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Alcaraz-Shelton, sfida blockbuster a New York! (live stanotte in tv)

Lo spagnolo e lo statunitense, praticamente coetanei, quest'anno si affrontano per la prima volta. La posta è altissima: un posto in semifinale allo Us Open

| 08 settembre 2026

Carlos Alcaraz e Ben Shelton (fonte foto Getty Images)

Carlos Alcaraz e Ben Shelton (fonte foto Getty Images)

Il più grande spettacolo siamo noi, dicono Ben Shelton e Carlos Alcaraz con il body language. Gli US Open entrano nel vivo, New York sembra elettrizzata dalla vigilia di questo quarto di finale che vede affrontarsi due ragazzi, due ventitreenni (ma Shelton compirà gli anni a inizio ottobre) dal tennis mai banale, capaci di immaginare e realizzare giocate da circo, con l’effetto ‘wow’ che il pubblico spera sempre tanto di poter vedere.

Shelton-Alcaraz, sì. Quest’anno non l’avevamo ancora mai vista, questa partita e se ne sentiva la mancanza. Diciamolo subito: l’americano, l’orgoglio a stelle e strisce e probabilmente (con tutto il rispetto per Tiafoe e Michelsen, a prescindere da chi prevarrà nel loro derby) è la vera speranza USA di un successo Slam che manca da oltre venti anni. 

Ben Shelton (Getty)

Ben Shelton (Getty)

Lui, il sorridente e piacevole Ben, confida in se stesso: “Posso batterlo, Carlos…”. Bello pensare positivo, ma bisogna anche essere realistici, e Shelton è conscio di “dover giocare una partita speciale, perché il livello cui Carlos sta giocando è davvero impressionante. Non giocare per cinque mesi, e poi tornare e fare quello che ha fatto finora in questo torneo, è sovrumano”.

Il suo ricordo andrà alle tre precedenti sfide, tutte perse, una per ogni anno degli ultimi tre: nel 2023, nel Masters 1000 canadese, lo spagnolo prevalse in due set. Così come l’anno dopo, ma era l’esibizione della Laver Cup (e in fondo lascia il tempo che trova).

L’anno scorso, però, sulla terra rossa del Roland Garros Shelton ha strappato un set allo spagnolo, impegnandolo e mostrando come la forbice tra i due fosse meno ampia.

Questo era ieri. E oggi? Quale sarà la storia? Shelton ha coperto di elogi Alcaraz: “Siamo felici di riaverlo in tournée. Illumina lo stadio ogni volta che gioca”. Non sono parole formali, l’americano lo pensa davvero. Lui è davvero un ‘fair play fighter’, rispettoso e onesto degli avversari. E c’è di più, da aggiungere: è migliorato, è cresciuto, è più consapevole dei propri mezzi. Fin qui ha lasciato tre set per strada, ma ha affrontato gente più tosta di Alcaraz: Griekspoor, Hurkacz, Shapovalov, Tsitsipas.

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Meno blasonati quelli superato da Alcaraz: Safiullin, Faria, Yibing, Paul. L’unico che gli ha tolto un set è stato Faria, poi punito con un 6-0 nel set successivo. Però…. C’è un però. Lo spagnolo ha onestamente mostrato uno stato di forma in progress, con errori che non eravamo abituati a vedergli commettere.

Fino all’ultimo match: contro il povero Paul, che teoricamente avrebbe potuto dargli dei fastidi, Alcaraz si è presentato concentrato come fosse una finale e, cambiato l’abito, è sembrato quello dei tempi belli. Anche se, a ben guardare, nel suo gioco c’è ancora qualche dito di polvere.

Ecco, è su questo che Shelton punta. Sa bene che prevarrà chi impone il proprio gioco e non attende l’errore altrui. Non sarà un match di pazienza, ma di aggressività nel senso buono e sportivo del termine. Attaccare, non difendersi. Nessun catenaccio, nessuna ripartenza, e possibilmente senza mai scendere di livello. Sì, sarà un match speciale. Qualcuno lo ha sussurrato: ‘finale anticipata’. Forse no, ma Shelton ha fatto una promessa, e lui è uomo d’onore: “Saranno fuochi d'artificio”. Su Supertennis, canale 64 del digitale terrestre.

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