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Djokovic rende merito a Joao: "Match incredibile, Fonseca è una star"

"Gli ho detto - ha spiegato Nole - che meritava di vincere, che aveva giocato una partita incredibile e che doveva essere orgoglioso di sé. Gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo. Il livello che abbiamo visto oggi spiega perfettamente tutto l'entusiasmo che c'è attorno a lui"

29 maggio 2026

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Novak Djokovic esce dal Roland Garros 2026 al termine di una battaglia che lascia l'amaro in bocca, ma anche la sensazione di aver assistito a un possibile (ennesimo) passaggio di consegne. Sul Philippe Chatrier il serbo si arrende in cinque set al diciannovenne brasiliano Joao Fonseca, uno dei talenti più attesi del circuito, dopo essere stato avanti di due set. E, a fine partita, è il primo a rendere merito all'avversario.

"È stata una partita incredibile. Ovviamente è dura perdere dopo essere stato avanti di due set, ma va dato enorme merito a Joao perché ha meritato la vittoria. Senza dubbio è stato il giocatore migliore nei momenti importanti, soprattutto nel quarto e nel quinto set. Ci sono stati scambi e punti straordinari. Ha trovato colpi incredibili, righe, soluzioni eccezionali. Dal suo lato è stato semplicemente fantastico".

Djokovic non cerca alibi, né attribuisce la sconfitta a particolari errori tattici. "Non credo di aver fatto molto di sbagliato nel mio gioco. È semplicemente stato migliore lui stavolta".

Alla domanda se, dopo l'eliminazione di Sinner e vista l'assenza di Carlos Alcaraz, avesse iniziato a pensare a un possibile percorso favorevole nel torneo, la risposta è immediata e tagliente.

"Non mi interessa. Mi fermo subito qui. Ho appena perso al terzo turno. Parliamo di qualcos'altro".

Djokovic cede a un Fonseca stile Guga

Djokovic cede a un Fonseca stile Guga

Resta comunque la soddisfazione per il livello espresso nelle ultime settimane, dopo mesi complicati dal punto di vista fisico. "Le ore che ho passato in campo in queste tre partite qui mi sembrano equivalenti a tutti i tornei che ho giocato negli ultimi tre mesi. Considerando che sono stato infortunato per tre mesi e che sono rientrato praticamente direttamente in uno Slam su una superficie molto impegnativa, penso che il livello sia stato davvero alto. Ero contento del mio tennis. Certo, adesso sono deluso perché ero vicino alla vittoria, ma questa è la situazione".

Al centro dell'attenzione c'è inevitabilmente Fonseca, il ragazzo che ha infiammato il pubblico parigino e impressionato persino uno dei più grandi campioni della storia. "Gli ho detto che meritava di vincere, che aveva giocato una partita incredibile e che doveva essere orgoglioso di sé. Gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo. Il livello che abbiamo visto oggi spiega perfettamente tutto l'entusiasmo che c'è attorno a lui".

E ancora: "Spero che possa diventare la prossima grande stella. Ha sicuramente il potenziale per riuscirci. Naturalmente tante cose devono andare al loro posto. Però è molto professionale, da quello che ho visto in questi anni. Ha talento, ha potenza, ha un intero Paese alle spalle che lo sostiene. C'è grande entusiasmo attorno a lui ed è meritato. Spero possa vincere Slam e diventare una delle grandi figure del tennis".

Djokovic rende merito a Joao: "Match incredibile, Fonseca è una star"

La chiave della sconfitta, secondo Djokovic, è stata soprattutto fisica. Dopo due set di altissimo livello, il serbo ha progressivamente perso energie mentre il brasiliano continuava a spingere. "Sarebbe bello se si giocasse al meglio dei tre set. La verità è che sono rimasto senza benzina. Non mi sentivo bene in campo nei set successivi al terzo. Credo poi che la fine del quarto set sia stata la mia occasione migliore. Sul 4-3 ho avuto la chance di trovarmi 15-40, ma lui ha giocato punti straordinari, servendo forte e attaccando".

Nei momenti decisivi, però, non trova rimpianti. "Quando riguardi una partita puoi sempre pensare di aver potuto fare qualcosa di diverso. Ma bisogna anche saper dire bravo all'avversario. Lui ha giocato un tennis straordinario. Ogni volta che arrivava un momento decisivo, andava a cercarsi il punto. Forse il mio unico vero rimpianto è il game perso sul 3-1 del quinto set quando ero al servizio. Ma anche lì lui ha giocato punti molto aggressivi. Ogni palla sul diritto la colpiva con una velocità incredibile. Era difficile da leggere".

L'immagine finale è quella di un campione stremato ma ancora capace di emozionarsi. Quando gli viene chiesto cosa significhi, a quasi 40 anni, disputare ancora battaglie del genere in uno Slam, Djokovic si lascia andare a una riflessione più personale. "È difficile pensarci adesso. Però ci sono stati momenti in cui a fine partita sentivo di riuscire a malapena a stare in piedi. Guardavo il pubblico e vedevo come mi sosteneva e mi dava energia. È stato qualcosa di magico. Se metto da parte la delusione e i pensieri negativi per la sconfitta, c'è molto di cui essere orgogliosi. Di quello che ho passato, di quello che ho vissuto. Sono molto grato per esperienze come questa".

E quando gli chiedono se tornerà al Roland Garros nel 2027, la risposta è tanto breve quanto significativa. "Non lo so".

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