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Darderi: "L'erba è una superficie che ormai conosco bene"

Alla quarta partecipazione a Wimbledon "Luli" sente di avere l'oportunità di poter far bene: "L’obiettivo è servire bene e rispondere bene".

di | 28 giugno 2026

Luciano Darderi (foto Getty Images)

Luciano Darderi (foto Getty Images)

E' uno dei due italiani - l'altro è Jannik Sinner - chiamati ad esordire nel day 1 di Wimbledon Luciano Darderi, che dovrà vedersela lunedì con Eithan Queen, 22enne californiano di Fresno reduce dalla sua prima finale ATP raggiunta sui prati di Maiorca. Dopo Parigi "Luli" si è fermato per un paio di settimane per risolvere un problema di salute che si portava dietro già da un po'. "Sto bene, è una superficie che ormai conosco bene: so come si gioca, conosco le condizioni - ha dichiarato Darderi alla vigilia delk suo quarto Wimbledon -. È un anno un po’ particolare perché ho giocato solo due partite sull’erba; quindi, è diverso rispetto al solito e dopo l’operazione alle tonsille è un po’ più dura. Quest’anno me la prendo con calma: cercherò solo di godermela e dare il massimo, perché è da un po’ che non gioco al 100%. Rientrare dopo essermi tolto le tonsille non sarà facile; l’operazione mi ha lasciato fermo per due settimane, mentre gli altri hanno già giocato due tre settimane sull’erba. Giocare tre set su cinque, domani contro Quinn, che viene da una finale, sarà complicato. Sarà fondamentale rimanere sempre lì mentalmente. Su erba è tutto diverso, il gioco è più veloce, è meno fisico ma molto mentale nei momenti importanti. Da questo punto di vista non ho avuto tanto tempo per prepararmi, ma l’obiettivo è servire bene e rispondere bene".

Luciano Darderi esulta (foto FITP)

Luciano Darderi esulta (foto FITP)

Luciano ha anche parlato dell'importanza del rapporto con papà Gino e con tutto il team: "Il rapporto è sempre stato buono. Da piccolo ero abbastanza difficile da gestire, avevo un carattere tosto, ma col tempo abbiamo migliorato tantissimo e i risultati si sono visti, abbiamo un ottimo rapporto. Anche per Vito è una figura importante, mi dispiace un po’ perché papà non può seguirlo tanto: io sono nel momento più critico della carriera e ultimamente non sta molto con Vito. Io e mio padre abbiamo fatto grandi cose finora e cercheremo di andare avanti".

"Ci sono i numeri e vanno rispettati. Conta chi ha più continuità, chi gioca meglio i tornei grandi, piccoli, medi: l’ATP funziona così, chi fa più punti sta più in alto - ha detto Luciano rispondendo a chi critica i ranking di alcuni giocatori -. Penso che Flavio si sia meritato la Top 10, ha fatto finale a Parigi e non è poco. Io sono fra i primi venti, ho fatto buoni risultati, la semifinale a Roma e ho vinto un ATP: se arrivi lì è perché i risultati ci sono, non importa su quale superficie o dove. Ognuno può avere la sua opinione, ma arrivare a quei livelli non è facile: mantenerli è un altro discorso, ma arrivarci è già molto difficile". 

Infine ha parlato dei suoi progressi nelle ultime stagioni: "Tre anni fa giocavo solo sulla terra, ma il circuito ti costringe a migliorare anche sulle altre superfici. Negli ultimi due anni ho fatto grandi passi avanti sul cemento, l’ho dimostrato anche negli Slam: agli US Open con Alcaraz, in Australia con Jannik, terzo turno qui l’anno scorso su superfici che non sono il mio habitat naturale. Penso che questo mi abbia aiutato ad arrivare in Top 20".

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