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"So benissimo - spiega la bielorussa - quanto sia difficile arrivare al numero uno del mondo. Richiede tantissimo lavoro ed era uno dei miei obiettivi. Ma adesso non posso fare molto: nella parte centrale della stagione non ho giocato abbastanza bene, mentre Elena lo ha fatto e mi ha tolto il numero uno. Posso soltanto concentrarmi su me stessa"
11 settembre 2026
Aryna Sabalenka si avvicina alla sua migliore versione. Forse, la raggiunge. E così si guadagna un'altra finale, contro Elena Rybakina, nel luogo che così spesso le ha regalato gioie sportive: New York.
"Sono felicissima - spiega la (ormai ex) numero 1 - di essere riuscita a giocare a un livello così alto, soprattutto contro Jessica. Nelle ultime partite che avevamo giocato era sempre riuscita a spingermi al limite ed è stato davvero difficile batterla. Riuscire a vincere oggi in due set ha impressionato persino me, a dire la verità. Sono davvero molto contenta".
"Ero davvero disperata, volevo questa vittoria tantissimo. Avevo perso una partita molto dura contro di lei sull'erba e nella parte centrale della stagione non avevo giocato particolarmente bene. Parlando di Slam, sento questo torneo un po' come l'ultima grande spinta della stagione. Volevo fortemente arrivare in finale e naturalmente adesso voglio arrivare fino in fondo. La mia mentalità era semplicemente questa: sono pronta. Sono pronta a fare qualsiasi cosa serva per vincere".
Una stagione difficile da decifrare, per Aryna: senza dubbio importante, ma forse con qualche rimpianto.
"Credo di aver giocato tante partite incredibili e a un livello molto alto in questa stagione, soprattutto all'inizio dell'anno, ma oggi ho giocato davvero bene. Avevo la sensazione che qualsiasi decisione prendessi fosse quella giusta. Sicuramente, confrontando questa partita con le ultime che avevo giocato contro Jess, oggi il mio livello è stato superiore".
Poi l'obiettivo si sposta su una presenza anomala nel suo box. "Seguivo Jutta Leerdam (pattinatrice, ndr) già da un po' e l'ho vista vincere alle Olimpiadi. È stato davvero emozionante e fonte d'ispirazione vedere tutto quello che ha vissuto, quanto sia stato difficile e quanto sia duro mentalmente il suo sport. Le Olimpiadi sono l'appuntamento più importante e arrivano soltanto una volta ogni quattro anni. Ho visto tutte le emozioni che ha attraversato e mi ha ispirata. Adoro la sua personalità e sono una sua fan da tempo. Vederla oggi nel mio box è stato qualcosa di speciale, non avrei potuto chiedere di più".
Tornando alla sfida con Jessica Pegula, il match non era affatto banale, anche per via degli scontri diretti recenti. "A Berlino Jess aveva giocato in maniera incredibile e non c'era molto che potessi fare. Quella partita in un certo senso mi ha fatto pensare che oggi avrei avuto poche possibilità, ma allo stesso tempo sapevo di dover rimanere concentrata dall'inizio alla fine. Credo che proprio questo mi abbia aiutato a mantenere una concentrazione così alta e a giocare a questo livello. Jessica dice che forse mi ha fatto arrabbiare? Meglio non farmi arrabbiare".
Intanto Aryna, a prescindere dal risultato della finale, perderà il suo ruolo di numero 1. "So benissimo quanto sia difficile arrivare al numero uno del mondo. Richiede tantissimo lavoro ed era uno dei miei obiettivi. Ma adesso non posso fare molto: nella parte centrale della stagione non ho giocato abbastanza bene, mentre Elena lo ha fatto e mi ha tolto il numero uno. Posso soltanto concentrarmi su me stessa, rimanere nel presente e cercare di fare del mio meglio, restarle vicina e magari riprendermi quella posizione. Certo, è un po' strano poter giocare bene in un torneo e perdere comunque il numero uno, ma va bene così. È lo sport, ed è anche questo il bello: tutti inseguono tutti e sono i piccoli dettagli che riesci a migliorare a permetterti di diventare più forte".
E ancora: "Credo che la superficie mi aiuti contro Jessica, qui a New York. I campi sono abbastanza veloci ma allo stesso tempo la palla rimbalza abbastanza. Sull'erba era stato davvero difficile giocare contro di lei, mentre qui sul cemento sento di avere un po' più di vantaggio proprio per la velocità del campo e per il rimbalzo. Questo mi offre maggiori possibilità di spingerla indietro e forse è uno dei motivi per cui qui riesco a esprimermi così bene contro di lei".
Aryna torna poi sugli ultimi mesi, prima dello Slam americano. "Gli ultimi mesi mi hanno davvero insegnato a isolarmi dal rumore esterno. Credo che sia proprio questo il significato di tutte quelle lezioni difficili che ho dovuto affrontare: imparare finalmente a rimanere concentrata su me stessa e dimenticare tutto ciò che arriva dall'esterno. Sembra semplice, ma a volte non lo è affatto. In vista della finale non cambierò nulla, manterrò la stessa routine".
"Amo New York, amo essere qui e amo l'energia di questa città. Credo che sia proprio questo a trascinarmi. È qualcosa che mi ispira davvero e mi spinge a continuare ad andare avanti".