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RG, Chwalinska dalle “quali” alla 1ª semifinale Slam! “Cerco solo di vincere ogni match”

Continua l’incredibile corsa della polacca, che si sbarazza in due set di una Kalinskaya paralizzata dalla tensione. Prossima avversaria per Maja - giovedì - la russa Shnaider

di | 03 giugno 2026

Tutta l'incredulità di Maja Chwalinska, dalle qualificazioni alla prima semifinale Slam al Roland Garros 2026 (foto Getty Images)

Tutta l'incredulità di Maja Chwalinska (foto Getty Images)

Ok la posta in gioco era altissima. Ok c’era parecchio vento sul “Philippe Chatrier”. E ok non si erano mai affrontate prima. Ma questo valeva per entrambe, e la decisamente maggiore esperienza dell’una rispetto all’altra avrebbe dovuto giocare un ruolo chiave. Ed invece alla fine è stata la più inesperta, Maja Chwalinska, a centrare la sua prima semifinale Slam al Roland Garros (montepremi complessivo 61.723.000 euro) di scena sulla terra rossa francese.

Nei quarti la 24enne mancina di Dabrowa Gornicza, n.114 del ranking, proveniente dalle qualificazioni, ha sconfitto per 76(3) 63, dopo quasi due ore di lotta, Anna Kalinskaya, n.24 del ranking e 22 del seeding. Nell’Era Open la polacca è la sesta qualificata a raggiungere il penultimo atto di uno Slam: a Parigi eguaglia l’impresa dell’argentina Nadia Podoroska nel 2020 (le altre sono Matison all’Australian Open 1978, Stevenson a Wimbledon 1999, Emma Raducanu allo Us Open 2021 - l’unica che abbia poi conquistato il trofeo - e Yastremska all’Australian Open 2024). E pensare che quello parigino per Maja è solo il terzo main draw Major al quale partecipa: ha perso al secondo turno a Wimbledon 2022 ed all’esordio all’Australian Open quest’anno.

“Davvero non mi rendo conto di cosa stia succedendo: ogni partita è pazzesca - ha detto nell’intervista in campo con Caroline Garcia -. Sono semplicemente felice che stia accadendo. Ero nervosa anche se magari non si vedeva: è normale, ci tieni a raggiungere un risultato assolutamente inatteso. Ho cercato di concentrarmi sul mio gioco - ha aggiunto trattenendo a stento la commozione -. Otto vittorie di fila? Non so, sto giocando con le migliori al mondo, non posso certo paragonarmi a loro…cerco solo di vincere ogni partita. Niente giorno di riposo? Proverò a recuperare, a dormire e magari a guardare qualche serie…”.

Chwalinska, n.114 WTA, è la seconda semifinalista del singolare femminile al Roland Garros con il ranking più basso dopo la francese Lois Boisson, n391 WTA, che era arrivata tra le prime quattro a Parigi un anno fa. E’ la quarta polacca nell’Era Open a raggiungere una semifinale del Slam in singolare dopo Aga Radwanska, Swiatek e Linette, la seconda a riuscirci sulla terra parigina dopo Iga. E dal 1990 Maja è la quinta giocatrice a raggiungere le semifinali al Roland Garros al suo debutto nel tabellone principale: si unisce a Jennifer Capriati (1990), Clarisa Fernandez (2002), Nadia Podoroska (2020) e Lois Boisson (2025).

Il match. Non è stata una partita esaltante: la posta in palio le ha rese entrambe estremamente fallose. Tutte e due portano i segni evidenti delle fatiche parigine: Maja ha la coscia sinistra vistosamente fasciata, Anna quella destra. La polacca cede il servizio in avvio di primo set alla seconda palla utile (1-0) ma la sua reazione si concretizza in un parziale di cinque game consecutivi (5-1) che manda letteralmente nel pallone la 27enne moscovita, che cede tre volte di fila la battuta e se la prende un po’ anche con coach Patricia Tarabini. Stavolta il parziale, di quattro giochi di fila, è di marca russa (5-5). Chwalinska torna a muovere il punteggio (6-5) ma Kalinskaya riesce a rifugiarsi nel tie-break (6-6). Anna riesce a restare attaccata fino al 3-2 ma poi Maja vince cinque punti di fila chiudendo per 7 a 5.

Kalinskaya accusa il colpo ed è sempre più smarrita. Nella seconda frazione Chwalinska prende il largo (4-1) con un doppio break di vantaggio. Ne restituisce uno (4-2) ma poi se lo riprende (5-2). Nell’ottavo game la polacca arriva per due volte a due punti dalla vittoria ma finisce per cedere ancora il servizio (5-3). La moscovita però non ne approfitta: prima sbaglia la più facile delle volée concedendo il matchpoint, e poi completa l’opera spedendo lungo il diritto (6-3).

Il diritto mancino di di Maja Chwalinska (foto Getty Images)

Il diritto mancino di di Maja Chwalinska (foto Getty Images)

Fondamentale per Maja l’80% di prime in campo con cui ha vinto il 51% dei punti oltre ad un 53% di punti conquistati con la seconda di servizio. Ha trasformato 7 delle 8 palle-break che si è procurata e ne ha annullate 6 delle 11 che ha concesso. Ha messo a referto 24 vincenti a fronte di 15 gratuiti: 36 contro 47 (!) il bilancio della sua avversaria.

Giovedì in semifinale la polacca dovrà vedersela con un'altra mancina, Diana Shnaider, anche lei mai così avanti in un Major. Tra le due non ci sono precedenti. E’ la prima volta da Wimbledon 2014 (Kvitova e Safarova) che due mancine si affrontano in una semifinale Slam: a Parigi non accadeva dal 1984 (Navratilova e Benjamin).

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