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L'impresa di Fonseca: "Nel quinto è stato tutto cuore"

"A dire la verità - dice il brasiliano - non ci credevo nemmeno io. Era durissimo giocare contro di lui con questo caldo. Mi stava distruggendo. Se colpivo forte, la palla tornava ancora più forte. Se cercavo traiettorie più alte, lui rispondeva con smorzate e accelerazioni. Sembrava avere sempre la soluzione giusta"

30 maggio 2026

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Joao Fonseca continua a stupire il mondo del tennis e, dopo aver eliminato Novak Djokovic al termine di una maratona di cinque set e quasi 5 ore, il diciannovenne brasiliano fatica quasi a credere a quello che ha appena realizzato, ripetendo le stesse parole di Nole.

"È stata una partita incredibile. Per me, semplicemente condividere il campo con lui è stata un'esperienza straordinaria. A fine match mi ha fatto i complimenti, mi ha augurato buona fortuna. Addirittura me l'ha detto in portoghese. Per me è stato un piacere enorme giocare contro di lui".

Per oltre due set, però, la sensazione era che il copione fosse scritto. Djokovic sembrava avere il controllo totale della situazione e Fonseca ammette di aver attraversato momenti molto complicati.

"A dire la verità, non ci credevo nemmeno io. Era durissimo giocare contro di lui con questo caldo. Mi stava distruggendo. Se colpivo forte, la palla tornava ancora più forte. Se cercavo traiettorie più alte, lui rispondeva con smorzate e accelerazioni. Sembrava avere sempre la soluzione giusta".

L'impresa di Fonseca: "Nel quinto è stato tutto cuore"

La svolta è arrivata poco alla volta, senza pensare al punteggio o all'impresa da compiere. "Ho cercato soltanto di restare lì, punto dopo punto. Non pensavo al fatto di dover vincere tre set consecutivi. Mi ripetevo soltanto: resta dentro la partita, continua a lottare. A un certo punto ho percepito che era un po' più stanco e questo mi ha dato speranza".

Da quel momento il brasiliano ha iniziato a credere nella rimonta. "Quando ho vinto il terzo set ho cominciato a crederci un po'. Quando ho vinto il quarto ero già stanchissimo anch'io. Nel quinto set è stato tutto cuore. Non riuscivo nemmeno a pensare lucidamente, cercavo solo di andare avanti e continuare a lottare".

Una delle chiavi del successo è stata la capacità di trovare nuove soluzioni contro uno dei migliori interpreti tattici della storia. "Djokovic gestisce il ritmo come nessun altro. Hai la sensazione che metta la palla esattamente dove vuole. A volte gioca una palla lenta ma profondissima e tu devi continuare a muoverti e a spingere. Non regala mai niente. Ha quasi quarant'anni e in campo sembra averne venti. È incredibile".

Fonseca racconta di aver dovuto modificare gradualmente il proprio approccio. "Nei primi due set stavo provando diverse cose, ma nulla funzionava. Mi sfuggivano occasioni importanti e commettevo errori su colpi abbastanza semplici. Nel terzo set ho iniziato a rispondere più profondo, a essere più aggressivo con maggiore margine e a costruire meglio i punti. Credo che sia stata questa la differenza".

L'impresa di Fonseca: "Nel quinto è stato tutto cuore"

Il brasiliano sottolinea soprattutto l'importanza di aver mantenuto un atteggiamento offensivo senza perdere solidità. "All'inizio lui comandava completamente gli scambi. Ogni volta che prendeva l'iniziativa arrivava una smorzata o una soluzione diversa. Era molto difficile per me. Poi ho cercato di essere più aggressivo sulla risposta e sul colpo successivo. Il suo servizio e la sua risposta restano eccezionali, quindi non era facile tenere i turni di battuta. Però quando ho percepito un po' di stanchezza dalla sua parte ho continuato a cercare soluzioni e questo mi ha aiutato".

Adesso il suo nome è tra quelli più attesi del torneo, soprattutto dopo l'uscita di scena di diversi favoriti. Ma Fonseca non vuole guardare troppo avanti. "Questo è il mio primo ottavo di finale in uno Slam. Sto pensando soltanto alla prossima partita. Dieci minuti dopo la fine del match ho iniziato a rendermi conto di ciò che avevo fatto, di quanto fosse difficile e speciale. Ma sono soltanto agli ottavi".

E mentre molti iniziano già a parlare di tabellone aperto e possibili sorprese, lui mantiene i piedi per terra. "L'uscita di Djokovic e Sinner apre sicuramente delle opportunità per giocatori che sono da più tempo nel circuito, come Zverev o Ruud. Io voglio solo continuare a concentrarmi su una partita alla volta. Per me essere arrivato agli ottavi è già un risultato enorme e voglio godermi questo momento".

Determinante, come spesso accade quando gioca in Europa, è stato il sostegno della comunità brasiliana presente sugli spalti. "Il pubblico brasiliano è stato fantastico. L'atmosfera era incredibile, il livello di energia pazzesco. Mi stavo davvero divertendo. Ogni punto importante faceva impazzire lo stadio. Il loro sostegno mi ha aiutato tantissimo a continuare a credere nella vittoria e a continuare a lottare".

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