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Nell’ultimo aggiornamento al ranking FIP, l’Italia vanta la bellezza di 10 top-100. A un mese dal mondiale di Doha è una grande notizia: la distanza dall’Argentina sembra essersi ridotta rispetto al passato, mentre il vantaggio nei confronti delle nostre storiche inseguitrici pare aumentato
Marco Caldara | 29 settembre 2026
Non si tratta di un record, perché la prima volta risale addirittura a oltre quattro anni fa, quando – nel femminile – il ranking di riferimento era ancora quello del vecchio World Padel Tour, in attesa dell’apertura del circuito Premier Padel anche alle donne. Tuttavia, poter vantare la bellezza di 10 rappresentanti nella top-100 del ranking mondiale femminile, per l’Italia, rimane uno dei traguardi dal maggior significato. In virtù dei passi avanti di Martina Parmigiani, salita al numero 100 nell’aggiornamento di lunedì grazie alla finale nel FIP Silver di Houten (Paesi Bassi), il nostro paese è tornato in doppia cifra, confermandosi secondo solamente alla superpotenza Spagna.
Significa essere davanti a livello numerico persino all’Argentina (ferma a 8), per non parlare di tutte le altre nazioni del mondo, visto che soltanto altri dieci Paesi vantano almeno una top-100 e la sola Francia ne ha più di due, precisamente tre. Meno di un terzo delle nostre, guidate dalla giovane Giulia Dal Pozzo, attualmente in 26esima posizione, suo miglior piazzamento di sempre. La mancina romagnola è scivolata al numero 20 della Race dopo aver occupato posizioni più nobili, ma dista solamente un’ottantina di punti dalla numero 16, Veronica Virseda. In sintesi, è ancora pienamente in corsa per il sogno Finals, con ancora sei tornei del circuito maggiore a disposizione per provare a guadagnarsi un posto a Barcellona.
Fra le top-30 c’è anche Carolina Orsi (numero 30), mentre piazzate fra la cinquantesima e la centesima posizione ci sono ben otto delle nostre: Giorgia Marchetti (54), Lorena Vano (74), Caterina Baldi (81), Carlotta Casali (85), Clarissa Aima (86), Emily Stellato (88), Giulia Sussarello (94) e Martina Parmigiani (100).
Il periodo particolarmente florido del nostro padel femminile fa doppiamente notizia perché arriva a poco meno di un mese dalla FIP World Cup, il mondiale in programma dal 2 al 7 novembre sui campi del Khalifa International Tennis Complex di Doha (Qatar), già sede di due delle ultime tre edizioni della competizione iridata. Fra 2021 e 2024 l’Italia femminile ha ottenuto la medaglia di bronzo per tre volte consecutive: la possibilità di scalare un altro gradino dipenderà anche dai sorteggi, ma sognarlo, forse, non è più esagerato.
Con la Spagna favoritissima per l’ennesimo oro, la principale candidata per l’argento – secondo la classifica – è l’Argentina, che vanta la numero 1 del mondo Delfi Brea, altre due top-20 come Claudia Jensen e Aranzazu Osoro, e anche la 22enne Martina Fassio, numero 24 del mondo, che da qualche tempo ha cambiato bandiera, lasciando quella spagnola a favore dell’albiceleste. Formano un quartetto di altissimo livello, ma le coppie da schierare a Doha saranno tre e le connazionali alle loro spalle fanno decisamente meno paura: Julieta Bidahorria (41), Virginia Riera (45), Daiara Valenzuela (56) e Maria Laura Ferreyra (83). Batterle resta difficile, ma con le combinazioni giuste l’Italia sembra molto meno lontana che in passato.
L’altra buona notizia è che, mentre la distanza fra Argentina e Italia si è ridotta, quella fra l’Italia e le inseguitrici pare essersi allargata. Non va abbassata la guardia: come le azzurre guardano all’argento delle sudamericane, sono tantissime le nazioni che hanno nel mirino quel bronzo che ormai da cinque anni è cucito sulla pelle delle nostre. Ma proprio il ranking attuale ci mostra una situazione che fa ben sperare. Il Portogallo – battuto dalle nostre nella “finalina” del 2024 – ha la top-10 Sofia Araujo, ma poi la sola 48enne Ana Catarina Nogueira fra le prime 100, mentre la nazionale francese sembra regredita rispetto a quella che quattro anni fa ci contese il bronzo, perdendo. Le altre? Praticamente non pervenute. È vero che le classifiche non sono tutto, ma nel padel valgono tanto. Proprio come il nostro movimento femminile, che a un mese dal mondiale è più in salute che mai.