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Sul cemento di Flushing Meadows la kazaka (n.2), che da lunedì sarà la trentesima numero uno WTA, batte in tre set Sabalenka (n.1) e conquista il suo terzo trofeo Slam in carriera
Tiziana Tricarico | 13 settembre 2026
Promessa mantenuta! “Ora voglio vincere il torneo”, aveva detto dopo aver ottenuto (approdando in “semi”) la matematica certezza di diventare la 30esima regina del tennis mondiale nell’Era Open. Ed è stata di parola Elena Rybakina, nuova campionessa dello Us Open femminile, ultimo Slam stagionale che si è concluso sul cemento di Flushing Meadows (con un montepremi record di 108 milioni di dollari) a New York, trasmesso in chiaro su SuperTennis e SuperTennis Plus.
In finale la 27enne di origini moscovite, n.2 del ranking e del seeding, ha battuto per 64 57 62, in due ore e 21 minuti di partita, Aryna Sabalenka, n.1 del mondo fino a lunedì, quando lascerà il trono proprio a Rybakina dopo 99 settimane consecutive in vetta (107 quelle complessive in carriera). Per Elena - premiata da una sfolgorante Maria Sharapova, vincitrice a New York esattamente vent’anni fa - è il terzo trofeo Slam (su quattro finali disputate), dopo quelli vinti a Wimbledon nel 2022 battendo Jabeur e all'Australian Open a gennaio superando proprio Sabalenka, il 14esimo titolo in carriera. La kazaka è la terza tennista dal 2000 a vincere Aus Open e US Open nella stessa stagione, unendosi a Kerber (2016) e Sabalenka (2024).
Quest’anno Elena ha vinto 10 delle 15 sfide giocate contro top ten. Contro Aryna fondamentale è stato - come sempre - il rendimento al servizio, nonostante una prima un po’ “ballerina”: per la kazaka 12 ace - arriva a 411 il totale stagionale, record - e 5 doppi falli, il 47% di prime in campo ma con l’85% dei punti vinti oltre ad un 59% di punti conquistati anche con la seconda di servizio. Ha messo a referto 36 vincenti - sono 1.637 quelli in questo 2026, altro primato - contro 24 gratuiti, dei quali ben 13 commessi nel secondo set (32 contro 35 il bilancio di Sabalenka), ed ha chiuso conquistando complessivamente 103 punti contro i 90 della bielorussa.
Rybakina è la terza giocatrice del Tour ad aver vinto tre titoli in questa stagione (Us Open, Australian Open ed il “500” di Stoccarda) insieme proprio a Sabalenka (il “500” di Brisbane ed i “1000” back-to-back di Indian Wells e Miami) e a Mirra Andreeva (i “500” di Adelaide e Linz, ed il Roland Garros).
Era il 18esimo confronto tra le due - il terzo in una finale Slam (all’Australian Open del 2023 ha vinto Aryna, quest’anno Elena) - con Sabalenka avanti per 10 a 7 dopo le vittorie di marzo in finale ad Indian Wells ed in semifinale a Miami. Curiosamente le due non si erano mai affrontate a New York. Nel primo set è Aryna a rischiare per prima: nel terzo gioco cancella ben tre palle-break (la prima con un diritto lungolinea micidiale) e chiude il game con un ace esterno (2-1). Nel quinto gioco il break per Elena arriva, gentile “omaggio” della bielorussa che commette doppio fallo sulla palla-break, rimediando anche un “warning” per una palla scagliata in tribuna (3-2).
Consolida velocemente il vantaggio Rybakina (4-2), che in tre turni di battuta perde appena due punti. Con il diritto incrociato Sabalenka cancella una palla-break anche nel settimo game e poi riesce a rimanere in scia (4-3). La kazaka, però, nonostante pochissime prime in campo difende il break fino al decimo game quando, dopo aver mancato un primo set-point con un errore di diritto, se ne procura un secondo grazie ad un rovescio che si stampa sulla riga e poi incamera il 6-4 su un rovescio incrociato largo della sua avversaria.
Anche nel secondo parziale Aryna rischia forte nel terzo game, dove annulla due palle-break (2-1). Poi entrambe restano attaccate ai rispettivi turni di battuta con la bielorussa che, dopo il rischio corso, perde appena un “quindici” in tre turni (5-4). Nel decimo gioco, con un’incredibile risposta di rovescio lungolinea, Sabalenka si procura le prime due palle-break dell’incontro che sono altrettanti set-point: sul primo Aryna colpisce il diritto con troppa irruenza, sul secondo la risposta incrociata di rovescio (su una seconda della kazaka) termina larga di poco.
Con il quarto punto di fila Rybakina si tira fuori dalla buca (5-5). Al termine di un turno di servizio decisamente complesso la 28enne di Minsk si assicura almeno il tie-break (6-5). Perde il controllo del diritto Elena e concede un altro set-point (il terzo complessivo) e stavolta la risposta di rovescio della bielorussa non perdona (7-5).
Non sfrutta una palla-break in avvio di frazione decisiva buttando via la risposta Rybakina e Sabalenka può partire avanti (1-0). Nel “solito” terzo gioco Aryna annulla una prima palla-break con un gran rovescio ma la seconda le è fatale (2-1). Elena conferma il break (3-1) ma la bielorussa resta a contatto (3-2). Volano via veloci i turni di battuta di Rybakina (4-2): sempre sotto pressione Sabalenka, che annulla una prima palla-break, ma sulla seconda la kazaka, con una volée di diritto, si prende un altro break (5-2). Nel decimo gioco la kazaka vola al doppio match-point: commette il secondo fallo del game sul primo match-point ma sul secondo piazza l’ace numero 12 della sua incredibile partita (6-2).
Si interrompe così a 19 partite l’imbattibilità di Sabalenka nel Major a stelle e strisce. Aryna ha pagato, come tante volte le è accaduto nelle finali importanti, la troppa emotività, tirando sempre a tutto braccio senza provare a fermarsi un attimo per respirare.
Aveva iniziato questo 2026 in una condizione pazzesca che nei primi tre mesi le ha permesso di vincere 23 dei 24 match disputati, con l’unica sconfitta rimediata proprio da Rybakina nella finale di Melbourne. E le lacrime della 28enne di Minsk durante la premiazione la dicono tutta su quanto sia dolorosa per lei questa sconfitta