-
Padel

La scalata di Aimar Goñi: ora mister smash sogna la nazionale

In soli dodici mesi Aimar Goni è passato dal quasi anonimato alla top 40 della classifica mondiale FIP. Addirittura, secondo molti è fra i candidati per un posto nella nazionale spagnola per il prossimo Mondiale in Qatar. “Lavoro ogni giorno – dice lui – per dimostrare di essere pronto”

di | 25 luglio 2026

20260724_aimar_goni__2_.jpg

Solo dodici mesi fa non lo conosceva quasi nessuno, mentre oggi Aimar Goñi è una delle rivelazioni del circuito Premier Padel, tanto che il suo nome entra addirittura nella discussione per un posto con la Spagna al prossimo mondiale in Qatar. Una situazione che meglio di ogni altra racconta la scalata del ventenne di Pamplona, numero 68 del mondo a inizio stagione e già nei primi 40 oggi, grazie alla chiamata di Edu Alonso che ha deciso di sacrificare un posto fra le prime 8 coppie del mondo per puntare su potenza, esplosività e voglia di arrivare.

È andata a meraviglia: nei primi 8 tornei insieme hanno raggiunto una semifinale e due quarti, battendo coppie come Stupaczuk/Yanguas, Nieto/Sanz, Garrido/Bergamini, Di Nenno/Gonzalez. E la scorsa settimana a Malaga hanno messo paura addirittura ai numeri uno Coello e Tapia, strappandogli il primo set in un match che ha visto Goñi chiudere con una percentuale di successo con lo smash dell’82%. Ne ha tentati 28 e ha trovato il punto 23 volte, roba da marziano, a maggior ragione contro i giganti della nostra epoca. Ma non è stata casualità, anzi: è la conferma delle potenzialità del giovane, e del suo fisico che pare costruito ad hoc per il padel.

“Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento di emergere – ha detto Aimar –, ma l’ho sempre atteso senza fretta. Ogni cosa richiede il suo tempo. Da un po' sto facendo le cose nel modo giusto e insieme al mio team lavoro ogni giorno per raggiungere la versione migliore di me stesso. So di poter ancora migliorare e vivo tutto con grande naturalezza: il proprio valore va dimostrato in campo, non con le parole”.

La scalata di Aimar Goñi: ora mister smash sogna la nazionale

Dopo dodici mesi di costante accumulo, ora per lo spagnolo arriva il momento di iniziare a difendere i punti del 2025, a partire dai quarti a Tarragona coi quali si rivelò al circuito Premier Padel. “Confermarsi – ha aggiunto – è la cosa più difficile, ma non mi accontento dei punti che ho conquistato: voglio sempre fare di più. Rispetto allo scorso anno parto da una posizione decisamente migliore, perché con Edu sono tra le prime 16 coppie del ranking. Nei tornei P1 e Major questo fa una grande differenza, perché si entra in tabellone un turno più avanti e si evitano subito le teste di serie. Edu e io abbiamo tanta voglia di dimostrare tutto il nostro potenziale, e puntiamo a un posto alle Finals di Barcellona”.

Oggi, di Goñi si parla tantissimo, quasi troppo in relazione a quanto fatto sin qui. “Ma questo – precisa lui – mi rende molto felice. È ciò che ho sognato per tutta la vita. Essere al centro dell'attenzione è una cosa positiva e, nel mio caso, fortunatamente, ricevo quasi esclusivamente commenti positivi e pochissime critiche rispetto ad altri colleghi. Sono davvero grato a tutte le persone che mi sostengono e credono in me. Ogni giorno lavoro con l'obiettivo di ripagare questa fiducia e continuare a crescere”.

Come detto, il sogno è la nazionale. Al momento, Goñi ha davanti tantissimi colleghi, addirittura una dozzina solo per il “revés”, il lato sinistro del campo. Eppure, fra gli addetti ai lavori non sono pochi a considerarlo uno dei papabili per il famoso quarto posto, dopo Ale Galan, Paquito Navarro e Coki Nieto. “Il quarto posto è conteso fra vari giocatori – dice –, e io credo di avere delle possibilità. Ci sono cinque o sei giocatori di sinistra con un livello molto simile. Sarà il commissario tecnico a decidere: è il suo lavoro e sa perfettamente chi scegliere. Da parte mia, continuo a lavorare per dimostrare di essere pronto a dare il mio contributo, qualora ce ne fosse bisogno”.

“Cerco di non farmi ossessionare da questo obiettivo – ha aggiunto –, perché potrebbe rivelarsi controproducente. Rappresentare la Spagna è il massimo, ma il desiderio e l’entusiasmo di essere convocato possono giocare un brutto scherzo in campo, portandoti a fare cose che non fanno parte del tuo gioco solo per dimostrare qualcosa in più. La cosa importante è restare tranquilli, lavorare e lasciare che sia il campo a parlare. Se io fossi il ct? Naturalmente porterei me stesso (ride, ndr). Ma, cercando di essere obiettivi, credo che in questo momento quel quarto posto sul lato sinistro dovrebbe andare a Momo Gonzalez. Spero di riuscire a soffiargli il posto, ma oggi penso che sia lui la scelta migliore”.

La scalata di Aimar Goñi: ora mister smash sogna la nazionale

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti