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US Open, Berrettini conclude la carriera Slam di Wawrinka

Wawrinka ha perso contro Berrettini la sua ultima partita Slam. L'azzurro sfiderà Navone al secondo turno dello US Open

| 31 agosto 2026

Matteo Berrettini esulta (Getty Images)

Matteo Berrettini esulta (Getty Images)

Nei suoi occhi c'è l'amore per il tennis e per la competizione, c'è il gusto della rivalsa. Ogni colpo un messaggio, un'affermazione di valore rivolta a se stesso, agli avversari e ai detrattori. Matteo Berrettini inizia il suo US Open con una vittoria speciale per il senso e il contesto, 76(4) 76(3) 60 contro Stan Wawrinka all'ultimo match nel torneo, uno degli ultimi della sua carriera.

"Sono felice di aver condiviso il campo ancora una volta con una leggenda di questo sport. Ero un bambino quando lo vedevo giocare negli Slam. E' incredibile che non avessimo mai giocato contro fino a quest'anno, poi ci siamo incrociati negli ultimi due Slam. Gli auguro il meglio" ha detto a caldo Berrettini che al secondo turno affronterà Mariano Navone, l'argentino protagonista dell'eliminazione di Novak Djokovic.

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Wawrinka: "Questa sera racconta perché ho continuato a giocare fino a 41 anni"

A fine partita al centro della scena resta Wawrinka. Campione nel 2016, semifinalista nel 2013 e nel 2015 allo US Open, omaggiato per la sua ultima partita a Flushing Meadows e nei major. "Sono passati 20 anni da quando sono venuto per la prima volta a New York - ha detto durante la cerimonia - Ricordo la prima volta che sono venuto qui. Per me è stato impressionante sentire l’atmosfera di New York e l’energia di questo torneo. Nel corso degli anni ho ricevuto qui tanto sostegno e affetto. Grazie a voi [i tifosi] mi sono davvero divertito e ho trovato il modo di giocare qui il mio miglior tennis".

Una serata come questa, al di là del risultato, aggiunge lo svizzero, "è la ragione per cui ho continuato a giocare fino a 41 anni. È per momenti come quelli che mi avete regalato questa sera, come quelli che ci avete regalato questa sera. Questo è uno sport straordinario". 

US Open, Berrettini conclude la carriera Slam di Wawrinka

La cronaca di Berrettini-Wawrinka

C'è un misto di orgoglio e nostalgia nel tennis di Wawrinka, la fierezza per quel che è stato e per esserci ancora, a pochi mesi dalla fine di un viaggio con più ricordi che rimpianti. Lo stesso orgoglio, per tutte le difficoltà affrontate e superate, anima Berrettini, insieme alla consapevolezza di quel che avrebbe potuto essere se il fisico non lo avesse tradito tante, troppe volte.

Nel ripetere quanto speciale fosse stato trovarsi l’uno contro l’altro, a Wimbledon si erano quasi salutati, pensando che difficilmente le loro strade si sarebbero incrociate di nuovo. Invece, il destino li ha messi di nuovo l’uno contro l’altro, in quella New York dove Berrettini ha giocato la prima delle tre semifinali Slam nel 2019 e Wawrinka ha vinto l'ultimo dei tre titoli nei major. I giorni migliori sono lontani per entrambi, ma questo match resta a suo modo un evento. Sentono entrambi di avere tanto da riaffermare. Lo leggi nei servizi martellanti in pieno stile "Hammer" di Matteo, nei rovesci eleganti e potenti con cui Stan prova a fermare il tempo, a bloccare questo presente mentre un futuro diverso sta già bussando alle porte.

US Open, un'esultanza di Matteo Berrettini (Getty Images)

US Open, un'esultanza di Matteo Berrettini (Getty Images)

Wawrinka cede il primo break, complici due doppi falli e una stecca di rovescio. Nel resto del set non fallisce ancora, non fallisce meglio. Insomma non segue l'invito beckettiano che porta tatuato. Semplicemente perché gioca bene e sbaglia poco, recupera il break di svantaggio, a zero contro un Berrettini insolitamente poco lucido nelle scelte, e arriva a un punto dal 7-5. Berrettini salva il set point e tiene in bilico il verdetto fino al tie-break, il quinto di fila che giocano l'uno contro l'altro dopo i quattro consecutivi a Wimbledon.

L'andamento è speculare a quanto visto nei precedenti 12 game. Berrettini è il primo a rompere la successione dei punti al servizio, Wawrinka cancella lo svantaggio e pareggia (4-4) grazie al quarto vincente di rovescio del set. Ma un suo errore in lunghezza manda Matteo di nuovo avanti, 5-4 e con due servizi a disposizione. Non se le lascia sfuggire. Come si dovrebbe quando il punto pesa, fa quello che gli riesce meglio: servizio a uscire, diritto dall'altra parte. L'ultimo è il più importante dei suoi 17 vincenti.

Dopo una breve interruzione per un leggero scroscio di pioggia sull'1-1 nel secondo set, Wawrinka guadagna un break di vantaggio (1-2). Berrettini, battuto solo due volte nelle sedici partite in cui ha vinto il primo set finora allo US Open, non riprende però il livello del primo parziale. Il servizio rimane continuo e affidabile, certo: salva tre set point al servizio sul 3-5 e la palla non torna mai indietro dopo la prima.

Ma nel resto del suo tennis errori, imprecisioni, distrazioni aumentano. La sua discontinuità tiene in palla Wawrinka, ma sotto la cenere, nell'ex "valle delle ceneri", il fuoco della competizione batte ancora. E si riaccende in un decimo game da manuale, d'attesa e sapiente costruzione, di insidie continuamente disseminate sul percorso dello svizzero che si inceppa e con tre errori, due di diritto e uno di rovescio, concede il contro-break (5-5).

Matteo Berrettini in azione allo US Open (Getty Images)

Matteo Berrettini in azione allo US Open (Getty Images)

 Anche il secondo set va al tie-break. Anche il secondo tie-break parte con l'allungo di Berrettini che con tre punti diretti al servizio e due errori di Wawrinka sale 5-0. Lo svizzero recupera un mini-break (5-3), poi Matteo mette in chiaro che la sua mano può essere ferro (gran diritto per il 6-3) e può essere piuma (serie di rasoiate di rovescio che inducono Stan all'errore sul set point). L'immagine del set è l'indice di Matteo al cielo, messaggio di affermazione che non ha bisogno di parole.

Stan Wawrinka in azione allo US Open (Getty Images)

Stan Wawrinka in azione allo US Open (Getty Images)

Le parole sarebbero servite poco più in là per capire cosa si sono detti a rete, tra abbracci e sorrisi, dopo un doppio tocco di Wawrinka, visto da Berrettini ma non dalla giudice di sedia né tantomeno alla video-review che non offre un'immagine rallentata. "L’arbitro mi ha spiegato che, adesso, quando fanno la revisione, non ci sarà più il rallentatore perché vogliono che sia chiaro a velocità normale. Però, secondo me, il senso del VAR è proprio quello: vedere al rallentatore ciò che è successo. Ho rivisto l’immagine, era un doppio tocco incredibile. Però gli errori li facciamo tutti; mi sorprende solo che abbiano cambiato questa regola” spiega Berrettini dopo la partita.

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Il punto viene assegnato ingiustamente allo svizzero ma il game, il primo del terzo set, si conclude comunque con il break del romano. Berrettini accelera verso il traguardo. Si salva da 0-40 nel secondo game, piazza il secondo break di fila e sale 3-0.

Non ci sono altri cambi di passo. Matteo Vince la sedicesima partita stagionale, infligge a Wawrinka la sedicesima sconfitta stagionale e fa scendere i titoli di coda sulla carriera newyorchese di Stan "the Man". 

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