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NextGen: la FIP costruisce il futuro, l’Italia guida la crescita

Dalle FIP Junior Continental Cups, per la prima volta tutte nello stesso anno, al boom del circuito Promises che conta già circa 150 tornei. La strategia globale della FIP punta sempre più forte sui giovani e trova nell’Italia l’alleato più attivo: un torneo FIP Promises su sei si giocherà nel nostro Paese

di | 25 marzo 2026

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La crescita globale del padel passa indubbiamente dal circuito Premier, che porta lo spettacolo in giro per il mondo, ma anche dallo sviluppo di un movimento giovanile concreto. Non è uno slogan, ma una strategia chiara dell’International Padel Federation, che negli ultimi anni sta lavorando con un’attenzione sempre maggiore sulla costruzione di un ecosistema internazionale dedicato alla NextGen. L’ultima novità, annunciata nel mese di marzo, riguarda le FIP Junior Continental Cups 2026: per la prima volta tutte le competizioni continentali a squadre si disputeranno nello stesso anno solare.

Non tutti gli eventi saranno svolti in concomitanza, ma Africa, Europa, Asia e Americhe saranno coinvolte in un calendario coordinato che rappresenta un salto di qualità organizzativo e competitivo. Perché, quando in gioco ci sono i talenti del futuro, non si tratta solo di assegnare titoli. Il progetto ha un doppio obiettivo: da un lato offrire ai migliori talenti under 12, 14, 16 e 18 un contesto internazionale strutturato; dall’altro creare un percorso meritocratico verso la FIP Junior World Cup 2027. È qui che si coglie la visione della Federazione: dare continuità e senso al percorso giovanile, evitando frammentazioni e costruendo una vera filiera globale.

Il presidente FIP Luigi Carraro ha parlato di “passaggio fondamentale nella crescita del padel, con un sistema più strutturato, meritocratico e internazionale”, e la definizione è centrata. Perché mettere a sistema le competizioni continentali significa armonizzare livelli, esperienze e opportunità. “Investire nelle nuove generazioni – ha aggiunto il numero uno della Federazione – è la nostra priorità strategica, perché da qui nasce il futuro del padel. Desidero ringraziare tutte le nostre 100 federazioni per il lavoro instancabile che svolgono ogni giorno a supporto della crescita dei giovani. Il nostro obiettivo è offrire a questi atleti un’esperienza competitiva e personale che sostenga il loro percorso verso i massimi livelli internazionali”.

NextGen: la FIP costruisce il futuro, l’Italia guida la crescita

Per quanto riguarda gli azzurrini, la settimana cerchiata sul calendario è quella a cavallo fra giugno e luglio, dal 29 al 4, quando in Portogallo si giocherà la FIP Junior Euro Padel Cup, dove le nostre ragazze proveranno a difendere l’argento del 2024 a Budapest, mentre i ragazzi tenteranno di migliorare il quinto posto colto sempre in Ungheria. Ad aprire le danze sarà però la competizione continentale africana, in Egitto dal 15 al 20 giugno. In concomitanza gli eventi per Asia e America: il primo dal 9 al 14 novembre in Indonesia, il secondo dal 10 al 14 in Messico.

La novità delle competizioni continentali nella medesima stagione si inserisce in un disegno più ampio, trainato dalla riforma del circuito FIP Promises. Un circuito che non è più soltanto una serie di tornei, ma dal 2026 ha una vera architettura globale: circuiti continentali, ranking dedicati e – dal prossimo anno – anche un circuito under 18 d’élite, che sarà collegato (tramite la concessione di wild card) a eventi del circuito professionistico. La direzione è chiara: aumentare il numero di competizioni, ma soprattutto migliorarne la qualità e la distribuzione geografica.

I numeri parlano da soli e raccontano di una crescita inarrestabile: 3 tornei nel 2021, 18 nel 2023, 90 nel 2025. E quest’anno segnerà un’ulteriore impennata. Nel calendario attuale sono presenti ben 146 eventi, 26 dei quali già disputati nei primi mesi dell’anno. Una crescita quantitativa che significa più accessibilità, più continuità competitiva, più occasioni per misurarsi a livello internazionale. In sintesi, una piattaforma di sviluppo reale che può accompagnare i giovani dal primo livello fino all’élite.

In questo scenario, l’Italia sta dimostrando coi fatti la volontà di colmare il famoso gap con Spagna e Argentina, nazioni leader grazie ad anni di vantaggio sull’avviamento. La prova è nei numeri, visto che dei 146 eventi Promises inseriti nel calendario 2026, 25 sono in Italia, paese leader in termini di organizzazione. Vuol dire che, in media, si gioca nel nostro Paese un torneo internazionale giovanile su sei. Cinque sono già andati in archivio, fra Perugia, Torino (due volte), Roma e Siracusa, e un’altra ventina arriverà da qui a fine novembre, coinvolgendo oltre dieci regioni italiane: dall’Umbria al Piemonte, dalla Sicilia al Lazio, passando per Puglia, Calabria, Toscana, Lombardia, Marche, Emilia-Romagna e Abruzzo.

Una copertura sempre più capillare dall’effetto potenzialmente importantissimo. Avere così tante tappe in casa significa ridurre costi e barriere per i giovani italiani, aumentare le occasioni di confronto internazionale e accelerare i processi di crescita. Questa è forse la leva più concreta per colmare il famoso divario con le giganti: far giocare di più, meglio e contro avversari diversi. La FIP ha tracciato la strada, costruendo un sistema credibile e progressivo. L’Italia ha colto il messaggio meglio degli altri.

NextGen: la FIP costruisce il futuro, l’Italia guida la crescita

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