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Cobolli, concreto e brillante: “Orgoglioso della mia prestazione, e quel tweener...”

Per il tennista romano si tratta della terza volta consecutiva nel terzo turno degli US Open. Ora troverà il belga Alexander Blockx

| 04 settembre 2026

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A fine match, nell’intervista a caldo di SuperTennis, si è dato solamente un 7 meno. Eppure i boati provenienti dalla GrandStand Arena, a metà pomeriggio, raccontavano tutta un’altra storia; nei quattro set contro l’australiano Schoolkate, Flavio Cobolli ha alternato la solita straordinaria solidità a colpi brillanti, per di più in un match complicato contro un avversario che può essere davvero pericoloso su queste superfici.

È un qualificato – spiega l’azzurro nella conferenza stampa tenutasi nella ‘main conference room’ di Flushing Meadows -, e qualificarsi in uno Slam oggi è veramente molto difficile. Ha fatto buone partite e ha vinto anche un turno in tabellone; quindi, arrivava qui con grande scioltezza e senza molto da perdere. Secondo me ha giocato un primo set di alto livello e poteva starci, poi sono andato in bagno e, come sempre, ho cercato di resettare e di dirmi di continuare così. Credo comunque di aver fatto un buon primo set: ho soltanto perso il servizio in maniera un po’ stupida, ma lui ha giocato meglio di me. Sono contento di come ho reagito, ma non deve essere un alibi; il tennis si sta avvicinando sempre di più, tanto di cappello ai giocatori che riescono a esprimere questo livello anche con una classifica più bassa”.

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Il match è andato in scena nelle ore più calde del pomeriggio:Penso di aver giocato a un buon livello oggi – prosegue - . Sono contento della mia prestazione e di come ho gestito tutte le situazioni. Faceva davvero molto caldo ed era molto difficile giocare; sono davvero orgoglioso della mia prestazione”.

Il primo match aveva messo il tennista romano davanti a grandi difficoltà, ma come spesso accade, quelle sensazioni sono tornate utili oggi: “Ho giocato molte ore nel primo match e questo mi ha dato tanta fiducia. Anche perché ho vinto dopo essere stato sotto di due set: credo mi abbia aiutato molto a livello tennistico e di fiducia, forse meno dal punto di vista fisico. Oggi, però, stavo molto bene anche fisicamente”.

Il boato più clamoroso è arrivato con un suo tweener, già di diritto in lizza per il premio di ‘colpo del torneo’: “Dovevo fare qualcosa, perché la palla arrivava molto veloce e non ero preparato. Ho pensato che potesse essere l’occasione per trovare un vincente con il tweener e ci ho provato. E mi è andata bene. Credo di non averlo mai provato in partita, forse un paio di volte, oggi è stata la terza e vedere la palla cadere sulla riga è stato davvero bello. Credo che non lo riproverò nelle prossime partite, ma ci lavorerò in allenamento, perché potrebbe aiutare il mio gioco”.

Cobolli è testa di serie numero 5 in questo torneo, e la pressione - mai come da queste parti - è un privilegio: “Questo non è un torneo normale ci vuole tanto tempo per trovare il miglior tennis; la pressione c’è sempre ma qui ho sempre in mente di poter recuperare, di poter avere la mia chance. Quando sono in campo mi sento più a mio agio, mi sento più Flavio. Non sento molta pressione, perché mi piace competere e fare queste battaglie. Fuori dal campo, invece, a volte sento un po’ di pressione per quello che voglio raggiungere e per ciò che voglio fare nel mio futuro. So che questa pressione c’è, ma non deve togliermi energia: deve essere come un’amica”.

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Flavio analizza il suo gioco: “Credo di essere un grande difensore, ma penso di esprimermi al meglio quando attacco. Il mio gioco è più improntato sul fare male all’avversario e sul girarmi di dritto. Quando posso, cerco di mettere in difficoltà gli avversari con questo colpo e di prendere il campo il più possibile, fino a togliere il fiato”.

Nel terzo turno a New York affronterà il belga Alexander Blockx, affrontato appena due settimane fa a Cincinnati: “È un giocatore fortissimo – spiega - . Dovrò tenere il livello più alto possibile per tanto tempo, perché è molto fisico, anche se è molto alto. Dovrò esprimere il mio miglior tennis per riuscire a batterlo. Ha avuto due partite abbastanza difficili, ha giocato poco. Sicuramente io sono leggermente più stanco, però credo che avrò il tempo per recuperare ed essere al cento per cento per sabato”.

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Flavio scherza con un cronista americano: “Com’è viaggiare con mio fratello? Prossima domanda…”. Ma poi si fa serio: “E’ molto bello – conclude parlando del grande rapporto che lo lega a Guglielmo - , è sempre con me. Gli piace questa vita; non gli piace fare il tennista, perché dovrebbe lavorare, gli piace piuttosto stare fuori dal campo ed essere il mio primo amico. E’ una delle persone più importanti della mia vita, abbiamo un bel rapporto ed è molto importante per me averlo in panchina e nel circuito. Naturalmente, adesso che comincia l’Università, potrà viaggiare un po’ meno, ma quando lo farà sarà una cosa molto bella”. 

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