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"Siamo venuti qui senza aspettative" ammette il murciano, che ha raggiunto i quarti per la quinta volta in sei partecipazioni allo US Open. Segui il torneo in diretta e in chiaro su SuperTennis
Alessandro Mastroluca | 07 settembre 2026
Carlos Alcaraz non si ferma. Battendo 64 63 64 Tommy Paul, il numero 3 del mondo è ai quarti di finale per la quinta volta in sei partecipazioni allo US Open e allungato a 18 la sua serie di vittorie consecutive negli Slam. "Mi sento bene, stiamo facendo le cose giuste. Siamo venuti senza aspettative, per goderci la competizione. Credo di aver giocato quattro partite meravigliose, ce le siamo godute al massimo. Ho sensazioni molto positive" ha detto a SuperTennis.
Rientrato in campo a Flushing Meadows dopo quattro mesi, nel suo primo match ha sconfitto Safiullin, diventando il secondo giocatore nell’era Open a ottenere almeno 25 vittorie nelle prime 28 partite disputate agli US Open, dopo McEnroe (26-2). Successivamente ha battuto Faria per 4-6, 6-0, 6-3, 6-2 al secondo turno e Wu per 6-3, 6-4, 6-1 al terzo. Con il successo su Paul è diventato il quinto giocatore ancora in attività a raggiungere almeno 15 quarti di finale nei tornei del Grande Slam, dopo Djokovic (66), Wawrinka (18), Zverev (18) e Sinner (15); e il terzo a giocarne cinque allo US Open prima di compiere 24 anni, dopo McEnroe (1978-82) e Hewitt (2000-04).
"Sono davvero contento di vedere quale sia il mio livello in questo momento. Sai, battere Tommy Paul è sempre un ottimo riscontro per capire a che punto sei, e sono davvero felice di tutto quello che ho fatto oggi. Penso di aver risposto molto bene. Ho letto molto bene la partita oggi, sapevo cosa dovevo fare in ogni momento, usando le soluzioni giuste al momento giusto. Sono davvero contento e spero di riuscire a continuare così" ha detto in conferenza stampa.
Dopo la partita contro Paul, Alcaraz ha analizzato come sono cambiate le sue strategie in risposta. "Cerco di far pensare un po’ i miei avversari. A volte, quando sei fermo in una posizione o semplicemente mantieni sempre la stessa posizione, non li fai pensare al servizio. È come se si andasse punto dopo punto e tu pensassi soltanto al tuo servizio, non all’avversario. Quando cambi la posizione in risposta, in un certo senso, metti pressione su di loro. A volte succede anche a me quando servo: vedo alcuni avversari che cambiano un po’ posizione. È come se tu dovessi pensare o cercare di scegliere il servizio giusto ogni volta" ha spiegato il 22enne, che vanta la più alta percentuale di partite vinte nell'era Open nella storia del torneo.
Questo è il suo appuntamento speciale, lo Slam delle prime volte e dei primati. Ha debuttato nel 2021, a 18 anni da numero 55 del mondo, diventando il più giovane ai quarti in uno Slam dai tempi del 18enne Michael Chang al Roland Garros del 1990. L'anno successivo Alcaraz firma il primo titolo per un teenager in singolare maschile allo US Open dal 1990, e diventa il più giovane numero 1 del mondo dal 1973, da quando esiste il ranking computerizzato. Grazie al successo in finale su Alcaraz l'anno scorso, è anche il terzo giocatore a vincere almeno due volte lo US Open prima di compiere 23 anni, dopo McEnroe e Sampras.
"Quando ho vinto il mio primo Slam qui non avevo neanche 19 anni - ha detto a SuperTennis - Da allora ho fatto tante esperienze, si prova a migliorare, a crescere. Sicuramente sono maturato in tanti aspetti e in campo si vede. So cosa fare quasi in ogni momento, vedo le cose con più chiarezza".
Il suo percorso continuerà contro Shelton.
"E' un giocatore davvero potente. Penso che sappia sfruttare il pubblico, le persone che lo sostengono, soprattutto quando gioca qui in casa. Sono entusiasta di giocare i quarti di finale, indipendentemente dal fatto che sia contro l’uno o contro l’altro. Devo essere pronto".