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Bolelli e Vavassori, per la prima volta ai quarti insieme allo US Open, cedono contro lo statunitense Christian Harrison e il britannico Neal Skupski, i campioni in carica dell'Australian Open
10 settembre 2026
Quando a New York è da poco passata la mezzanotte, l'ora in cui svaniscono gli incantesimi, termina lo US Open 2026 di Simone Bolelli e Andrea Vavassori. Termina con una netta sconfitta sull'Arthur Ashe contro i campioni dell'Australian Open 2026, lo statunitense Christian Harrison e il britannico Neal Skupski, coppia di fratelli d'arte che si impongono 63 62. Resta, per gli azzurri, il miglior risultato in coppia a Flushing Meadows.
Un traguardo che li avvicina a grandi passi verso il ritorno alle Nitto ATP Finals. Alla prima coppia italiana in semifinale nella storia del torneo, manca solo la certificazione matematica per blindare la presenza alla Inalpi Arena di Torino. Un obiettivo a cui, con uno Slam vinto e almeno la semifinale a Flushing Meadows, sono vicinissimi anche Harrison e Skupski, che è stato numero 1 del mondo di doppio per 50 settimane in carriera.
Lo statunitense e il britannico commettono tre doppi falli nei primi quattro turni di battuta, ma non si vedono palle break fino all'ottavo gioco. E' un game che si complica per questione di centimetri. Sul 40-30 Vavassori chiude un punto a rete con una volée alta, ma gli avversari chiedono una video review.
Da un'inquadratura si vede Vavassori toccare la base della rete, che comunque non si muove, con il piede. Dal possibile 4-4 gli azzurri si ritrovano sul 3-4 40-40. Un diritto di Bolelli a rete offre la prima palla break a Harrison e Skupski, ma il britannico tira una risposta lunga su una prima al corpo di Simone, cercando solo la potenza senza controllo del colpo. Un ottimo Harrison si guadagna una seconda chance, ma è lunga la risposta in pallonetto del britannico. Ce n'è una terza: "Simo" non mette la prima, Skupski risponde e scende a rete, "Wave" prova a passare al centro di diritto ma mette lungo.
Harrison, il migliore in campo nel primo set, va a servire per chiudere il parziale e non corre alcun rischio. Sul set point gioca solido di diritto in diagonale contro il diritto di Bolelli, che non regge lo scambio.
Il secondo set si mette malissimo. Gli azzurri perdono il servizio a zero, con l'aggravante del doppio fallo di Vavassori sulla palla break. I punti di fila di Harrison e Skupki diventano 11, fino allo 0-2 0-40, con Bolelli al servizio. Per una manciata di punti gli azzurri sembrano ritrovare quella particolare magia vista nei tie-break ieri e in tutta la stagione, "il nostro territorio di caccia" li ha chiamati Vavassori. Ma questo non è un tie-break. Gli azzurri riescono a salvare le tre palle break di fila, più altre due successive, ma alla sesta si ritrovano sotto 0-3, con un set e due break di svantaggio da recuperare.
Il pubblico rimasto sull'Arthur Ashe mentre si avvicina la mezzanotte non scalda l'atmosfera. Gli azzurri riescono a darsi una chance, nella forma di una palla del controbreak per il possibile 1-3: Vavassori alza un lob in risposta sulla prima di Skupski, ma Harrison si arrampica giocando uno smash all'indietro atleticamente e tennisticamente di valore. Bole e Wave riescono a procurarsi una seconda chance, ma stavolta basta la prima esterna di Skupski. Il livello degli azzurri si alza, ma crescono anche gli avversari, liberi dalle pressioni, sciolti e perfettamente integrati in campo: 0-4.
Sembra finita ma c'è ancora un'appendice di partita. Avanti 5-2, Skupski va a servire per la semifinale. Commette tre doppi falli, l'ultimo sul terzo match point. Ma una risposta migliorabile di Bolelli su una sua attaccabile seconda offre una quarta chance, l'ultima. Harrison e Skupski centrano la semifinale e si preparano a sfidare i numeri 1 del tabellone, Harri Heliovaara e Henry Patten.