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Padel

E se eliminassimo le teste di serie? Chingotto lancia l’idea

La ricetta per combattere la prevedibilità di molti tornei, soprattutto nelle prime giornate? Eliminare le teste di serie. A lanciare l’idea è niente meno che Federico Chingotto, disposto a rinunciare ai privilegi acquisiti sul campo, a favore di un padel più imprevedibile

06 maggio 2026

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“Nel padel maschile la finale è sempre la stessa”. Lo pensano e dicono moltissimi appassionati, perché ormai da più di due anni le prime due coppie del mondo si affrontano quasi sempre nell’ultimo match di ogni torneo, fatta eccezione per qualche rarissimo caso (tipo l’ultimo a Bruxelles, vinto da Lebron e Augsburger). Tapia-Coello da una parte, e Chingotto-Galan dall’altra, sono per distacco le due migliori coppie del momento, con Fede e Ale che stanno provando a prendersi la prima posizione del ranking in ogni modo possibile.

Ma per evitare che i tornei siano prevedibili e che si arrivi agli ultimi giorni sempre con gli stessi giocatori, lo stesso Chingotto ha lanciato di recente un’idea diversa e innovativa, senza dubbio stimolante più per chi insegue che per i big dei quali l’argentino fa parte. La sua proposta, infatti, prevede un sorteggio completamente aperto, senza il posizionamento delle teste di serie, dunque senza che le coppie più forti possano godere di privilegi nel posizionamento nei tabelloni, secondo meriti di classifica.

“Un sorteggio diretto, tutti sulla stessa barca”, ha affermato il giocatore di Olavarría, sostenendo che questo sistema possa democratizzare le opportunità fin dall'inizio. Sarebbe come togliere il canovaccio canonico per rendere tutto completamente imprevedibile, dall’inizio alla fine. L’entusiasmo ne guadagnerebbe di sicuro.

E se eliminassimo le teste di serie? Chingotto lancia l’idea

Con la realizzazione di questa proposta non ci sarebbero più i bye al primo turno per le teste di serie, come avviene in alcuni appuntamenti, e teoricamente il “clasico” Tapia-Coello contro Chingotto-Galan potrebbe anche diventare la prima partita di un torneo. Uno scenario che costerebbe caro a loro, ma farebbe contenti tutti gli altri, ormai quasi impossibilitati ad arrivare in finale (per non dire a vincere i titoli…), aprendo l’altro lato di tabellone. La parte curiosa della proposta è che arrivi proprio da Chingotto, uno che dei privilegi delle teste di serie gode regolarmente, come diritti acquisiti. Eppure, sarebbe il primo disposto a rinunciare a certi benefit a favore di un circuito più dinamico ed equilibrato, con più sorprese e opportunità per gli altri.

In sostanza, la proposta non converrebbe allo stesso Chingotto, che però ha nella competitività il suo valore aggiunto, dunque accetterebbe di buon grado l’idea di potersi trovare di fronte i numeri uno del mondo già al primo turno. Stesso discorso per la gran parte degli altri giocatori del Tour, i quali invece sanno già che fra primo e secondo turno una testa di serie va battuta nel 99% dei casi. Con l’idea Chingotto la situazione potrebbe cambiare, offrendo più spazi e possibilità agli outsider.

Da capire il punto di vista dei tornei: teoricamente, la situazione renderebbe più imprevedibile e molto più competitiva ogni giornata di gara, garantendo sempre qualche match aperto. Ma, allo stesso tempo, potrebbe capitare che la sfida più ambita finisca nella prima metà della settimana e non nella giornata conclusiva. Di certo, ai promotori degli eventi questo non piacerebbe. Detto ciò, la proposta rimane intelligente per rendere il padel ancora più mainstream, per provare ad avere sempre più grandi partite e coppie che riescono a vincere i tornei P1 o P2. La medicina giusta per combattere la prevedibilità di buona parte dei tornei.

E se eliminassimo le teste di serie? Chingotto lancia l’idea

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