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"Ho vinto 47 partite, non mi era mai successo in carriera. In passato ero molto discontinuo, con vittorie e sconfitte che si alternavano. Questa è stata la cosa principale. Per quanto riguarda il mio tennis, invece, si tratta semplicemente di giocare per vincere, essere aggressivo e utilizzare tutto il mio arsenale"
07 settembre 2026
Frances Tiafoe è nei quarti di finale agli Us Open di New York per la quarta volta negli ultimi cinque anni. E stavolta ci arriva molto carico e deciso, dopo una bella vittoria in tre set contro Daniil Medvedev. "È stata una partita incredibile, davvero bella, con tanti alti e bassi. Ci sono stati molti break e abbiamo risposto entrambi molto bene. Credo di aver giocato bene, soprattutto quando contava. Ho tirato fuori anche delle cose pazzesche, ma contro un giocatore della qualità di Daniil dovevo per forza giocare a quel livello. Sapevo cosa avrei dovuto fare e poi si trattava soltanto di riuscire a eseguirlo. Sono felice di esserci riuscito".
Un salto di qualità che non nasce a New York. "La cosa più importante dal punto di vista mentale è stata presentarmi ogni settimana con l'obiettivo di trovare continuità. Tante volte la gente diceva: 'Ecco che arriva il Tiafoe di agosto', o cose del genere. Volevo eliminare questa idea: devi esserci ogni singola settimana. Ovviamente ho avuto qualche problema fisico e qualche infortunio, ho dovuto ritirarmi a Montreal e dopo Wimbledon è stato difficile finché non ho sistemato alcune cose. Ma al di là di questo sono stato presente mentalmente ogni settimana e i risultati si vedono. Ho vinto 47 partite, non mi era mai successo in carriera. In passato ero molto discontinuo, con vittorie e sconfitte che si alternavano. Questa è stata la cosa principale. Per quanto riguarda il mio tennis, invece, si tratta semplicemente di giocare per vincere, essere aggressivo e utilizzare tutto il mio arsenale nei momenti giusti. Ora sta funzionando bene".
Più volte, di recente, le interviste dell'americano hanno rivelato il suo lato spirituale, anche applicato al tennis.
"Quel versetto della Bibbia, Romani 8:18 ('Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi', ndr), continua a essere vero ogni giorno. Ogni giorno presenta una sfida diversa, ma pensando a dove mi trovavo e a quello che sto facendo adesso, vale assolutamente. Era vero quando lo ripetevo a me stesso dopo il Roland Garros ed è ancora vero. È uno dei passi delle Scritture ai quali sono più legato, e c'è un motivo. Devi semplicemente continuare ad andare avanti. La vita ti colpirà, non sarà sempre tutto facile ogni giorno. Devi rialzarti, parlare con l'uomo che vedi allo specchio e continuare ad andare avanti".
Frances Tiafoe e Daniil Medvedev
Ora, a dimostrazione che questo Us Open sta andando particolarmente bene per i tennisti Usa, c'è un derby con Michelsen. "Alex Michelsen è un giocatore fantastico. È giovane e sarà carichissimo. Ci siamo già affrontati alcune volte e abbiamo un bel rapporto, scherziamo e ridiamo sempre. Sono felice di affrontarlo e anche lui sarà felice di affrontare me. Che vinca il migliore".
Il primo ricordo di Tiafoe, ascoltando Michelsen, risale al match di Frances con Roger Federer nel 2017, quando Alex aveva solamente 12 anni. "È incredibile che sia nei quarti di finale a 13 anni... se capite cosa voglio dire (ride, ndr). Scherzi a parte, ricordo di averlo visto quando aveva i capelli più lunghi. Lo vedevo giocare nei Challenger e continuava a vincere, e io non avevo idea di chi fosse questo ragazzo. Pensavo: 'Questo sta facendo davvero sul serio'. Continuavo a vedere il suo nome e continuava a vincere. Quella è stata la mia prima impressione. È un ragazzo molto divertente e sono davvero contento per lui. Adesso sta giocando nel modo giusto, è molto più aggressivo, il servizio sta migliorando e viene avanti. Ha un gioco praticamente a tutto campo, cosa davvero notevole considerando quanto è giovane".
L'attenzione si sposta poi, come spesso accade, sul pubblico di New York. "Quando tutto lo stadio ti trascina è un'esperienza extracorporea, senza dubbio. Non c'è realmente un modo per spiegare una sensazione del genere. A un certo punto sembra quasi di non toccare più terra. L'energia è altissima e sembra che anche il livello del tennis riesca ad adeguarsi. Alla fine del tie-break ogni punto è stato semplicemente assurdo. Il pubblico si esaltava, io mi caricavo ancora di più ed era un momento fantastico, indipendentemente da tutto. Nel tennis può esserci un solo vincitore, ma in momenti del genere a volte hai la sensazione che sia il tennis stesso ad aver vinto. È davvero speciale".
E ancora, sul tifo. "Il coro '1, 2, 3, Foe' è cominciato a Cincinnati e inizialmente ho pensato che fosse piuttosto divertente. Poi è arrivato anche qui e chiaramente sta diventando una cosa seria... Ai tifosi piace. Devo ammettere che all'inizio lo trovavo fastidioso, ma adesso sta iniziando a piacermi parecchio. A Cincinnati era diventato assurdo: giocavo la seconda partita dopo le sette di sera, la gente era già bella carica e lo gridava praticamente ogni due punti. È divertente quando stai vincendo, ma c'erano momenti nei quali non stavo giocando bene e pensavo: 'Adesso non ho proprio voglia di sentirlo'. Però è evidente che vogliono soltanto vedermi vincere e giocare bene. È diventata una cosa bella, qualcosa per cui i tifosi possono entusiasmarsi".
"Non serve andare troppo in profondità per spiegare quello che succede sull'Armstrong È semplicemente una questione di energia. I campi, per le dimensioni, sono tutti uguali, ma lì l'energia è pazzesca. Continuavo a chiedere di giocare su quel campo. Adesso è finita e sono felice di lasciarlo con un record di 10-0. Lo conserveremo per il prossimo anno. È stato semplicemente molto divertente. Più riesco a divertirmi e a godermi quello che faccio, più sembra che riesca a tirare fuori il mio tennis migliore. E quando ti senti così a tuo agio e hai vinto così tanto su un campo, hai quella piccola dose di fiducia in più che ti fa pensare di poter fare qualsiasi cosa lì".
La chiave, contro Medvedev, è stato il coraggio di affrontare i punti decisivi senza timore. "Nei tie-break bisogna avere coraggio. Devi andare a prenderti i punti. Sul 5-5 ho esagerato con il rovescio, l'ho spinto troppo. Sul 6-5 ho avuto quel diritto al centro e ho deciso che volevo andare avanti e prendermi il punto. Se avessi perso il tie-break in quel modo, per me sarebbe andato bene. Non puoi sperare che le cose succedano. Il formato è così breve che può sfuggirti tutto molto rapidamente. Alla fine devi avere il coraggio di andare a prendertelo".