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Fery fa sognare a Wimbledon: "Credo in me stesso e do il meglio"

Numero 114 del mondo, Fery è la seconda wild card in semifinale a Wimbledon dopo Goran Ivanisevic, campione nel 2001. Affronta Zverev. Cresciuto a due passi dall'All England Club, ha un sogno nel cuore: regalarsi la finale, che si disputa nel giorno del suo 24 compleanno

di | 09 luglio 2026

La gioia di Arthur Fery a Wimbledon (Getty Images)

La gioia di Arthur Fery a Wimbledon (Getty Images)

Arthur Fery non vuole smettere di sognare. Cresciuto a due passi dall'All England Club, dove si gioca il torneo di Wimbledon, proprio ai Championships giocherà la sua prima semifinale Slam contro Alexander Zverev, campione in carica del Roland Garros e testa di serie numero 2. Completando una nuova impresa, si regalerà una finale Slam nel giorno del suo 24mo compleanno. "Negli ultimi dieci giorni ho cercato di credere in me stesso, di fare del mio meglio in ogni partita, di dare il 100% e poi vedere fin dove questo mi avrebbe portato" ha detto dopo la vittoria ai quarti di finale contro Flavio Cobolli.

L'ha portato a firmare uno dei più sorprendenti exploit per un tennista di casa nel torneo più prestigioso del mondo. Negli ultimi quindici anni, il pubblico britannico ha gioito per il trionfo di Andy Murray nel 2013, primo campione di casa in singolare maschile dopo 77 anni, e per il suo secondo successo tre anni dopo; per le semifinali di Johanna Konta e Cameron Norrie. Ma certo nessuno avrebbe potuto prevedere che quest'anno l'ultimo britannico ancora in corsa sarebbe stato Fery, che prima di Wimbledon aveva vinto solo sei partite nel circuito maggiore in carriera. E ai Championships ne ha ottenute cinque, compresa la rimonta su Zizou Bergs prima dello show ai quarti contro Cobolli. "Nell'ultimo game ho provato emozioni che non avevo mai sperimentato prima nella mia vita - ha raccontato Fery - Qui ho il pubblico dalla mia parte, ed è un aiuto enorme".

Il 23enne è il quinto britannico nell'Era Open a raggiungere le semifinali il singolare maschile a Wimbledon, dopo Andy Murray (7), Tim Henman (4), Roger Taylor (2) e Cameron Norrie (1). È solo il nono a giocarne una in uno Slam. Inoltre, solo tre giocatori prima di lui erano riusciti ad arrivare in semifinale in singolare maschile in uno Slam giocato solo grazie a una wild card, ovvero per cui non avevano la classifica per essere ammessi direttamente nel main draw: Jimmy Connors (US Open 1991), Henri Leconte (Roland Garros 1992) e Goran Ivanisevic (Wimbledon 2001), l'unico di questo gruppo capace di proseguire il cammino fino a conquistare il titolo. Nel giorno del suo trionfo in finale su Patrick Rafter, in una memorabile finale spostata al lunedì, Fery non era ancora nato.

"Non l'ho mai conosciuto. Sapevo però che era stato l'unico giocatore entrato con una wild card a vincere uno Slam. È ovviamente una storia incredibile. In passato ho visto gli highlights di quella finale - ha detto in conferenza stampa - Non voglio fare troppe supposizioni né pensare troppo avanti a cosa potrebbe succedere. Continuerò semplicemente a concentrarmi sulla partita di venerdì, poi vedremo come andrà".

L'esultanza di Arthur Fery a Wimbledon (Getty Images)

L'esultanza di Arthur Fery a Wimbledon (Getty Images)

Da numero 114 del ranking mondiale, Fery è il terzo giocatore con la classifica più bassa dal 1985 (anno dal quale sono disponibili i dati completi del ranking) a raggiungere le semifinali del singolare maschile a Wimbledon, dietro soltanto a Vladimir Voltchkov l (numero 237 nel 2000) e allo stesso Ivanisevic, che celebrò il suo trionfo da numero 125. Da allora, solo un altro giocatore con una classifica così bassa è arrivato in semifinale in uno Slam: Aslan Karatsev, curiosamente numero 114 anche lui, all'Australian Open del 2021. Secondo le proiezioni in tempo reale del ranking ATP, ora però Fery è virtualmente numero 36.

Come ha ricordato Samuele Diodato su SuperTennis, Fery è nato a Sevres, in Francia, Arthur è figlio di Olivia, ex tennista presente anche al Roland Garros 1991 in doppio che ha poi lavorato per la Federtennis britannica (LTA), e Loic, businessman francese, ex proprietario ma ancora presidente della squadra di calcio del Lorient. Ma è cresciuto a Londra, vicino alla sede dei Championships. Ha studiato alla  Kings College School, considerata nel 2024 una delle 150 migliori scuole private al mondo. 

Nel 2020 raggiunge il suo best ranking da junior (numero 12) ma decide di ritardare il suo ingresso nel circuito professionistico e si iscrive alla Stanford University. Studia scienza, tecnologia e società, e ottiene ottimi risultati nel tennis. Nel 2022 diventa il numero 1 USA: è il primo giocatore iscritto a Stanford a riuscirci dai trempi di Bob Bryan nel 1998. In singolare chiude la sua esperienza al college con un bilancio di 58 vittorie e 16 sconfitte. Vive anche “un periodo buio” con tanti dubbi per un edema osseo al braccio.

L'esultanza di Arthur Fery a Wimbledon (Getty Images)

L'esultanza di Arthur Fery a Wimbledon (Getty Images)

"Stanford è stata un'esperienza fantastica. Ci sono andato quando avevo 18 anni. Non ero necessariamente pronto per iniziare subito a giocare i tornei professionistici. Come abbiamo visto anche adesso, sempre più giovani di alto livello scelgono di andare negli Stati Uniti. Io ci sono rimasto tre anni. Mi ha dato il tempo di maturare. Ho stretto grandi amicizie. Ho potuto continuare gli studi. Ho avuto allenatori eccellenti. Per me è stata semplicemente la scelta perfetta, un posto ideale. Mi ha permesso di combinare gli studi universitari con il tennis", ha dichiarato Fery in conferenza stampa. 

Allenato attualmente da Benoit Foucher e Jeroen Benard, Fery nel 2025 è stato convocato per la prima volta in Coppa Davis e ha vinto il suo unico match giocato in nazionale, nel secondo turno dei Qualifiers contro l'Ecuador. Un mese dopo, ad ottobre, è entrato per la prima volta nella Top 200. 

In questa stagione ha giocato quattro Challenger, raggiungendo una semifinale sulla terra rossa a Zagabria e una sull'erba di Ilkley. Prima di Wimbledon, ha raggiunto il suo primo quarto di finale ATP proprio a Londra, al Queen's.  

Il suo allenatore Benard l'ha descritto come "un normale ragazzo di 23 anni che, per caso, è anche molto bravo nello sport", come riporta la BBC. "Ogni mattina, mentre si sottopone ai trattamenti, guardiamo insieme gli highlights dei Mondiali e parliamo delle cose di tutti i giorni - ha spiegato - Non è diverso da quando stiamo giocando un torneo Challenger in Croazia". 

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