Getty Images)

Per la quarta volta in cinque anni, Jannik Sinner e Novak Djokovic si scontrano a Wimbledon. E per la terza volta in quattro anni, in palio ci sarà un posto nella finale del torneo sull'erba più prestigioso del mondo. Venerdì il numero 1 del mondo proverà a fermare la corsa del serbo, numero 1 del mondo per 428 settimane in carriera, record nell'era del ranking ATP computerizzato, verso il 25º titolo del Grande Slam all'età di 39 anni.

Nessuno dei due giocatori ha espresso finora il suo miglior tennis. Sinner è stato in svantaggio due set a uno nel primo match contro il serbo Miomir Kecmanovic; Djokovic ha avuto bisogno di quattro set in tre dei primi quattro turni prima di superare Félix Auger-Aliassime nel più lungo quarto di finale di sempre a Wimbledon.

Nel 2026 Sinner ha vinto tutti i cinque Masters 1000 disputati finora, come nessuno era mai riuscito a fare. Agli InternazionaliBNL d'Italia ha eguagliato il primato di Djokovic diventando il secondo giocatore ad averli vinti tutti almeno una volta dal 1990, quando sono stati introdotti in calendario. E' il più titolato del 2026 nel circuito maggiore, ma non ha ancora vinto Slam. E nell'ultima sfida contro Novak Djokovic, nella semifinale dell'Australian Open, ha perso in cinque set.

Sinner, primo campione italiano a Wimbledon, ha ammesso di essersi ispirato a Djokovic. "E' il principale giocatore a cui guardo, cercando di fare un paio di cose come lui" ha detto l'anno scorso.

"Ho influenzato Sinner? Sono contento. Ricordo la prima volta che abbiamo palleggiato insieme: aveva 13 anni, o forse 14, e già spaccava la palla" diceva Novak Djokovic, che ha superato Roger Federer diventando il giocatore con più partite vinte a Wimbledon, ha ricordato così le parole dell'attuale numero 1 del mondo. Un concetto, peraltro, che aveva espresso già dopo la finale del Masters 1000 di Shanghai 2024, vinta da Sinner. "Jannik mi ricorda come ero io" disse allora il serbo.

Il primo incontro con Sinner è rimasto impresso al serbo. L'azzurro era allora un adolescente alto e magro con una lunga chioma di capelli rossi. "Era un po' come me, ora è più alto di me ma sono sempre stato magro anche da giovane - ha detto Djokovic - Ricordo che già allora colpiva la palla con grande potenza. Si vedeva già che aveva un tempismo eccezionale, una buona velocità nei colpi".

Sinner vs Djokovic, i precedenti

Sinner vs Djokovic, i precedenti

Di un altro incontro, datato 3 dicembre 2017, ha un ricordo netto Craig O'Shannessy, pioniere della match analysis nel tennis, che allora lavorava nello staff del serbo e sarebbe poi diventato consulente della Federazione Italiana Tennis e Padel. Nel suo blog ha raccontato così il suo primo incontro con Sinner. "Novak non toccava una palla da mesi, quel giorno era domenica echiese di allenarsi con due junior. Noi intanto lo filmavamo e verificavamo le sue condizioni. Uno di quei due ragazzi aveva capelli rossi sottili e lunghi, un cappellino blu e una camicia gialla, sembrava dovesse andare in spiaggia. Sì, sto parlando proprio di Jannik Sinner. Aveva dei colpi allo stesso tempo morbidi ed esplosivi". 

Da allora molto è cambiato. "Il lavoro che ha fatto con il suo team negli ultimi anni è stato eccezionale, in termini di miglioramento. Veramente: servizio, movimento, precisione. Tutti parlano della velocità dei suoi colpi, ma il tempismo è incredibile - spiegava prima della semifinale di Wimbledon di 12 mesi fa. Credo che abbia ridotto il numero di errori gratuiti che commetteva nei primi anni della sua carriera, e ora è semplicemente molto preciso e mette costantemente pressione all’avversario, perché gioca molto veloce. Quindi sì, sono felice di aver potuto influenzarlo positivamente, spero, come qualcuno a cui si è ispirato in termini di gioco. È fantastico vedere il suo percorso, vedere quanto è diventato forte, una forza dominante nel tennis maschile".

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